Pubblicato da: max | settembre 20, 2017

Anello

Un solo amore può salvare tutto,
ciò che se n’è andato, ciò che è partito e più non torna,
i naufragi che emergono dall’oblio
e ci perseguitano in fondo a qualche sogno,
le perdite che in ogni ombra ci insidiano
con dadi neri, schivi alla sorte,
la fiamma che fece notte nelle nostre mani,
l’angoscia, la sofferenza, i singhiozzi,
gli oscuri Titanic del sangue,
quel che nacque per non essere e per un attimo è stato
e il grido azzurro che era il travestimento della chimera…
Tutto il furore, la polvere e la sconfitta
con un amore, un solo amore, presto si salvano:
un solo amore può salvare tutto.

Eugenio Montejo – Traduzione di Luca Rosi e Claudio Cinti

In sottofondo: “Puro amore” – Zucchero

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Pubblicato da: max | settembre 19, 2017

Pausa

Ogni tanto bisogna fare
una pausa
contemplarsi
senza l’abitudine quotidiana
esaminare il passato
dato per dato
tappa a tappa
mattonella per mattonella
e non piangersi le menzogne
ma cantarsi le verità.

Mario Benedetti

In sottofondo: “Reverse” – Roberto Cacciapaglia

Pubblicato da: max | settembre 18, 2017

I disegni dell’aria

Imparare con serenità i disegni dell’aria
Le immagini recuperate dal sogno
I dettati segreti della musica
Il volo dell’uccello
Fluire con l’acqua
E nelle foglie semplici del fico
E nell’acqua indovinare i circoli del sole
Incoronato dal silenzio il pomeriggio
Discende e si nasconde
Uccello che torni per diffondere la tua divinità
Svegliami al mattino
Consegnami il messaggio di questo mondo proibito
Deciframi nel tuo piumaggio i colori di questa vita
Per imparare dal tuo sacro lignaggio
L’unione con il cielo e tutti i tempi
Per imparare con il tuo canto un altro linguaggio
E con il tuo volo l’essenza che aspetta silente nel mio essere

Adriana Hoyos

In sottofondo: “Once Upon A Dream” – Chillaxing Jazz KolleKtion

Pubblicato da: max | settembre 17, 2017

Fuga

Non altro che questo era il nostro amore
fuggiva, tornava e ci portava
una palpebra china assai distante
un sorriso pietrificato, perso
nell’erba mattutina
una conchiglia strana che l’anima
tentava con insistenza di spiegare.

Non altro che questo era il nostro amore
frugava piano tra le cose intorno a noi
per spiegare perché ci rifiutiamo di morire
tanto appassionatamente.

E se ci reggemmo a lombi, se abbracciammo
altre nuche con tutta la nostra forza,
e confondemmo il respiro
al respiro di quella persona
se chiudemmo gli occhi, non era altro
che questo profondo desiderio di sorreggerci
nella fuga.

Ghiorgos Seferis – Traduzione di Nicola Crocetti

In sottofondo: “Io che non vivo senza te” – Chiara Civello ft. Gilberto Gil

Pubblicato da: max | settembre 16, 2017

Religione è ch’io ti amo

Quando il tempo distenderà i nostri corpi
in unico sonno, la fame saziata, il cuore spezzato
come una bottiglia usata dai ladri

adorata, mentre le nostre bocche s’incontrano così tardi,
i nostri volti vicini, gli occhi chiusi
là fuori

fuori da questa finestra dove i rami si agitano
nel vento lieve, dove gli uccelli muovono rapide le ali
dentro quell’aria fiacca, amore, noi moriamo

guardiamo il sonno che arriva, infiliamo le dita
nel respiro che ci cade di dosso

vivendo, possiamo amare anche se la morte si avvicina
è il suo canto disperato che non dobbiamo ascoltare

è che ora ci stringiamo, l’uno vicino all’altra non moriamo

Kenneth Patchen – Traduzione di Luca Viglialoro e Marco Gatto

In sottofondo: “Io ti aspetto” – Marco Mengoni

Pubblicato da: max | settembre 15, 2017

Beati i normali

Beati i normali, quegli esseri strani.

