Pubblicato da: max | maggio 17, 2018

In questa notte nuda di parole

In questa notte nuda di parole
come un angelo cancelli il mio dolore
nella grazia tremante del tuo sguardo.
Anche se questo esilio mi apparterrà per sempre
la tua dolcezza è un’anima,
un lampo acceso nel destino,
una carezza deposta nel mio cuore
più forte del vento solitario
che vi respira dentro.
Lo so che un’ombra ci separa,
che questa luce è fragile
come certi lucignoli che scuote
la brezza leggera d’autunno,
ma il tuo sorriso forse l’ha scritto Dio
nel mio destino.

Roberto Carifi

In sottofondo: “Johnny and Mary” – Robert Palmer

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Pubblicato da: max | maggio 16, 2018

Morire dovrei

Morire dovrei, anche adesso
ora che ho appreso la maturità.
Dovrei morire adesso
essendo già rinata nelle fitte che
meglio dell’amore il dolore colpiscono.

Dovrei morire e solamente
accompagnare l’ultimo verso
dall’altra parte
della sponda fino a vederlo
salutare me e i miei privati
affetti, accumulati per ossessione
di felicità.

Niente è migliore del morire
fuorché la speranza di disimparare
a vivere.

Carla Saracino

In sottofondo: “Survival” – America

Pubblicato da: max | maggio 15, 2018

Serata romana

Dove vai per le strade di Roma,
sui filobus o tram in cui la gente,
ritorna? In fretta, ossesso, come,
ti aspettasse il lavoro paziente,
da cui a quest’ora gli altri rincasano?
E’ il primo dopocena, quando il vento,
sa di calde miserie familiari,
perse nelle mille cucine, nelle,
lunghe strade illuminate,
su cui più chiare spiano le stelle.
Nel quartiere borghese, c’è la pace,
di cui ognuno dentro si contenta,
anche vilmente, e di cui vorrebbe,
piena ogni sera della sua esistenza.
Ah , essere diverso – in un mondo che pure,
è in colpa – significa non essere innocente…
Va, scendi, lungo le svolte oscure,
del viale che porta a Trastevere:
ecco, ferma e sconvolta, come,
dissepolta da un fango di altri evi,
a farsi godere da chi può strappare,
un giorno ancora alla morte e al dolore,
ha ai tuoi piedi Roma …
Scendo, attraverso Ponte Garibaldi,
seguo la spalletta con le nocche,
contro l’orlo rosicchiato della pietra,
dura nel tepore che la notte,
teneramente fiata, sulla volta,
dei caldi platani. Lastre d’una smorta,
sequenza, sull’altra sponda, empiono,
il cielo di lavato, plumbei, piatti,
gli attici dei caseggiati giallastri.
E io guardo, camminando per i lastrici,
slabbrati, d’osso, o meglio odoro,
prosaico ed ebreo – punteggiato d’astri,
invecchiati e di finestre sonore
il grande rione familiare:
la buia estate lo indora,
umida, tra le sporche zaffate,
che il vento piovendo dai laziali,
prati spande su rotaie e facciate.
E come odora, nel caldo, così pieno,
da esser esso stesso spazio,
il muraglione, qui sotto:
da ponte Sublicio fino sul Gianicolo,
il fetore si mescola all’ebbrezza,
della vita che non è vita.
Impuri segni che di qui sono passati,
vecchi ubriachi di Ponte, antiche,
prostitute, frotte di sbandata,
ragazzaglia: impure traccie,
umane che, umanamente infette,
son lì a dire, violente e quiete,
questi uomini, i loro bassi diletti
innocenti, le loro misere mete.

