Pubblicato da: max | agosto 19, 2019

Io ti chiamo con il tuo nome

Non importa quanto tu sia lontano.
I legami tra le anime esistono perchè creati dal pensiero.
Fili invisibili che legano ricamando sull’anima
tutto ciò che gli occhi non possono vedere,
e lo trasformano in emozione, in gioia, in dolore.
Anche in ricordo.
In sorriso o in lacrima.
Avviene tutto dentro.
Nei meandri del cuore, nei nascondigli della mente.
E vivono come tatuaggio sulla pelle dell’Anima.
E arrivano Ovunque.
E toccano l’Oltre.
Un pensiero mi lega a Te.
Un pensiero che gli altri chiamano Amore.
Io invece lo chiamo con il Tuo Nome.

Catherine Morena Ramos

In sottofondo: “Just One Lifetime” – Sting & Shaggy

Pubblicato da: max | agosto 7, 2019

Io amavo

Io amavo
è passato tanto tempo
e troppa solitudine
ha colmato l’assenza
così ho raccolto
tutte le lacrime
in vane e scarse poesie.
Ho sfigurato
il mio cuore
in attesa di miracoli
e si sa quelli avvengono
nelle fiabe
o accadono ai buoni
così lo specchio
del mio sentire
è impazzito
infrangendosi
nelle troppe mani
che l’hanno toccato.
Io amavo punto
e forse a capo.

Lucia Ferrara

In sottofondo: “Mmm Mmm Mmm Mmm” – Crash Test Dummies

Pubblicato da: max | agosto 3, 2019

Mi basta

Se io fossi Dio
e avessi il segreto
farei un essere esatto a te;
lo proverei
(alla maniera dei panettieri
quando provano il pane, ovvero:
con la bocca),
e se questo sapore fosse
uguale al tuo, ossia
il tuo stesso odore, e il tuo modo
di sorridere,
e di stare in silenzio
e di stringere la mia mano strettamente,
e di baciarci senza farci male
– di questo sì, sono sicuro: metto
tanta attenzione quando ti bacio-;
allora,
se io fossi Dio,
potrei ripeterti e ripeterti
sempre la stessa e sempre differente
senza stancarmi mai del gioco identico
senza disdegnare neppure quello che fosti
per quella che saresti diventata tra un attimo;
ancora non so se mi spiego, ma voglio
chiarire che se io fossi
Dio, farei
il possibile per essere Ángel González
per amarti così come ti amo
per attendere con calma
affinché ti creda te stessa ogni giorno,
affinché sorprenda tutte le mattine
la luce appena nata con la tua propria
luce, e scorra
la tenda impalpabile che separa
il sogno dalla vita,
resuscitandomi con la tua parola,
Lazzaro allegro,
io,
bagnato ancora
di ombre e pigrizia
sorpreso e assorto
nella contemplazione di tutto quello
che, in unione di me stesso,
recuperi e salvi, muovi, lasci
abbandonato quando – dopo – taci …
(Ascolto il tuo silenzio.
Odo
costellazioni: esisti.
Credo in te.
Sei.
Mi basta.)

Ángel González

In sottofondo: “Lay Me Down” – Sam Smith & John Legend

Pubblicato da: max | agosto 1, 2019

Il cammino delle tue mani

Io ho anche combattuto per incontrarti ancora
ho scartato albe,
impacchettato valigie
e abbandonato la mia casa
ho dimenticato i miei armadi,
lasciato i cassetti
in disordine
e sono uscita correndoti incontro
nulla importava:
percorrere cento chilometri,
fare la coda,
perdere i bagagli
nel viaggio
nulla importava:
la stagione,
l’ora del giorno,
il vestito che indossavo
la strada
mi mostrava sempre
il cammino delle tue mani.

Ángela Ramos

In sottofondo: “Underneath” – Alanis Morissett

Pubblicato da: max | luglio 31, 2019

Cade la notte

Cade la notte
E dopo la notte, il buio
E dopo il buio
Gli occhi
Le mani
I respiri, i respiri …
E il rumore dell’acqua
Che gocciola dal rubinetto

Dopo due punti rossi
Due sigarette accese
Il tic-tac dell’orologio
Due cuori
E due solitudini

Forough Farrokhzad

In sottofondo. “Per questa notte che cade giù” – Ron

Pubblicato da: max | luglio 30, 2019

Controvento

Il vento sulla pelle,
tra i capelli, dentro
la bocca, nelle narici.
Gli occhi spalancati pieni di vento.

Il vento sulle case,
sulle finestre, sulle porte,
che scivola sui chiavistelli;
tra le sbarre dei balconi
e le fessure
e per i vicoli stretti.

Il vento che spazza
le vie della città
e scompiglia i tuoi capelli
e i miei.

Il vento che ci penetra dentro
il corpo.
E noi due che camminiamo
controvento.

Montserrat Abelló

In sottofondo: “Controvento” – Arisa

Pubblicato da: max | luglio 28, 2019

Tu con la testa, io con il cuore

Tu, tu mi hai amato con la testa.
Io, io ti ho amato con il cuore.
Forse il tuo amore è più giusto, forse il mio è più forte.

(…) La nostra è una battaglia molto dura perché noi
non ci concediamo mai un perdono,
io col sentimento ti spavento, tu con la logica mi sgomenti.

