Pubblicato da: max | gennaio 17, 2019

Coscienze estranee alla mia coscienza

Una delle mie preoccupazioni costanti è capire com’è che esista altra gente, com’è che esistano anime che non sono la mia anima, coscienze estranee alla mia coscienza; la quale, proprio perché è coscienza, mi sembra essere l’unica possibile.

Fernando Pessoa da “Il libro dell’inqueitudine” – Feltrinelli ed.

In sottofondo: “Leave” – R.E.M.

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Pubblicato da: max | gennaio 16, 2019

Mendicanti

Ci deve essere anche spazio per il lutto
in questa città scintillante
di arroganza cortese.

Quelle torri splendenti che promettono immortalità
– tenetele, tenete tutto –
non è che una valle tremula di portoni sprangati.

Vado verso le colline colori sfocati,
ambra, rossi, blue elettrici.
Da qui posso vedere chiaramente,

templi, teatri, luoghi di sapienza e bugie.
E sulla testa? Il silenzio insolente delle stelle.
Siamo meno che mendicanti. Alla fine

non potremo rubare per te o avere in prestito
un’ora in più,
pur coi nostri poteri, nemmeno un ultimo,
bellissimo, balenante secondo.

Gerard Hanberry

In sottofondo: “Window of the soul” – Chuck Loeb

Pubblicato da: max | gennaio 13, 2019

Domani qualcosa sarà altra cosa

Domani qualcosa sarà altra cosa
se persino il bagaglio che portiamo
prima o poi perderà il suo peso.
Nessuna ultima scadenza
nessun avvento – se questo accade
– se può accadere adesso
quel divenire d’ogni istante
come la ragazza che non s’accorge
di seguire con grazia naturale
l’orbita di una stella o sei tu
che mi passi accanto
con aria scanzonata tra la folla
tracimando di contento.

Fabia Ghenzovich

In sottofondo: “Till tomorrow” – Don McLean

Pubblicato da: max | gennaio 11, 2019

Il divenire è evoluzione

Perdersi non più,
ti cercherò altrove
oltre il tempo di un sovvertito spazio
di improbabili equilibri.
Il divenire è evoluzione,
meta umana della genesi.

Adua Biagioli Spadi

In sottofondo: “Passato remoto” – Francesco de Gregori

Pubblicato da: max | gennaio 8, 2019

Ho messo il mio sogno su una nave

Ho messo il mio sogno su una nave
e la nave sul mare;
dopo, ho aperto il mare con le mani
per far naufragare il mio sogno.

Le mie mani sono ancora bagnate
dall’azzurro delle onde semiaperte,
e il colore che scorre dalle mie dita
colora le spiagge deserte.

Il vento viene da lontano,
la notte si curva dal freddo;
sott’acqua sta morendo
il mio sogno, dentro una nave.

Piangerò quanto sarà necessario
affinché il mare possa crescere
e la mia nave arrivi al fondo
e il mio sogno scompaia.

Cecilia Meireles

In sottofondo: “Tear down these houses” – Skin

Pubblicato da: max | gennaio 5, 2019

Giorni d’inverno nella casa estiva

Nella solitudine di questi giorni d’inverno
con gli alti fiori di aloe rossi
nel giardino, in casa non c’è nessuno
e io la abito.
Ci sono gli uccelli. E la luce del sud
nel giorno indeciso.
Viene la notte con gli occhi bendati
e cieca cade fuori dai muri
così fredda, così ampia.
Vivo nell’intimità della casa vuota,
e nelle stanze disabitate
posso sentire il suono attutito della vita,
toccare il tempo congelato,
gustare negli specchi un sapore dolce
la noia di un’immagine senza la gioventù.
E ci sono, però, il calore di una vita già indossata,
il segreto entusiasmo di essere stato.

