Pubblicato da: max | settembre 28, 2016

Museo del Mediterraneo

palermo

Non saprei descrivere con parole la luminosità vaporosa che fluttuava intorno alle coste quando arrivammo a Palermo in un pomeriggio stupendo. La purezza dei contorni, la soavità dell’insieme, il degradare dei toni, l’armonia del cielo, del mare, della terra… chi li ha visti una volta non li dimentica per tutta la vita.

Johann Wolfgang Goethe

Pubblicato da: max | settembre 27, 2016

Io tornerò

iotornero

Un giorno, uomo o donna, viandante,
dopo, quando non vivrò,
cercate qui, cercatemi
tra pietra e oceano,
alla luce burrascosa
della schiuma.
Qui cercate, cercatemi,
perché qui tornerò senza dire nulla,
senza voce, senza bocca, puro,
qui tornerò a essere il movimento
dell’acqua, del
suo cuore selvaggio,
starò qui, perso e ritrovato:
qui sarò forse pietra e silenzio.

Pablo Neruda

In sottofondo: “Lost on you” – LP

Pubblicato da: max | settembre 26, 2016

La bellezza

Sono bella, o mortali,
Come un sogno di pietra? No, non è
Questo triste assenso che mi aspetto da voi.
Il bambino piange sul sentiero e lo dimentico.

Sono la bellezza
Solo perché stuzzico il vostro sogno?
No, ho in fondo a me degli occhi spalancati,
Io sono nascosta, spaventata, sono pronta

A scagliarmi in avanti, a graffiare,
O a fare la morta se sento
Che la mia causa è persa nei vostri sguardi.

Chiedetemi di essere più del mondo.
Patite che io non sia che questo corpo inerte,
Curatemi con i vostri auspici, con i vostri ricordi.

Yves Bonnefoy – Traduzione di Fabio Scotto

In sottofondo: “La bellezza” – Niccolò Fabi

Pubblicato da: max | settembre 25, 2016

La mia felicità

lamiafelicita

Da quando fui stanco di cercare,
ho imparato a trovare.

Da quando un vento mi ha fatto resistenza,
navigo con tutti i venti.

Friedrich Nietzsche

In sottofondo “Splendida giornata” – Vasco Rossi

Pubblicato da: max | settembre 24, 2016

Casa vuota

casavuota

Perdersi tra le carte, numeri, conteggi
poi al telefono: dire e immaginare
complicità di viaggi e piccoli segreti
lasciare frasi nel suono della voce

morbido, che cade per non dire
– esplicitare non è necessario,
spesso rende banali cose profonde –
ma lascia un segno, al limite, un saluto

A mezzanotte guardare alla finestra
il tempo passa, è immobile il silenzio
la notte è luce, fuori, pane quotidiano
di movimenti e attese del domani

Dentro la casa è vuoto da dosare
forza che arriva, nuova e sorprendente
respiro lento di solitudine serena
piccole densità di vita piena.

Giovanni Petta

In sottofondo: “Take Your Time” – Sam Hunt

Pubblicato da: max | settembre 23, 2016

Ode all’amore

odeallamore

Ode all’amore. Ode a questa mescolanza di tutto e di niente.
Ne parla assai la gente dell’amore; è forse il più gettonato argomento di conversazione.
Ma l’amore che cos’è?
Una parola che si ostina ad occupare volumi interi e generazioni di canzoni, una parola che si confonde spesso con un’emozione.
Ne parlano i filosofi, si cercano prolisse spiegazioni, si giunge a vacuee conclusioni, ma l’amore l’amore che cos’è?
Se bastassero parole a spiegare cosa sia l’amore le avremmo forse già trovate, se bastasse una visione collettiva a renderci l’idea forse sapremmo in che direzione orientarci.
Ma l’amore mi spiazza, annienta ogni concezione di ciò che credo sia perché mi si rivela nuovo, ogni giorno. Si spande in maniera evolutiva dentro me e io non so che dire e io non so che fare. L’amore è …esiste.
E’ come un fiume che scorre e porta via con la corrente tutto ciò che si ostina nella nostra mente a frapporsi tra noi e lui, a ogni immaginazione, ogni presupposizione.
E scorre veloce sulle nostre vite, come un fluido segreto non ancora analizzato e tu non puoi trattenerlo, devi ballare la sua danza.
Ode all’amore, ode al discolo ribelle che si fa beffe di noi mentre umanamente cerchiamo di dargli una collocazione con le sue ali troppo grandi per potersi adattare alla nostra mente; quest’amore che ci invita ad adattare il nostro passo al suo.
E non ci sta nei dizionari d’italiano.
Ma l’amore mi spiazza, “e ogni volta non so cosa fare – non so cos’è – ma rimango qui a cantare in faccia a questo mare.”

