Pubblicato da: max | ottobre 21, 2016

La stanza

lastanza

Questa mia stanza candida di fede,
ad abitarla con eguale fede
più giovane di me, lei sola crede
alla mia nuova storia, tu non vuoi
credere, dici è tutto provvisorio.

Se mi lasci la morte o la speranza
di mutare vagando non sai dire,
né a credere sopporti che tu sia
la presenza invocata.

La mia stanza ha il vuoto che le lasci.
Non le manca la sedia, ma il tuo posto.
Non manca il giradischi, la tua voce
manca e il silenzio dell’averti intorno.

Mancano gli occhi tuoi più dello specchio.

Alfonso Gatto

In sottofondo: “La stanza dell’oro” – Litfiba

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Responses

  1. Bellissima. Un abbraccio Max

    • Grazie Enrico. Un caro saluto


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