Pubblicato da: @riel | febbraio 25, 2017

Concordanze: le persone del verbo

concordanze

Una volta
E per pochi giorni
Molto tempo fa
Io e te
Improvvisamente fummo fin nell’intimo
Noi.

«Noi due» potevo dire
Nelle ore voraci che furono nostre.

Da tempo
Se parlo di te
Posso usare soltanto
La terza persona: Lei.

L’io impoverito sprofonda
Nelle concordanze del Nulla.

Josè Emilio Pacheco

In sottofondo: “Shape of You” – Ed Sheeran

Pubblicato da: max | febbraio 24, 2017

Love is the music

musicislove

La musica ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare.

Ezio Bosso

In sottofondo: “Music is love” – David Crosby

Pubblicato da: max | febbraio 23, 2017

Piccole cose

piccolecose

Piccole cose. Le attraversi senza accorgertene
ma valgono la vita, tutta la mia vita.
Episodi che forse non riscuotono il tuo interesse,
ma con essi costruisco palazzi
in cui vivo per mesi, intreccio storie,
mille cieli e mille isole.
Cose, quelle tue piccole cose…

Mentre fumi, mi inginocchio davanti a te
come una buona gatta, completamente al sicuro.
Dò la caccia, arrogante e superba,
al filo di fumo che si disperde
negli angoli della stanza, in anelli e anelli…

Quando sul finire della notte vai via
come una stella, come un uccellino migrante
e mi lasci, mia compagna di vita,
all’odore del tabacco e ai ricordi,
io rimango nel gelo della mia solitudine.

Nizar Qabbani

In sottofondo: “Sono anni che ti aspetto” – Fabrizio Moro

Pubblicato da: max | febbraio 22, 2017

Epitalmio

epitalmio

Ricordi quando
d’inverno
giungemmo all’isola?
Il mare verso di noi innalzava
una coppa di freddo.
Alle pareti i rampicanti
sussurravano lasciando
cadere foglie oscure
al nostro passaggio.
Anche tu eri una Piccola foglia
che tremava sul mio petto.
Il vento della vita ti pose lì.
Dapprima non ti vidi; non seppi
che camminavi con me,
finché le tue radici
perforarono il mio petto,
s’unirono ai fili del mio sangue,
parlarono per la mia bocca,
fiorirono con me.
Così fu inavvertita la tua presenza,
foglia o ramo invisibile
e il Mio cuore d’improvviso
si Popolò di frutti e di suoni.
Abitasti la casa
che t’attendeva oscura,
e allora accendesti le lampade.
Ricordi, amor mio,
i nostri primi passi nell’isola?
Le pietre grige ci riconobbero,
le raffiche della pioggia,
le grida del vento nell’ ombra.
Ma il fuoco fu
il nostro unico amico,
vicino ad esso stringemmo
con quattro braccia, nell’inverno,
il dolce amore.
Il fuoco vide crescere nudo il nostro amore
fino a toccare stelle nascoste,
e vide nascere e morire il dolore
come una spada spezzata
contro l’amore invincibile.
Ricordi,
oh addormentata nella mia ombra,
come da te cresceva
il sonno,
dal tuo petto nudo,
aperto con le sue cupole gemelle,
verso il mare, verso il vento dell’isola,
e come io nel tuo sogno navigavo
libero, nel mare e nel vento,
legato e sommerso tuttavia
all’azzurro volume della tua dolcezza?
O dolce, dolce mia,
mutò la primavera
i muri dell’isola.
Apparve un fiore come una goccia
di sangue color d’arancia,
poi i colori scaricarono
tutto il loro peso puro.
Il mare riconquistò la sua trasparenza,
la notte su nel cielo
mise in mostra i suoi grappoli,
e ormai tutte le cose sussurrarono
il nostro nome d’amore; pietra a pietra
dissero il nostro nome e il nostro bacio.
L’isola di pietra e di muschio
risuonò nel segreto delle sue grotte
come nella tua bocca il canto,
e il fiore che nasceva
tra gli interstizi della pietra
con la sua sillaba segreta
disse mentre passavi il tuo nome
di pianta bruciante,
e la scoscesa roccia innalzata
come il muro del mondo
riconobbe il mio canto, beneamata,
e tutte le cose dissero
il tuo amore, il mio amore, amata,
perché la terra, il tempo, il mare, l’isola,
la vita, la marea,
il germe che dischiude
le sue labbra nella terra,
il fiore divoratore,
il movimento della primavera,
tutto ci riconosce.
Il nostro amore è nato
fuori delle pareti,
nel vento,
nella notte,
nella terra,
e per questo l’argilla e la corolla,
il fango e le radici
sanno come ti chiami,
e sanno che la mia bocca
si unì alla tua
perché nella terra ci seminarono insieme
solo senza che noi lo sapessimo,
e che cresciamo insieme
e insieme fioriamo,
e per questo
quando passiamo
il tuo nome è nei petali
della rosa che cresce nella pietra,
il mio nome È nelle grotte.
Tutti lo sanno,
non abbiamo segreti,
siamo cresciuti insieme,
ma non lo sapevamo.
Il mare conosce il nostro amore, le pietre
dell’altura rocciosa
sanno che i nostri baci fiorirono
con purezza infinita,
come una bocca scarlatta
albeggia nei loro interstizi:
così conoscono il nostro amore e il bacio
che uniscono la tua bocca e la mia
in un fiore eterno.
Amore mio,
la primavera dolce,
fiore e mare, ci circondano.
Non la scambiamo
per il nostro inverno,
quando il vento
incominciò a decifrare il tuo nome
che oggi ripete a tutte l’ore,
quando
le foglie non sapevano
che tu eri una foglia,
quando
le radici
non sapevano che tu mi cercavi
nel mio petto.
Amore, amore,
la primavera
ci offre il cielo,
ma la terra oscura
È il nostro nome,
il nostro amore appartiene
a tutto il tempo e alla terra.
Amandoci, il mio braccio
sotto il tuo collo d’arena,
aspetteremo
come cambiano la terra e il tempo
nell’isola,
come cadono le foglie
dei rampicanti taciturni ,
come se ne va l’autunno
dalla finestra rotta.
Ma noi
stiamo attendendo
il nostro amico,
il nostro amico dagli occhi rossi,
il fuoco,
quando di nuovo il vento
scuoterà le frontiere dell’isola
e disconoscerà il nome
di tutti,
l’inverno
ci cercherà, amor mio,
sempre,
ci cercherà, perché lo conosciamo,
perché non lo temiamo,
perché abbiamo
con noi
il fuoco
per sempre.
Abbiamo
la terra con noi,
per sempre,
la primavera con noi,
per sempre,
e quando si staccherà
dai rampicanti
una foglia,
tu sai amor mio
che nome sta scritto
su quella foglia,
un nome che è il tuo ed è il mio,
i nostri nomi d’amore, un solo
essere la freccia
che trapassò l’inverno,
l’amore invincibile,
il fuoco dei giorni,
una foglia
che mi cadde sul petto,
una foglia dell’albero
della vita
che fece nido e cantò,
che mise radici
che diede fiori e frutti.
Così vedi, amor mio,
come vado
per l’isola,
Per il mondo,
sicuro in mezzo alla primavera,
pazzo di luce nel freddo,
camminando tranquillo nel fuoco,
sollevando il tuo peso
di petali tra le mie braccia,
come se mai avessi camminato
se non con te, anima mia,
come se non sapessi camminare
se non con te,
come se non sapessi cantare
se non quando tu canti.

