Pubblicato da: max | agosto 28, 2016

Quel primo bacio

quelprimobacio

Quel momento ci ha uniti in eterno:
Un giorno qualunque di febbraio,
Eravamo ancora in pieno inverno,
L’amore tinse d’oro un mattino grigio…
Passato è ormai un lungo anno
Ricordo a memoria il tuo incedere lento
Il tuo sguardo, il mio cuore in affanno
Mentre una nuova passione prendeva il sopravvento
Oltre a noi il solito andirivieni della gente
Bastava forse un saluto, una stretta di mano
Anche un abbraccio non sarebbe stato sconveniente
Credo, in realtà, che ogni gesto risultasse vano
In fin dei conti fu molto più naturale e istintivo
Offrire a te le mie labbra senza dirti “me l’aspettavo …”

@riel (© Tutti i diritti riservati 2015)

In sottofondo: “Blue Kiss” – Chuck Loeb

Pubblicato da: max | agosto 27, 2016

Il suo sperma

ilsuosperma

Il suo sperma bevuto dalle mie labbra
era la comunione con la terra.
Bevevo con la mia magnifica
esultanza
guardando i suoi occhi neri
che fuggivano come gazzelle.
E mai coltre fu più calda e lontana
e mai fu più feroce
il piacere dentro la carne.
Ci spezzavamo in due
come il timone di una nave
che si era aperta per un lungo viaggio.
Avevamo con noi i viveri
per molti anni ancora
i baci e le speranze
e non credevamo più in Dio
perché eravamo felici.

Alda Merini

In sottofondo: “Erotica” – Madonna

Pubblicato da: @riel | agosto 26, 2016

Dico

dico

L’uomo non è nato
Per tenere le mani
Legate al palo delle preghiere.
Dio non pretende ginocchia umiliate
Nei templi
Ma gambe di fuoco che galoppano
Mani che accarezzano le viscere del ferro
Menti che partoriscano brace
Labbra che baciano.
Dico che io lavoro
Vivo, penso
E che quello che faccio è una buona preghiera
E che a dio piace molto
E ne rispondo.
E dico che l’amore
È il miglior sacramento
Che vi amo, che amo
E che non ho un posto nell’inferno.

Jorge Debravo

In sottofondo: “(It’s Just) Talk” – Pat Metheny Group

Pubblicato da: max | agosto 25, 2016

La borsa della giovane impiegata

laborsa

Fruga dentro la borsa la giovane impiegata appena messo piede sulla metro.
Mi aspetto che tiri fuori il cielo azzurro alle Maldive e una gita in barca
che tiri fuori lo zio carabiniere salito dalla Puglia
che tiri fuori il sogno di un cane addormentato in una piazza al sole
che tiri fuori le note di un tango aristocratico vibrante di solitudine

che tiri fuori la vertigine della vita e un barlume di disperazione
che tiri fuori il punto G e un orgasmo che sappia di vernice fresca
che tiri fuori un brandello di conversazione una teoria amorosa una ricetta
del cous cous alla libanese con lo zafferano

che tiri fuori l’amico massaggiatore che la palpa per verificare i meridiani
che tiri fuori la mamma con gli occhi sempre sul ciglio della commozione
che tiri fuori una lingua trafitta da una lunga spilla
che tiri fuori una dinoccolata salamandra dono di A.

che tiri fuori uno stranito sentimento della vita misto di attesa e raccapriccio
che tiri fuori un tanga di merletto color pistacchio
che tiri fuori i seguenti nomi: Max Fabio Mirko, e poi Gino Pino forse Savino
che tiri fuori un lamento un clavicembalo un gatto che fa le fusa
che tiri fuori Anna Karenina e ci si tuffi a pagina duecentoventitre.

Paolo Polvani

In sottofondo: “Sono sempre i sogni a dare forma al mondo” – Ligabue

Pubblicato da: max | agosto 24, 2016

Contraddittoriamente

contraddittoriamente

III

Oggi tutto mi fa male e mi ritraggo,
rinnego per la vita che resta
appesa ad un ramo sul crepaccio.
Rinnego per la morte che pernotta
al centro di un avverbio negativo.
Se tutto può essere
tutto è possibile.
Possibile persino io con le mie parole,
la mia nausea, la mia ferita, la mia bugia.
Irrimediabilmente
alla fine posso dirvi
che sola la verità è impossibile.

Violeta Luna

In sottofondo: “For the last time” – Jack Savorretti

Pubblicato da: max | agosto 23, 2016

Le ultime luci

leultimeluci

Tramontato è il sole, e la luna
dai tuoi capelli eclissata
sfrangia le ultime luci
che discendono in acqua.

