Pubblicato da: max | gennaio 19, 2017

Nella follia

nellafollia

Quando verrà il momento
Nella follia
Catturerò il firmamento e lambirò le nubi
Prenderò in prestito la bufera
Lasciandomi alle spalle le lacrime zampillanti
E me ne andrò.

Non inseguirò l’equilibrio
Non soffocherò le grida
Danzerò sull’acqua
Dirigendomi verso l’altra sponda
Libera
O schiava
Non importa!
Guaderò il fiume.

Quando verrà il momento
farfalla notturna
Deporrò la dolcezza che ormai mi ha annoiata
Deporrò l’abito imbizzarrito invano
E darò fuoco al passato
Per ritornare liscia come la terra vista da lontano
E girare da sola
Intorno alla luna.

Riderò e le mie risate non saranno tristi
Non volerò, camminerò
Accarezzerò la strada
Converserò tutta la notte con il selciato
Farò sgorgare la poesia dalle pietruzze
Il cielo piangerà e non mi preoccuperò
Il vento consumerà il mio cuore ustionato dall’amore.

Il commiato diventerà una cintura
Che cinge la mia rivoluzione
Stringerò tra le braccia la distanza,
gli uccelli notturni, i tremanti vasi di fiori
Tutto quel che bevo lo riverserò sui miei difetti
Accoglierò nel mio sangue
una rosa che non ha ancora trovato il terreno in cui sbocciare.

Quando verrà il momento
alba senza rugiada
mi mostrerò con il viso rabbuiato
e seppellirò i miei visi sereni
abitata dalla tenacia sarò
intrisa come il pane del tempo
noncurante delle briciole
diffonderò l’ombra luminosa sul mio essere
che farò gocciolare come il dolce miele
punto dopo punto
bacio dopo bacio
affinché si spenga sulla superficie del fiume
quella donna che ho serbato in me.

Joumana Haddad

In sottofondo: “State of Mind” – Raul Midon

Pubblicato da: max | gennaio 18, 2017

Persi in un’allucinazione

persiinunallucinazione

La notte in cui Eliza era entrata nella camera di Tao Chi’en le cose andarono diversamente rispetto agli abbracci clandestini e frettolosi del suo primo amante in Cile. Quella notte scoprì alcune delle molteplici possibilità del piacere e fu iniziata alla profondità di un amore che sarebbe rimasto l’unico per il resto della sua vita. Con infinita pazienza Tao Chi’en la spogliò a poco a poco degli strati di timore accumulati e degli inutili ricordi, la accarezzò con infaticabile perseveranza fino a quando lei smise di tremare e aprì gli occhi, fino a quando si rilassò sotto le sue dita esperte, fino a quando la sentì fluttuare, aprirsi, illuminarsi; la sentì gemere, chiamarlo, supplicarlo; la vide arresa e umida, disposta a consegnarsi e a riceverlo con pienezza: fino a quando nessuno dei due fu più in grado di sapere dove si trovava, chi era, dove finiva uno e cominciava l’altra. Tao Chi’en la condusse oltre l’orgasmo, in una dimensione misteriosa in cui l’amore e la morte si assomigliano. Sentirono che i loro spiriti si espandevano, che i desideri e la memoria scomparivano, che si abbandonavano in un’unica immensa chiarità. Si abbracciarono in quello spazio straordinario riconoscendosi, perché forse erano già stati li insieme nelle vite precedenti e ci sarebbero tornati più e più volte nelle vite future, come aveva suggerito Tao Chi’en. Erano amanti eterni, continuare a cercarsi e ritrovarsi era il loro karma, disse emozionato; ma Eliza replicò ridendo che non si trattava di niente di tanto solenne come il karma, quanto di semplice desiderio di fornicare e che, a onor del vero, erano parecchi anni che moriva dalla voglia di farlo con lui e che sperava che da quel momento in poi a Tao non venisse meno l’entusiasmo, perché questa era diventata una priorità nella sua vita. Se la spassarono tutta la notte e buona parte del giorno dopo, fino a quando la fame e la sete non li obbligarono a uscire incespicando dalla camera, ebbri e felici, continuando a tenersi per mano per paura di risvegliarsi all’improvviso e scoprire che avevano vagato persi in un’allucinazione.

Isabel Allende da “Ritratto in seppia” – La Feltrinelli ed.

In sottofondo: “La Vigüela” – Gotan Project

Pubblicato da: max | gennaio 17, 2017

Se noi vivessimo quanto la rosa

sevivessimoquantolarosa

Se noi vivessimo
quanto la rosa, con la sua intensità,
il profondo profumo dei corpi
sarebbe maggiore.

Ah, breve, intensa vita
di un giorno eterno di rose,
sei passato per la casa
uguale, uguale, uguale
a una meteora ferita, fragrante
di bellezza e verità.

L’orma che hai lasciato è un abisso
di rose disfatte
ove un profumo persistente spinge
i nostri corpi ad andare lontano.

Miguel Hernández – traduzione di Gabriele Morelli

In sottofondo: “Let’s Hurt Tonight” – OneRepublic

Pubblicato da: max | gennaio 16, 2017

Nel palmo di una mano

nelpalmodiunamano

Puoi contare i cinque sensi
sulla punta delle dita, avvicinare
i polpastrelli alle labbra, le labbra
all’orecchio, l’orecchio al respiro,
il respiro alla pelle, chiudere
gli occhi per quadrare
il cerchio, perdere il senso
del tempo, le ragioni
del buonsenso

imparare che ciò che vale
può essere racchiuso
nel palmo di una mano.