Francisco Brines

In sottofondo: “Hola” – Marco Mengoni & Tom Walker

Pubblicato da: max | gennaio 4, 2019

Dettagli a sangue

Di tanto amarti perduto
non resterà che questo:
il ricordare a strappi come ci si leva
una benda per rabbia da una ferita
fresca – solo frammenti,
dettagli a sangue, o svolte fulminee,
il senso del dolore prima che il dolore esulti:
il poco, il breve
che non sapevamo – vivendoli –
capaci d’immenso.

Alberto Bevilacqua

In sottofondo: “Sailing On A Dream” – Will Downing

Pubblicato da: max | gennaio 3, 2019

Un dono da portarti

Non hai idea di quanto sia stato difficile
trovare un dono da portarti.
Nulla sembrava la cosa giusta.
Che senso ha portare oro a una miniera d’oro,
oppure l’acqua all’oceano. Ogni cosa che trovavo,
era come portare spezie in Oriente.
Non ti posso donare il mio cuore e la mia anima,
perché sono già tue.
Così, ti ho portato uno specchio.
Guardati e ricordami.

Gialal-al-Din-Rumi

In sottofondo: “Shallow” – Lady Gaga & Bradley Cooper

Pubblicato da: max | gennaio 2, 2019

Smobilitazione delle armate amorose

Si è accesa la sigaretta a quel modo
da cui si capisce che tutto
è già deciso e ha detto:
è finita, mi sento come un’armata
in tempo di pace,
manovre su campi abbandonati,
esercitazioni infruttuose
sempre più lontano
dai luoghi pieni di vita,
foglie, sterpi, fango, retrocortili,
come un fumatore fra gente che ha smesso di fumare,
come un amante da chi ha rinunciato all’amore.

Oh, tu lo pensi da tanto, le dissi,
sembra una poesia.
A me spetta il finale, eccolo:
io sono ferito leggermente,
ferito molto leggermente
e goffamente sanguinante
in tempo di pace.

Georgi Gospodinov

In sottofondo: “Goodbye is a lonesome sound” – Mina

Pubblicato da: max | gennaio 1, 2019

Alcune indicazioni utili da ricordare in caso di morte

in caso di morte violenta per guerre o genocidi sulla striscia di Gaza
ricordarsi di postare su facebook tutte le foto più orribili, così che qualcuno le veda
e rimanga sconvolto un minuto e poi scriva sì mi piace oppure lasci un commento,

in caso di funerale di parente, di amico o conoscente che dir si voglia,
ricordarsi di applaudire e di mettere sulla bara la bandiera della squadra del cuore,
che poi si potrebbero portare anche una o due trombe da stadio, che fanno colore,

in caso di suicidio di poeta sconosciuto ricordarsi di scrivere più articoli sui blog
che parlino di lui, del suo sfortunato destino e di come non se lo cagava nessuno,
perché adesso, adesso ci sta davvero a cuore e quel che scriveva ora ci piace,

in caso di morte dell’autore più noto, ricordarsi quanto meno di ristampare
tutto ciò che lo riguarda, biografie, prime uscite, vecchie lettere e cartoline
poi ricordare a tutti che è stato importante e vendere tutto quel che è possibile,

in caso di morte di muratore o minatore, dirlo in tv una volta sola e poi basta

in caso di morte di dittatore o d’imprenditore ricordarsi di dirlo più volte,
scrivere libri sulla loro vita e ingaggiare opinionisti che ce ne parlino tanto,

in caso di morte di bimbo, investito da ubriaco, ricordarsi di avviare il processo

in caso di morte accidentale di un cane sotto l’auto di uno che non lo aveva visto,
non dimenticare di chiamare un po’ di gente, che ci aiutino a farlo un poco a pezzi,

in caso di morte per droga di un cantante o di un attore, non vogliamo mica non
glorificarlo, si ci facciano su un paio di film, una serie di quadri e tre reportage,

insomma casomai vi doveste scordare, alcune indicazioni utili in caso di morte.

Ambra Simeone

In sottofondo: “Don’t know why” – Kenny G & David Benoit

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