Dovrò chiudere gli occhi
per non guardare spogliarsi
svolgersi a corolla
impolverarsi d’azzurro
l’anima mia, dentro i tuoi
che hanno suoni d’aurore
ultraterrene.

Mi pento
d’essere cresciuto.

Ennio De Santis

In sottofondo: “Passalento” – Paolo Fresu

Pubblicato da: max | agosto 22, 2016

L’agricoltore

lagricoltore

Sono nato agricoltore per il tuo seno di donna
pelle bruna e voce levigata dal monte silenzioso
grazie al mio aspetto respirano i fitti boschi della luna
e nel mio sguardo emerge inebriata la tenerezza dell’anima.
Hanno anima questi monti che mi cullarono
bontà di radice inumidita dalla musica del vento.
Vento è stata la mia anima avvinghiata alla fede che resuscita
a che puo ritornare alla luce assetata
se per pura sete posso trasformarmi in acqua.

Jesús Urzagasti

In sottofondo: “Hotel Supramonte” – Fabrizio de Andrè

Pubblicato da: max | agosto 21, 2016

So long, Marianne

marianneihlen_leocohen

Come over to the window, my little darling,
I’d like to try to read your palm.
I used to think I was some kind of Gypsy boy
before I let you take me home.

Now so long, Marianne, it’s time that we began
to laugh and cry and cry and laugh about it all again.

Well you know that I love to live with you,
but you make me forget so very much.
I forget to pray for the angels
and then the angels forget to pray for us.

Now so long, Marianne, it’s time that we began
to laugh and cry and cry and laugh about it all again.

We met when we were almost young
deep in the green lilac park.
You held on to me like I was a crucifix,
as we went kneeling through the dark.

Oh so long, Marianne, it’s time that we began …

Your letters they all say that you’re beside me now.
Then why do I feel alone?
I’m standing on a ledge and your fine spider web
is fastening my ankle to a stone.

Now so long, Marianne, it’s time that we began
to laugh and cry and cry and laugh about it all again.

For now I need your hidden love.
I’m cold as a new razor blade.
You left when I told you I was curious,
I never said that I was brave.

Oh so long, Marianne, it’s time that we began
to laugh and cry and cry and laugh about it all again.

Oh, you are really such a pretty one.
I see you’ve gone and changed your name again.
And just when I climbed this whole mountainside,
to wash my eyelids in the rain!

Oh so long, Marianne, it’s time that we began
to laugh and cry and cry and laugh about it all again.

Testo e musica: Leonard Cohen

Pubblicato da: max | agosto 20, 2016

La guerra lavora molto

laguerralavora

La guerra
com’è
seria
attiva
e abile!

Sin dal mattino
sveglia le sirene
invia ovunque ambulanze
scaglia corpi nell’aria
passa barelle ai feriti
richiama la pioggia dagli occhi delle madri
scava nel terreno
dissotterra molte cose dalle macerie
alcune luccicanti e senza vita
altre pallide e ancora vibranti.

Suscita più interrogativi
nelle menti dei bambini.
Intrattiene gli dei lanciando
missili e proiettili
in cielo.

Pianta mine nei campi
semina buche e vuoti d’aria
sollecita le famiglie a emigrare
affianca i sacerdoti
quando maledicono il diavolo
(disgraziato, la sua mano è ancora infuocata. Brucia.)

La guerra è inarrestabile, giorno e notte.
Ispira i lunghi discorsi dei tiranni
conferisce medaglie ai generali
e argomenti ai poeti.

Contribuisce all’industria di arti artificiali
fornisce cibo alle mosche
aggiunge pagine ai libri di storia
mette sullo stesso piano vittima e assassino.
Insegna agli innamorati come si scrivono le lettere
insegna alle ragazze ad aspettare
riempie i giornali di storie e fotografie
fa rullare ogni anno i tamburi per festeggiare
costruisce nuove case per gli orfani
tiene occupati i costruttori di bare
dà pacche sulle spalle ai becchini
sorride davanti al capo.

La guerra lavora molto
non ha simili
ma nessuno la loda.

Dunya Mikhail

In sottofondo: “Sunday Bloody Sunday” – U2

Pubblicato da: max | agosto 19, 2016

Sono l’addio

sonoladdio

Sono l’addio
di un giorno di festa
in cui lo sposo
ha tradito la parola,
il porto inutile
delle barche salpate
– ormai tutte –
l’alba
irriconoscibile
di un giorno di pioggia,
il letto fiacco di un torrente
mortificato,
nell’asma di un’estate
troppo inclemente

Anna Marchesini

In sottofondo: “Andata via l’estate” – La Crus

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