Rodolfo Cernilogar

In sottofondo: “Runaway” – Jefferson Starship

Pubblicato da: max | gennaio 15, 2017

Quando tu sarai vecchia

quandotusaraivecchia

Quando tu sarai vecchia
e grigia e sonnolenta,
Col capo tentennante accanto al fuoco,
prenditi questo libro,
E lentamente leggilo,
e sogna del tenero sguardo
Che gli occhi tuoi ebbero un tempo,
e delle loro ombre
Profonde; quanti furono a amare i tuoi attimi
Di grazia felice, e quanti amarono,
con falso o vero amore,
La tua bellezza; ma uno
solo amò l’anima peregrina
Che era in te, e il dolore
del tuo volto che muta.
Curva di fronte ai ceppi risplendenti mormora,
Con lieve tristezza,
come Amore fuggì, come percorse
Passando, i monti che
ci stanno alti sul capo,
E nascose il suo viso
fra un nuvolo di stelle.

William Butler Yeats

In sottofondo: “A un passo da Te” – Mina & Celentano

Pubblicato da: max | gennaio 14, 2017

Ah, è il bene di domani

ilconforto

Ah, è il bene di domani
tutto come ieri
nulla sarà mai come
lo si vede nelle pietre
Eppure tutto ci aspetta
al ritorno dell’ora di ieri
Si dovrà pur amare
come ancora mai
La nostra vita sarà tutta
com’è da allora
Temete il cielo indifferente
o il gioco dell’amore
E non è un gioco stasera
o domani sera
Si dovrà vivere ancora
anche nei giorni neri.

Luis Aragon

In sottofondo: “Il conforto” – Tiziano Ferro & Carmen Consoli



Se questa città non dorme
Allora siamo in due

Per non farti scappare
Chiusi la porta e consegnai la chiave a te

Adesso sono certa della differenza tra
Prossimità e vicinanza

Eh, è il modo in cui ti muovi
In una tenda in questo mio deserto

Sarà che piove da luglio
Il mondo che esplode in pianto

Sarà che non esci da mesi
Sei stanco e hai finito i sorrisi soltanto

Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio
E occhi bendati, su un cielo girato di spalle
La pazienza, casa nostra, il contatto, il tuo conforto
Ha a che fare con me
È qualcosa che ha a che fare con me

Se questa città confonde
Allora siete in due

Per non farmi scappare
Mi chiuse gli occhi e consegnò la chiave a te

Adesso sono certo
Della differenza tra distanza e lontananza

Sarà che piove da luglio
Il mondo che esplode in pianto

Sarà che non esci da mesi
Sei stanco e hai finito i sorrisi soltanto

Per pesare il cuore con entrambe le mani
Ci vuole coraggio
E occhi bendati su un cielo girato di spalle
La pazienza a casa nostra il coraggio il tuo conforto
Ha a che fare con me
È qualcosa che ha a che fare con me

Sarà la pioggia d’estate
O Dio che ci guarda dall’alto
Sarà che non esci da mesi sei stanco
Hai finito e respiri soltanto

Per pesare il cuore con entrambe le mani mi ci vuole un miraggio
Quel conforto che

Ha a che fare con te
Quel conforto che ha a che fare con te
Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio
E tanto tanto troppo troppo troppo amore

Pubblicato da: max | gennaio 13, 2017

Coi capelli umidi del bagno

coicapelliumidi

Coi capelli umidi del bagno, ti drappeggi
a leggere rovesciata sul divano,
la mano immersa mollemente nel vaso
dei biscotti, dorati pesciolini sorridenti.
Immagino metteranno le branchie, nuotando
nell’aria dolce per raggiungerti. Ragazzina,
mio esile miracolo, ecco che si moltiplicano.
Nelle ore nere quando giaccio insonne,
vicina ad affogare, atterrita, il tuo viso
è l’esca splendente che ricerco, un amo
d’amore che mi trafigge e liscio mi tira su.

Kim Addonizio

In sottofondo: “Rock With You” – Everette Harp

Pubblicato da: max | gennaio 12, 2017

Non ho intenzione di consolare nessuno

nonconsolo

Amo dare fastidio alla gente, perché solo dandole fastidio posso indurla a pensare; le persone hanno smesso di pensare da secoli, non c’era nessuno a disturbarle, anzi le hanno consolate. Io non ho intenzione di consolare nessuno, perché più consoli le persone e più rimangono ritardate. Disturbale, scioccale, colpiscile duramente, sfidale … quella sfida porterà il loro potenziale al massimo.

Osho Rajneesh

In sottofondo: “Clint Eastwood” – Gorillaz

Pubblicato da: max | gennaio 11, 2017

Il massimo potenziale di vita

potenzialedivita

I sogni non sono in grado di preservarci dalle vicissitudini esistenziali, dalle malattie e dagli eventi tristi. Ci offrono, invece, una linea di condotta sul come rapportarci a questi eventi, sul come dare senso alla nostra esistenza, sul come realizzare il nostro destino, sul come seguire la nostra stella: in definitiva, sul come realizzare dentro di noi il massimo potenziale di vita.

Marie-Louise von Franz

In sottofondo: “Vivere” – Vasco Rossi

Pubblicato da: max | gennaio 10, 2017

Del tatto

deltatto

Avvicinati piano ai miei domini;
che le tue dita tentino lo spazio
ciecamente, l’oscurità che avvolge
il mio corpo; che costruiscano un cammino
e giungano fino a me attraverso il velo
spesso e taciturno delle ombre.
Salvami con la luce che hai fra le dita
se mi toccano, scongiura l’indolenza,
scaldami o ustionami col tatto
splendido e chiaro delle tue mani.
Come le farfalle della notte
fino alla fiamma volerò, da te evocata,
che preferisco bruciare che restare oscura.

Josefa Parra

In sottofondo: “Let’s Dance” – Benny Goodman

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