Pubblicato da: max | maggio 26, 2017

Anche in un secondo ci sono innumerevoli io

Io accovaccio un io
Io cammino un io
Io mi stringo la mano un io
Io appena apro la bocca un io
Io appena chiudo gli occhi un io

Dall’irto precipizio di un secondo
Schizzano sempre innumerevoli io
Proprio come un fiore è diverso da quello accanto
Come sono diversi due alberi legati da un’altalena
Come è ingombra di miraggi la cavità dell’universo

Quando ti amo un io
Quando da te sono amato un altro io
Proprio come passandoci sopra la mano
I capelli a sinistra radi a destra folti
Stempiato, un antico fiume disseccato

Ventitré anni, i segreti del carattere interamente svelati
Forse scuro, forse brillante
Io strato a strato mi lancio dietro le nuvole
Io messo in abbagliante rilievo da infiniti io
Davanti allo specchio non riconosco me stesso
A mani giunte rifletto, ancor più fiore caduto
nella corrente

Mo Mo (Zhu Weiguo)

In sottofondo: “This Time I’m Gone for Good ” – Freddy Cole

Pubblicato da: max | maggio 25, 2017

(ma tu mi sorprendi)


tu solo ormai ci riesci
e senza artificio
o clowneria
perché
mentre è venuto il tempo
il tempo delle cose cieche,
mi guardi
come se ti ricordassi di me.

Davide Rondoni

In sottofondo: “Sai che” – Marco Mengoni

Pubblicato da: max | maggio 24, 2017

Poesia demente

Il mondo fu fatto
in pochissimo tempo,
tra grandi litigate,
e solo all’ultimo
momento fu deciso,
per sfiducia,
di istituire la morte e di dividere i sessi.
Dio era molto geloso
dei suoi quattro o cinque colleghi e per ripicca
disse:
Ma tanto in pochi anni saranno tutti rotti, chi senza
un braccio, chi senza una gamba, tanto vale
farli morire!
E un altro gli disse:
E quelli nuovi come li fai?
Non li faccio io, li fanno
loro! Bella roba. E così,
all’ultimo momento,
in pochi minuti, inventarono l’istinto sessuale,
e l’infanzia. Quasi vennero alle mani.
E uno disse: ma non vedi
che così sarà pieno di guai?
Chi se ne frega – disse Dio.
– Tanto questo mondo non mi piace.
E’ venuto male. Bella roba –
interloquì un altro. – Cosa pretendevi, con l’idea che tutti devono mangiarsi
l’uno con l’altro? E’ logico che si sarebbero
consumati. E allora? Tu che avresti fatto?
Quasi
vennero alle mani.

Carlo Bordini

In sottofondo: “O Fortuna ~ Carmina Burana” – Cal Orff

Pubblicato da: @riel | maggio 23, 2017

Due rosse lingue di fuoco

Due rosse lingue di fuoco
che allo stesso tempo avvinte
si avvicinano, e baciandosi
formano una sola fiamma;

due note che dal liuto
a un tempo strappa la mano,
e nello spazio s’incontrano
e armoniose s’abbracciano;

due onde che insieme giungono
per morire sulla spiaggia,
e al rompersi s’incoronano
di un’aureola argentata;

due brandelli di vapore
che dal lago si sollevano,
e all’unirsi là nel cielo
formano una nuvola bianca;

due idee che all’unisono sbocciano
due baci che a un tempo schioccano;
due echi che si confondono…
tutto ciò sono le nostre due anime.

Gustavo Adolfo Bécquer

In sottofondo: “Life on the dancefloor” -Seal

Pubblicato da: max | maggio 22, 2017

Lascio tutto così

“Lascio tutto così –
al tuo ritorno potrai
vedere prenderti cura
della casa

Fa’ piano e scusa
se non ho disseppellito
carte documenti
un po’ di gioia
e messo in ordine
i vestiti

I passi te li lascio
in cucina e in corridoio
la luce non la spengo –
lo so che hai paura”

Vito Bonito

In sottofondo: “Space Me Out” – Downtown Party Network

Pubblicato da: max | maggio 21, 2017

Appunto interiore

Oggi la mia vita non ha peso alcuno:
è una brezza, meno di un vento, meno
di un raggio di luce.
Ora nessuno
può essermi oneroso.
Non ci sono tormenti terreni sotto la mia anima.

Il mio sangue è una rossa armonia viva.
Sono in armonia con la brace e la calma,
con la voce amorosa e la voce vendicativa.

Pare che le mie mani non esistano, pare
che il mio corpo nuoti in un’acqua innocente.
Come un vento nudo il mio cuore si versa
e fa suonare le campane dolcemente.

Jorge Debravo

In sottofondo: “I’m Tired of These Blues” – Mighty Sam McClain

Pubblicato da: @riel | maggio 20, 2017

Forse sono ferito senza sanguinare

Forse sono ferito senza sanguinare
da un raggio della tua vita
e a mezza selva mi trattiene l’acqua:
la pioggia che cade col suo cielo.

Allora tocco il cuore madido:
lì so che i tuoi occhi penetrarono
la regione estesa del dolore
e un sussurro d’ombra sorge solo:

Chi è? Chi è? Ma non ebbe nome
la foglia o l’acqua oscura che palpita
a mezza selva, sorda, sul cammino,

e così, amor mio, seppi che fui ferito
e lì nessuno parlava, solo l’ombra,
la notte errante, il bacio della pioggia.

Pablo Neruda

In sottofondo: “Nearly Forgot My Broken Heart” – Chris Cornell

Pubblicato da: max | maggio 19, 2017

La bella cavallerizza

Quando l’ebbi dischiusa nel letto, Dòride
natiche rosa, fra quelle carni mi sentii un dio.
Ella, stringendomi in mezzo il favo fra le anche tremanti,
bravamente accordava a Ciprigna la bella cavalcata.
Nel mentre volgeva a me gli occhi languenti,
che a ogni sobbalzo guizzavano
come lucide foglie al vento
finché dell’uno e dell’altra,
esausta la candida foga,
Dòride con le membra affrante,
soddisfatta, giacque, immobile.

Dioscòride

In sottofondo: “The Secret Garden” – Pamela Williams

Pubblicato da: max | maggio 18, 2017

Vedere le cose

Vedere le cose
come realmente sono
quando io non ci sono.
La visione
è questo educarsi
ciechi alla vita.

Rossana Abis

In sottofondo: “Life” – Ludovico Einaudi

Pubblicato da: max | maggio 17, 2017

Stato sognante

Continuai a sognarla per tutta la notte.
Al risveglio era lì,
proprio come appariva nei miei sogni:
candida come un mondo
che lentamente si stiracchia prima di riprendere il suo moto.
Quando compresi che era vera
come la vita stessa, fuggii all’istante
dalla vecchia realtà e dai suoi travestimenti,
e richiusi dolcemente gli occhi
per poter tornare a sognarla.

Alfonso Brezmes – Traduzione Mirta Amanda Barbonetti

In sottofondo: “Caduto dalle stelle” – Mario Venuti

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