Pubblicato da: max | febbraio 13, 2016

Attesa

lattesa

L’attesa è un incantesimo: io ho avuto l’ordine di non muovermi.
L’attesa di una telefonata si va intessendo di una rete di piccoli divieti, all’infinito, fino alla vergogna…
proibisco a me stesso di uscire dalla stanza, di andare al gabinetto, addirittura di telefonare (per non tenere occupato l’apparecchio):
per la stessa ragione io soffro se qualcuno mi telefona..
l’idea di dover uscire tra poco, correndo così il rischio di essere assente al momento dell’eventuale chiamata riconfortante, del ritorno della madre, mi tormenta.
Tutti questi diversivi sono dei momenti perduti per l’attesa, delle impurità d’angoscia, poiché, nella sua purezza, l’angoscia dell’attesa esige che io me ne stia seduto in una poltrona con il telefono a portata di mano.. senza far niente.

Roland Barthes da “Frammenti di un discorso amoroso” – Einaudi ed.

In sottofondo: “Waiting In Vain” – Annie Lennox

Pubblicato da: max | febbraio 12, 2016

Se il dolore non fosse questa spina

seildolorenonfosse

Se il dolore non fosse questa spina,
questa lunga dorsale della vita
forse non saremmo altro che niente,
e dobbiamo ringraziare
che ci venga a visitare e ci porti
notizia delle cose
che nell’ombra ci appaiono e nel turbine.

Daniele Piccini

In sottofondo: “Autumn” – Giovanni Bomoll

Pubblicato da: max | febbraio 12, 2016

Commiato

commiato

Durante il mese che c’hai messo per lasciarmi
ho riempito il serbatoio con trentatré dollari e trentatré centesimi.
Ti dissi che era un regalo perché era
Il tuo numero favorito.

Ho messo a posto le nostre cose.
“Amore qui ci sono i maglioni”
“Qua c’è il tuo spazzolino”.
Come se il chiamare le cose “nostre”
Mi potesse far parte di quello che tu chiamavi “casa”.

Ho comprato fiori da un vagabondo.
Volevo portarteli, appassiti e brutti,
per dimostrarti che potevo restituirgli
la vita.

C’è una cicatrice con la forma delle tue dita
Proprio sopra il mio seno sinistro,
che è rimasta come segno di tutte le notti
che mi hai sostenuto
come solo si sostiene qualcosa
che scivola.

Adesso ci sono sei provincie tra noi,
tra l’ultima volta che ci siamo baciati e oggi,
conservate come fiori secchi dentro un libro.
A volte ti sento ancora come un rumore di traverso nella mia gola.

Mariella Toranzos

In sottofondo: “Via da qui” – Giovanni Caccamo e Deborah Iurato

Pubblicato da: max | febbraio 11, 2016

E’ difficile amarmi per come sono

edifficileamarmi

Un tempo ero un’inguaribile romantica. Lo sono tuttora. Un tempo credevo che l’amore fosse il valore più grande. Lo credo tuttora. Non mi aspetto di essere felice. Non credo che troverò l’amore, qualunque cosa voglia dire, o che, se lo troverò, mi renderà felice. Non penso che l’amore sia una risposta o una soluzione. Penso che l’amore sia una forza della natura, possente come il sole, necessaria, impersonale, immensa, impossibile, una forza che brucia e scalda, che inaridisce e che dà la vita.
Quando si spegne, il pianeta muore.
La mia piccola orbita di vita gira attorno all’amore. Non oso avvicinarmi di più. Non sono un mistico che cerca la comunicazione estrema. Non esco di casa senza il fattore di protezione 15: io mi proteggo.
Ma oggi, mentre il sole risplende ovunque, e tutto ciò che è solido non è altro che ombra, so che le cose importanti nella vita, quelle che ricordo, che rigiro tra le mani, non sono le case, i conti in banca, i premi e le promozioni. Quello di cui serbo memoria è l’amore, tutto l’amore, l’amore per questa strada sterrata, per quest’alba, per un giorno passato in riva al fiume, per la sconosciuta incontrata in un caffè. L’amore per me stessa, anche, ed è la forma più difficile d’amore, perché l’amore e l’egoismo non vanno d’accordo. E’ facile essere egoisti. E’ difficile amarmi per come sono. Ecco perché mi sorprende che tu mi ami.

Jeanette Winterson da “Il custode del faro” – Mondadori ed.

In sottofondo: “Incredibile romantica” – Vasco Rossi

Pubblicato da: max | febbraio 10, 2016

Io ti cerco

ioticerco

Io ti cerco, tu cerchi un altro,
e infine si perde il nostro desiderio
nella distanza nelle giornate grigie
e non vede una via verso la stessa meta.

Oh, tu ed io, che non ci siamo mai incontrati,
il mio cuore è stanco di cos’era ed è.
Tu non mi desideri, e mi hai avuto per caso,
io non ho potuto averti, e ti ho persa.

Steinn Steinarr – traduzione di Silvia Cosimini

In sottofondo: ” Io ti cercherò” – Ron

Pubblicato da: max | febbraio 10, 2016

Il passato dell’amore é l’amore

ilpassatodellamore

Il passato dell’amore é l’amore
Un altro amore, lo stesso
Lo stesso amore però altro.
Chi ha amato dalla vertigine non può smettere
Amare è una dipendenza.

Martha Rivera Garrido

In sottofondo: “Spending My Time” – Roxette

Pubblicato da: max | febbraio 9, 2016

Essere filosofo lo può chiunque voglia

esserefilosofo

Cultura non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma è la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo, i nostri rapporti con gli altri uomini. Ha cultura chi ha coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione con tutti gli altri esseri (…) Cosicché essere colto, essere filosofo lo può chiunque voglia.

Antonio Gramsci

In sottofondo: “People Are Strange” – The Doors

Pubblicato da: max | febbraio 9, 2016

In progress

inprogress

In progress
pazientemente
una nuova
funzione alla poesia

attraverso le congiunzioni
fra immagini
la trasformazione
ragionata e la ricerca
dove trovare esempi

gli scarti e le fughe
di pensiero

oppure credere ad una
possibile costruzione per
negativo

Paola Cusumano

In sottofondo: “The Man Who Sold The World” – Nirvana

Pubblicato da: max | febbraio 8, 2016

Voglio proporle un abbraccio

unabbraccio

Voglio proporle un abbraccio, uno forte, duraturo, fino a che tutto ci faccia male. Alla fine sarà meglio che mi duole il corpo per volerla, e non che mi faccia male l’anima per la sua mancanza.

Julio Cortazár

In sottofondo: “Maybe Someday” – Simply Red

Pubblicato da: max | febbraio 8, 2016

Non c’è altro

noncealtro

Non c’è altro. Solo la donna per rallegrarci,
solo occhi di donna per riconfortarci,
solo corpi nudi,
territori in cui l’uomo non si stanca.
Se non è possibile dedicarsi a Dio
nell’epoca della crescita,
che cosa dare al cuore afflitto
se non il circolo di morte necessaria
che è la donna?

Siamo nel sesso, bellezza pura,
cuore solo e pulito.

Jaime Sabines

In sottofondo: “Whenever I Say Your Name” – Sting & Mary J. Blige

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