Se dici che siamo soli su questa terra
cerchiamo di evitare un addio: andiamo avanti con questo amore
andiamo avanti, tu con la testa, io con il cuore. (…)
“Noi stiamo rovinando tutto con le parole, queste maledette parole”

Piero Ciampi

In sottofondo: “Woman Of Heart And Mind” – Joni Mitchell

Pubblicato da: max | luglio 26, 2019

Io canto le donne

Io canto le donne prevaricate dai bruti
la loro sana bellezza, la loro “non follia”
il canto di Giulia io canto riversa su un letto
la cantilena dei salmi, delle anime “mangiate”
il canto di Giulia aperto portava anime pesanti
la folgore di un codice umano disapprovato da Dio.

Canto quei pugni orrendi dati sui bianchi cristalli
il livido delle cosce, pugni in età adolescente
la pudicizia del grembo nudato per bramosia,
Canto la stalla ignuda entro cui è nato il “delitto”
la sfera di cristallo per una bocca “magata”.
Canto il seno di Bianca ormai reso vizzo dall’uomo
canto le sue gambe esigue divaricate sul letto
simile ad un corpo d’uomo era il suo corpo salino
ma gravido d’amore come in qualsiasi donna.

Canto Vita Bello che veniva aggredita dai bruti
buttata su un letticciolo, battuta con ferri pesanti
e tempeste d’insulti, io canto la sua non stagione
di donna vissuta all’ombra di questo grande sinistro
la sua patita misura, il caldo del suo grembo schiuso
canto la sua deflorazione su un letto di psichiatra,
canto il giovane imberbe che mi voleva salvare.
Canto i pungoli rostri di quegli spettrali infermieri
dove la mano dell’uomo fatta villosa e canina
sfiorava impunita le gote di delicate fanciulle
e le velate grazie toccate da mani villane.

Canto l’assurda violenza dell’ospedale del mare
dove la psichiatria giaceva in ceppi battuti
di tribunali di sogno, di tribunali sospetti.
Canto il sinistro ordine che ci imbrigliava la lingua
e un faro di marina che non conduceva al porto.
Canto il letto aderente che aveva lenzuola di garza
e il simbolo-dottore perennemente offeso
e il naso camuso e violento degli infermieri bastardi.
Canto la malagrazia del vento traverso una sbarra
canto la mia dimensione di donna strappata al suo unico amore che impazzisce su un letto di verde fogliame di ortiche canto la soluzione del tutto traverso un’unica strada
io canto il miserere di una straziante avventura
dove la mano scudiscio cercava gli inguini dolci.

Io canto l’impudicizia di quegli uomini rotti
alla lussuria del vento che violentava le donne.
Io canto i mille coltelli sul grembo di Vita Bello
calati da oscuri tendoni alla mercé di Caino
e canto il mio dolore d’esser fuggita al dolore
per la menzogna di vita per via della poesia.

Alda Merini

In sottofondo: “Four women” – Nina Simone

Pubblicato da: max | luglio 24, 2019

Che cos’ho imparato sull’amore?

Che cos’ho imparato sull’amore?
Quello che ho imparato sull’amore è che l’amore esiste.
Non dimentichiamo mai le persone che abbiamo amato, perché rimangono sempre con noi;
qualcosa le lega a noi in modo indissolubile,
anche se non ci sono più.
Ho imparato che ci sono amori impossibili, amori incompiuti, amori che potevano essere e non sono stati.
Ho imparato che è meglio una scia bruciante, anche se lascia una cicatrice: meglio l’incendio che un cuore d’inverno.
Ho imparato, e in questo ha ragione mia madre, che è possibile amare due persone contemporaneamente.
A volte succede: ed è inutile resistere, negare, o combattere.
Ho imparato che l’amore non è solo sesso: è molto, molto di più.
Ho imparato che l’amore non sa né leggere né scrivere.
Che nei sentimenti siamo guidati da leggi misteriose, forse il destino o forse un miraggio, comunque qualcosa di imperscrutabile e inspiegabile.
Perché, in fondo, non esiste mai un motivo per cui ti innamori. Succede e basta.
È un entrare nel mistero: bisogna superare il confine, varcare la soglia.
E cercare di rimanerci, in questo mistero, il più a lungo possibile.

Ferzan Ozpetek

In sottofondo: “Stay with you” – John Legend

Pubblicato da: max | luglio 22, 2019

Ma se io dovessi rinascere

Ma se io dovessi rinascere
e ricominciare da capo,
io amerei all’infinito sempre
e comunque.

Se un giorno tornerò alla vita,
la mia casa non avrà chiavi,
sempre aperta,
come il mare, il sole, l’aria.

Che entrino la notte e il giorno,
la pioggia azzurra, la sera,
il pane rosso dell’aurora, la luna:
mia dolce amante.

Che l’amicizia non trattenga
il passo sulla soglia,
né le rondini in volo,
né l’amore le labbra.

Nessuno.

La mia casa,
il mio cuore, mai chiusi.
Che passino gli uccelli,
gli amici, l’amore e l’aria.

Marcos Ana

In sottofondo: “Lo stretto necessario” – Levante & Carmen Consoli

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