Pubblicato da: max | maggio 24, 2016

L’infinito di te

infinitodite

Lo spirito ha bisogno del finito
per incarnare slanci d’infinito.
Parlo con l’angelo e le tue braccia d’uomo
soltanto lo traducono ai miei sensi.

Dove comincia l’ala? Dove nascono
musiche di tamburi di tempesta?
Amarti è sprofondare, è una foresta
sfumante in cieli altissimi.

Maria Luisa Spaziani

In sottofondo: “Layla” – Eric Clapton

Pubblicato da: max | maggio 23, 2016

Anniversario

anniversario

Nel suo vecchio splendore ardente
ed in tutto lo sfarzo voluttuoso
oggi si alza davanti a te l’intero sogno
di quella notte calda d’estate.

E tremando di passioni trasognate,
premi disperandoti con feroce ardore
le piene, belle, spesso baciate
e rosse labbra sulla mia immagine.

Herman Hesse

In sottofondo: “Endless time” – Roberto Cacciapaglia

Pubblicato da: max | maggio 22, 2016

Inizia dalle labbra

sullelabbra

Inizia dalle labbra. Ora
abbiamo le prove, al di là
di ogni ragionevole dubbio.
Dalle labbra inizia. Ancora
non ci è dato sapere
dove vada a finire.

Rodolfo Cernilogar

In sottofondo: “Sulle labbra e nel pensiero” – Riccardo Cocciante

Pubblicato da: max | maggio 21, 2016

Guardo per tanto tempo il corpo di una poesia

corpodipoesia

Guardo per tanto tempo il corpo di una poesia
fino a perdere di vista tutto ciò che non sia corpo
e fino a sentire tra un dente e l’altro
un filo di sangue
nelle gengive

Ana Cristina Cesar

In sottofondo: “Soul Fruit” – Brian Hughes

Pubblicato da: max | maggio 20, 2016

Quando mi sono innamorato

quandomisonoinnamorato

Quando mi sono innamorato
il cuore batteva:
lasciati andare,
questo è l’amore.
Io ho stretto i denti,
il cuore ha taciuto.

Federico Tavan

In sottofondo: “Senza fare sul serio” – Malika Ayane

Pubblicato da: max | maggio 19, 2016

Fu là nei giardini dei salici

nelgiardinodeisalici

Fu là nei giardini dei salici che io e la mia amata ci incontrammo;
Ella passava là per i giardini con i suoi piccoli piedi di neve.
M’invitò a prendere amore così come veniva, come le foglie crescono sull’albero;
Ma io, giovane e sciocco, non volli ubbidire al suo invito.
Fu in un campo sui bordi del fiume che io e la mia amata ci arrestammo,
E lei posò la sua mano di neve sulla mia spalla inclinata.
M’invitò a prendere la vita così come veniva, come l’erba cresce sugli argini;
Ma io ero giovane e sciocco, e ora son pieno di lacrime.

William Butler Yeats

In sottofondo: “Nel giardino dei salici” – Angelo Branduardi

Pubblicato da: max | maggio 18, 2016

Fumo

fumo

E io mi voltai
perché c’era il rischio che sparisse
e avevo dato il cuore per tenerlo.
Ed ecco, vidi
il sussurro di una beltà come deve uscire dalla terra
o dalle acque, e le acque nella terra,
o dal sonno in aria e dall’aria in nessun luogo
– esiste sogno che non si addormenti spulatura
del mattino?
qualcosa che quando la svegliamo sia lì?
Fosse anche l’orlo del suo abito profondo, le sue
babbucce d’argento
il suo passare se non vuol fermarsi?

Ah, che pena, che pena
che grande pena.
Andremo dai morti senza aver sfiorato
il loro amore.

Maria Lainà – traduzione Nicola Crocetti

In sottofondo: “Dark Necessities” – Red Hot Chili Peppers

Pubblicato da: max | maggio 17, 2016

L’irreale

lirreale

L’irreale è più potente del reale.
Perché la realtà non arriva mai
al grado di perfezione
cui può spingersi l’immaginazione.
Perché soltanto ciò che è intangibile, le idee,
i concetti, le convinzioni, le fantasie, dura.
Le pietre si sgretolano.
Il legno marcisce.
La gente, be’… la gente muore.
Ma le cose fragili,
come un pensiero, un sogno,
una leggenda, durano in eterno.

Chuck Palahniuk

In sottofondo: “Learning To Fly” – Pink Floyd

Pubblicato da: max | maggio 16, 2016

L’attesa

lattesa1

Chi attende guarda il paesaggio aspettando chi non
verrà.

In lontananza si vede benissimo chi non verrà.
Lo si scorge in una barca solitaria, nel cielo, tra le
nuvole.

Due alberi tendono i rami per brindare al successo
del giorno.

Chi attende sarebbe felice se i granelli di sole che
entrano nella sala
volessero trasformarsi in chi verrà.

Chi non verrà passa a cavallo di una mosca senza
chiedere come va.

Chi attende vorrebbe che anche la barca solitaria e
le nuvole si preoccupassero.
Non sarebbe nemmeno male se gli alberi del brindisi
mostrassero un po’ d’interesse.

Juan Carlos Galeano – traduzione di Danilo Manera

In sottofondo: “Voci” – Zucchero

Pubblicato da: max | maggio 15, 2016

Perchè

perche

Una volta c’era un Perché, che stava in un vocabolario della lingua italiana nella pag. 819. Si seccò di stare sempre nello stesso posto e, approfittando della distrazione del bibliotecario, se la diede a gambe. Cominciò subito a dar fastidio alla portiera.
– Perché l’ascensore non funziona? Perché l’amministratore del condominio non lo fa riparare?
Perché non c’è la lampadina al pianerottolo del secondo piano? –
La portiera aveva altro da fare che rispondere a un Perché tanto curioso. Lo rincorse con la scopa fin sulla strada e gli ingiunse severamente di non tornare mai più.
– Perché mi cacci? domandò il Perché molto indignato:
– Perché ho detto la verità?-
Se ne andò per il mondo con quel brutto vizio di fare domande, curioso e insistente come un agente delle tasse.
– Perché la gente butta la carta per terra invece di metterla negli appositi cestini? –
– Perché gli automobilisti hanno tanto poco rispetto dei poveri pedoni?-
– Perché i pedoni sono tanto imprudenti?-
Non era un Perché: era una mitragliatrice di domande e non risparmiava nessuno.
La Questura venne a sapere che c’era un Perché così e così, alto tanto e non di più, fuggito dalla pagina 819 del dizionario. Fece stampare la sua fotografia e la distribuì a tutti gli agenti, con questo ordine. – Se lo vedete, arrestatelo e mettetelo al fresco.-
Stampano anche grandi manifesti con la sua immagine e ricoprirono ogni angolo di strada.
In calce era scritto: “100.000 mila lire e una bottiglia di birra a chi ci aiuta a catturarlo”

Perché? – si domandava il povero Perché succhiandosi il dito sotto uno di quei cartelli.
Perché mi vogliono mandare in prigione?
È tanto sbagliato fare domande?
Proibire i punti interrogativi?
Cerca che ti ricerca, ma nessuno lo avrebbe trovato mai.
Le guardie di tutto il mondo, anche se ci sono milioni di persone e parlano molte lingue, non sono riusciti a trovarlo mai più. Il nostro buon Perché si è nascosto molto bene, un po’ lì, un po’ di là. Sta in tutte le cose. In tutte le cose che vedi hanno un perché.

Gianni Rodari

In sottofondo: “Rise” – John Dreamer

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