Quelli che non ebbero una madre pazza, un padre ubriacone, un figlio delinquente,
Una casa in nessun posto, una malattia sconosciuta,

Quelli che non furono bruciati da un amore divorante,
Quelli che vissero i diciassette volti del sorriso e un po’ di più.
Quelli pieni di scarpe, gli arcangeli con cappelli,
I soddisfatti, i grassi, i belli,
I damerini e i loro seguaci, quelli che “volentieri, passi pure”,
Quelli che guadagnano, quelli che sono amati fino all’osso,
I flautisti che vanno con i topi,
I venditori e i loro compratori,
I signori leggermente sovrumani,
Gli uomini vestiti da tuoni e le donne da lampi,
I delicati, i sensati, i fini,
I gentili, i dolci, i commestibili e i bevibili.

Beati gli uccelli, lo sterco, le pietre.

Ma lascino passare quelli che fanno i mondi e i sogni,
Le illusioni, le sinfonie, le parole che ci sbaragliano
E ci costruiscono, i più pazzi delle loro madri, i più ubriaconi
Dei loro padri e più delinquenti dei loro figli

E più divorati da amori brucianti.
Che gli lascino il loro posto all’inferno, e basta.

Roberto Fernandez Retamar

In sottofondo: “Starless” – King Crimson

Pubblicato da: max | settembre 14, 2017

Il senso del piacere

È un’astrazione
e non un fatto:
l’oggetto
di un pensiero
un concetto
più che un sentimento
uno stato desiderato
inseguito dalla mente
eppure insoddisfatto
perduto prima
di averlo conquistato
e, dunque, mai goduto
(sempre sul punto
di essere… ) creduto
e delirato:
il senso del piacere.

Paolo Ruffilli

In sottofondo: “Moments In Time” – Paul Hardcastle

Pubblicato da: max | settembre 13, 2017

Il passato non esiste

Questo ricordatelo, Saskia, non cercare mai di ripeterti. E vivi ora! Il passato è semplicemente un ricordo, non esiste. Sono le tue memorie che accumuli, riordini, falsifichi. Ora invece non falsifichi niente. Quello che ti aspetti dal futuro è una scatola piena di illusioni, vuota. Chi ti dice che si riempirà? “Ora lavoro, poi vado in pensione e vado a pescare. ” Chi lo sa se ci saranno ancora i pesci? La vita avviene in questo momento ed è in questo momento che uno deve saperne godere. Ah, Saskia, è bello che sei venuta a trovarmi. E ricordati, io ci sarò. Ci sarò, su nell’aria. Allora ogni tanto, se mi vuoi parlare, mettiti da una parte, chiudi gli occhi e cercami. Ci si parla. Ma non nel linguaggio delle parole. Nel silenzio.

Tiziano Terzani da “La fine è il mio inizio” – Longanesi ed.

In sottofondo: “Pastime Paradise” – Stevie Wonder

Pubblicato da: max | settembre 12, 2017

Io ho amato le ore al mare

Io ho amato le ore al mare, le città grigie,
Il fragile segreto di un fiore,
La musica, le poesie scritte
Che mi hanno dato il cielo per poche ore;

Le prime stelle sopra una collina imbiancata,
Le voci sagge e gentili che ho ascoltato,
E il grande sguardo dell’amore, a lungo nascosto,
E nell’incontro degli occhi infine trovato.

Profondo è l’amore che ho dato e avuto –
Oh, quando il fuoco del mio spirito andrà a scemare,
Lasciami l’oscurità e la quiete,
Io sarò stanca e felice di andare.

Sara Teasdale – traduzione di Paolo Statuti

In sottofondo: “Just Ones” – Chillaxing Jazz KolleKtion

Pubblicato da: max | settembre 11, 2017

Fine di un giorno

Sono belle le sere
quando la luce scende di colore
e dall’oro e dal viola
s’immerge nel turchino.
Ma questa grigia fine
di giorno sotto il cenere d’agosto
ha il pallore che scava il viso umano
un istante dopo la morte.
Dentro il cielo spettrale
i cipressi s’infiggono più neri
e più livido sotto le loro ale
si rizza il travertino
della chiesa che altissima trasale
con un sobbalzo d’ossa
gridato con un urlo senza voce
come quando nei sogni
si vorrebbe chiamare e non si può.

Giorgio Vigolo

In sottofondo: “End Of All Days” – Thirty Seconds To Mars

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