Noemi Scotellaro

In sottofondo: “Latch” – Sam Smith

Pubblicato da: max | settembre 22, 2016

Elegia

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Tu hai voluto riposare
in terra morta e in oblio
Credevi di poter vivere solo
nel mare, o nei boschi.
Poi hai saputo che la vita
è solitudine tra gli uomini
e solitudine tra le valli.
Che i giorni circolanti
nel tuo petto erano solo insegne
di dolore fra il tuo pianto. Povero
amico. Non sapevi nulla né piangevi nulla

Mai me ne rido
della morte.
Semplicemente
capita che
non ho
paura di
morire
tra
uccelli ed alberi.
Non me ne rido della morte.
Ma a volte ho sete
e chiedo un po’ di vita,
a volte ho sete e domando
quotidianamente, e come sempre
capita che non trovo risposte
ma una risata profonda
e nera. Già l’ho detto, mai
soglio ridere della morte,
ma sì conosco il suo bianco
volto, il suo tetro vestito.

Non me ne rido della morte.
Tuttavia, conosco la sua
bianca casa, conosco
la sua bianca veste, conosco
la sua umidità e il suo silenzio.
E’ chiaro, la morte non
mi ha ancora fatto visita,
e vi chiederete: che ne
sai? Non ne so nulla.
Anche questo è vero.
Nondimeno, so che all’arrivo
io la starò aspettando,
la starò aspettando in piedi
o forse facendo colazione.
La guarderò soavemente
(che non si spaventi)
e siccome mai ho riso
della sua tunica, l’accompagnerò
solitario e solitario.

Javier Heraud

In sottofondo: “La morte (non esiste più)” – Baustelle

Pubblicato da: max | settembre 21, 2016

Affondare

affondare

Bisogna amarsi meno,
bisogna lasciare al tempo
l’ingorda gioia d’insegnare
che l’amore non è ricevere,
né dare,
ma lasciarsi prendere,
affondare.

Giovanni Testori

In sottofondo: “More Than a Feeling” – Boston

Pubblicato da: max | settembre 20, 2016

Siedono insieme sulla veranda

sullaveranda

Siedono insieme sulla veranda, il buio
quasi sceso, la casa dietro di loro, buia.
La cena finita, hanno lavato e asciugato
i piatti – solo due adesso e due bicchieri,
due coltelli, due forchette, due cucchiai – poco
da fare per due.
Lei siede con le mani ripiegate sul grembo,
si riposa. Lui fuma la pipa. Non parlano,
e quando alla fine parlano è per dire
ciò che l’uno sa che sa anche l’altra. Ora hanno
una mente in due che infine,
per quante ne sappia, non saprà esattamente
chi prenderà per primo la porta buia, dando
la buonanotte e chi rimarrà a seder da solo
ancora un po’.

Wendell Berry

In sottofondo: “Fire and rain” – James Taylor

Pubblicato da: max | settembre 19, 2016

Nulla è raggiungibile

raggiungibile

Nulla è raggiungibile. Nessuna voce si duplica.
Come se non fosse mai accaduto. Le cose perdurano, tranquillamente.
E al mattino tornerà a farsi giorno. Nelle vene scorre il sangue.
Tu sei niente. Per tutti gli altri, tranne che per una donna, sei
l’oscurità profonda in fondo al fiume. Un sasso sconsolatamente liscio
con un soffio d’azzurro. L’incavo sul pozzo. L’inizio
di nessuno, che nessuno riconosce. Come il diario di Scott
perduto nel turbine polare. Tu sei niente. Potresti essere la mia
tristezza, ampia come il cielo. Ed il pieno e il vuoto del film
avvolto per sempre nella bobina. La città ora non è davvero meno
vulnerabile di quanto fosse prima. Io solo, questo posso aggiungere, risuonerò]
sulla frequenza del tuo silenzio e aspetterò una tua rispossta

Ales Debeljak

In sottofondo: “Irraggiungibile” – L’Aura

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