Pablo Neruda

In sottofondo: “I’m your man” – Leonard Cohen

Pubblicato da: max | febbraio 21, 2017

Stanza d’albergo

stanzadalbergo

Se c’era ancora una promessa
tra me e te, un’offerta
prolungata, una luce laggiù
da poter seguire;
se restava la speranza
– sebbene fosse una triste,
piccola speranza;
se anche le tue labbra
mai hanno pronunciato
la parola mortale che io desideravo
o qualcosa che le assomigliasse,
penso che ancora avrei trovato
una ragione per aspettarti.
E chissà se il commercio della carne
non fu – in qualche modo –
una promessa.

Josefa Parra

In sottofondo: “Ci si arrende” – Zucchero & Mark Knopfler

Pubblicato da: max | febbraio 20, 2017

Gli amori muoiono, quello che resta è arte

Nick Cave – Far for me

Pubblicato da: max | febbraio 19, 2017

Lo specchio

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Un uomo si china su di me
come sopra l’acqua.
Nello specchio della mia acqua
desidera vedere il suo volto.
Ma la mia acqua è scura,
scura e profonda e
non gli rinvia il riflesso.
L’uomo cerca, sorpreso,
stupefatto, e temo
che salterà dentro, in me,
per frugare nel mio profondo
il suo viso morto,
morto.

Barbara Korun

In sottofondo: “True Love Waits” – Radiohead

Pubblicato da: max | febbraio 18, 2017

Giochi

giochi

Volteggiando intorno al tuo collo,
mordicchiando la base dei capelli,
leccando il tuo mento,
sorbendo, intermittente, quelle labbra pseudoschive,
depositando baci sulle spalle,
abbattendo col mio corpo il tuo
sono più libera;
e tu, propiziando che ti scali,
che ti monti,
che rida felice mentre mi stendo tutta su di te
e mi diverto,
sei più brillante nella tua bellezza.

Accettandomi così, lontana dal decoro
nel mio saltello,
mi riscopri e ti diletti.

Ovviamente, tu, ora più saggio.

Magda Zavala

In sottofondo: “Try A Little Tenderness” – David Sanborn

Pubblicato da: max | febbraio 17, 2017

Trattato di baci

trattatodibaci

Mi baciavi con tutta la bocca.
Tanto da pensare che nulla avresti lasciato per te.

Con la robusta freschezza della frutta turgida, le tue labbra.
La tua lingua, un mollusco abile
e sorridente.

Il tuo alito mi baciava nelle orecchie
e il rumore sibilante, oscuro,
dei tuoi inviti.

Talvolta mi baciasti nella distanza del corpo.

Sono stata nella tua bocca, nelle tue labbra, nella tua saliva,
nella breve pressione dei tuoi denti,
nel saggio percorso del tuo olfatto.

Mille volte sono stata nei tuoi sorsi di idromele,
fino a quando restò soltanto
un tocco di addio
sulle guance.

Magda Zavala

In sottofondo: “Seduction” – Boney James

Pubblicato da: max | febbraio 16, 2017

Iniziazione amorosa

iniziazioneamorosa

L’amaca stesa tra due manghi
dondolava in un mondo profondo.
Il giorno era caldo, senza vento.
Il sole lá in cima,
le foglie nel mezzo,
il giorno era caldo.
E io siccome io non avevo niente da fare passavo il tempo corteggiando le gambe scure della lavandaia.

Un giorno lei è venuta lá all’amaca,
si è attorcigliata alle mie braccia,
mi ha dato un abbraccio,
mi ha dato le mammelle
che erano solo mie.
L’amaca si è girata,
il mondo è affondato.

In seguito sono stato a letto
febbre 40 gradi febbre.
Una lavandaia immensa, con due tette immense, girava nello spazio verde.

Carlos Drummond de Andrade

In sottofondo: “La gloria” – Gotan Project

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