Pier Polo Pasolini

In sottofondo: “Rome wasn’t built in a day” – Morcheeba

Pubblicato da: max | maggio 14, 2018

Abitata di memoria

Sono colei che si ostina a portare una collana
di lucciole al collo
perché la notte illumini nella mia stanza
di fiammelle blu e discrete
una millesima parte del braciere
del fuoco e del mistero.
Sono colei che si ostina
a toccare i sensi del duro
avvantaggiandomi dell’inoppugnabile.
Con me camminano
queste donne che io sono
queste donne di carne e sangue
che sopportano
i vuoti del tedio
i pomeriggi delle domeniche in città
l’incessante ticchettio
delle gocce che cadono quando si vuole riposare
insomma, le piccole tristezze.
Queste donne io sono
la sveglia, la sognatrice,
la tormenta, la tenaglia,
la gatta in calore,
quella che ha perso l’abitudine di bussare
alla porta dell’infanzia,
l’emigrante.
Una delle tante in mezzo alla folla
in cerca dell’angolo sotto il cipresso
o dell’accordo armonico delle onde
per strappare gli straccetti al sole
o parlare da sola con i miei specchi
o spiegare la verità alla luce.
Confessare che sono viva
nella ciclica campagna per impedire
il rogo della strega folle.
La pazza che apre il mondo
coi seni al vento e scalza
nel cerchio del circo.
Sono colei che salta sui sassi e sul fango
come la rana che sopravvive
alla sciagura della cattività.
Parola che impasta il pane
parola abitata di memoria
parola meticcia di una presenza
nella terra e nella sassaia.
Questa sono
una fiammella sotto la manica
del vicino cieco.

Carmen Yanez

In sottofondo: “Ogni donna” – Giorgia

Pubblicato da: @riel | maggio 13, 2018

Perchè se non si ama tutto non si ama nulla

Io ho curato le tue ferite. Ti ho lavato,
conosco il tuo odore, so quando hai la febbre.
Forse che per questo non ti amo?
Ogni giorno rassomigli di più al cadavere che un giorno diventerai
eppure ti amo sempre.
Quando morirai ti giacerò accanto
e con te rimarrò fino alla morte, senza cibo nè bevanda.
Ti putrefarai fra le mie braccia
ed io amerò ancora la tua carogna.
Perchè se non si ama tutto non si ama nulla.

Jean-Paul Sartre

In sottofondo: “Un uomo che mi ama” – Mina

Pubblicato da: max | maggio 12, 2018

Tu stai

Piccola donna forte e allarmata,
di cui ho baciato le pieghe di carne più segrete,
fatti in là, ti dico,
lascia stare le domande
di comune buon senso
e se ti amo e se sempre alle dolci gabbie ritorno.

Tu stai,
oltre i conti crudi da servo che t’impongo.

Addolcisci il richiamo ai morenti coetanei,
ai miei anni morenti.

Ennio Abate

In sottofondo: “Stay” – Jackson Browne

Pubblicato da: max | maggio 11, 2018

Manoscritto

Mi arrendo.
La religione la mafia
la politica e il calcio
l’esercito e la moda
muovono più gente di me.

Sono milioni o pochi
ma totalmente decisi
al tutto per tutto.
Ho a che fare solo
con le piccole folle
di un cinema notturno
con la solitudine dei giocatori
che officiano una partita di scacchi
con il tepore di alcune donne

Leggo
torno a vedere un vecchio film
faccio notte con Coltrane
e allungo il braccio e accarezzo la mia bella
che mi invita fumando.

Mario Trejo

In sottofondo: “Soul eyes” – John Coltrane

Pubblicato da: max | maggio 10, 2018

Stile

Con tacchi alti che mi collocano il culo
ad altezza cazzo come una gatta
in calore che allunga le zampe
per soddisfare chiunque venga
e capelli ricci per farti venire in mente
cosa puoi trovare
giù in basso mi umetto le labbra
in predisposizione labiale
ombreggio gli occhi per quel sottomesso
sguardo orgasmico
e dico
mi vesto
per apparire
presentabile.

Karen Alkalay-Gut

In sottofondo: “My ever changing moods” – Paul Weller

Pubblicato da: max | maggio 9, 2018

Ad occhi aperti

Ad occhi aperti
odori la stanza
antica. Siedi.

Con uno sguardo intimo
ti misuri, e taci.

Da su in giù levi
i pantaloni, lenta,
con cerimonia.

Rimani nuda sotto
le ossa croccanti.

Begonya Pozo

In sottofondo: “As” – George Michael & Mary J. Blige

Pubblicato da: max | maggio 8, 2018

Ho deciso di non innamorarmi

Mi sono quasi innamorata di te,
quasi, la mia mano abbandonata
sul tuo glabro petto indio,
così vicina ai miei orecchi e al cuore
era la tua risata quando
ti sei infilato gli stivali,
sei scivolato fuori
e io, avvolta nella coperta
senza di te, ho dormito di nuovo sola,
allora ho deciso di no,
di no, di no.

Ana Castillo

In sottofondo: “Who You Are” – Mihail

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