Pubblicato da: max | giugno 1, 2020

Tutto quello che c’è sulla tua faccia

Intorno alla tua bocca
a un certo punto
arrivano le mie mani
la mia lingua i tuoi capelli
e vedo gli occhi
che si aprono in grandi sorrisi
luminosi
e l’anima che danza intorno
alle narici,
tutto quello che c’è sulla tua faccia
andrebbe mostrato
ai poveri di spirito,
le tue labbra da mostrare
a chi esce dai cinema
o dalle chiese
e anche a chi sta a casa
mezzo addormentato sui divani,
la tua faccia in cui compare
qualcosa che solleva la terra verso il cielo
qualcosa che abbassa il cielo
verso la terra.

Franco Arminio

In sottofondo: “Fai rumore” – Diodato



… Me ne vado in giro senza parlare
Senza un posto a cui arrivare
Ma capisco che
Per quanto io fugga
Torno sempre a te …

Pubblicato da: max | maggio 31, 2020

Ringraziare desidero

Ringraziare desidero il divino
per la diversità delle creature
che compongono questo singolare universo,
per la ragione,
che non cesserà di sognare
un qualche disegno del labirinto
e l’uccello leggero che vola oltre, più in alto, più su.

Ringraziare desidero per l’amore,
che ci fa vedere gli altri come li vede la divinità,
per il pane e il sale,
per il mistero della rosa
che prodiga colore e non lo vede.

Ringraziare desidero
per l’arte dell’amicizia,
per l’ultima giornata di Socrate,
per le parole che in un crepuscolo furono dette
da una croce all’altra,
per i fiumi segreti e immemorabili
che convergono in noi,
per il mare, che è un deserto risplendente
e una cifra di cose che non sappiamo
per il prisma di cristallo e il peso di ottone,
per le strisce della tigre,
per l’odore medicinale degli eucaliptus,
e la speranza, la fiducia, la lavanda.

Ringraziare desidero per il linguaggio,
che può simulare la sapienza,
per l’oblio, che annulla o modifica il passato,
per la consuetudine,
che ci ripete e ci conferma come uno specchio,
per il mattino, che ci procura l’illusione di un inizio,
per la notte, le sue tenebre e la sua astronomia,
per il coraggio e la felicità degli altri,
per la patria, sentita nei gelsomini
per lo splendore del fuoco
che nessun umano può guardare senza uno stupore antico
e per il mare che è il più dolce fra tutti gli dei.

Ringraziare desidero perchè
sono tornate le lucciole,
le nuvole disegnano,
le albe spargono brillanti nei prati, e per noi
per quando siamo ardenti e leggeri
per quando siamo allegri e grati.

Io ringraziare desidero
per la bellezza delle parole,
natura astratta di dio
per la lettura e la scrittura,
che ci fanno sfiorare noi stessi e gli altri
per la quiete della casa,
per i bambini che sono nostre divinità domestiche
per l’anima, perchè consola il mio girovagare errante,
per il respiro che è un bene immenso,
per il fatto di avere una sorella.

Io ringraziare desidero
per tutti quelli che sono piccoli liberi e limpidi
per le facce del mondo che sono varie
per quando la notte si dorme abbracciati
per quando siamo attenti e innamorati, fragili e confusi,
cercatori indecisi.

Ringrazio dunque
per i nostri maestri immensi
per tutti i baci d’amore,
e per l’amore che ci rende impavidi.
Per i nostri morti che fanno della morte un luogo abitato,
e per i nostri vivi, che rendono la vita uno specchio fatato.
Per i figli,
col futuro negli occhi,
perchè su questa terra esiste la musica,
per la mano destra e la mano sinistra, e il loro intimo accordo
per i gatti per i cani esseri fraterni carichi di mistero,
per il silenzio che è la lezione più grande
per il sole, nostro antenato.

Ringraziare desidero
per Whitman, Presti e Francesco d’Assisi,
che scrissero già questa poesia,
per il fatto che questa poesia è inesauribile
e si confonde con la somma delle creature
e non arriverà mai all’ultimo verso
e cambia secondo gli uomini.

Ringraziare desidero
per i minuti che precedono il sonno,
per il sonno e la morte,
quei due tesori occulti,
per gli intimi doni che non elenco,
per la gran potenza d’antico amor
per amor che muove il sole e l’altre stelle
e muove tutto, in noi.

Mariangela Gualtieri

In sottofondo: “La vita breve dei coriandoli” – Michele Bravi

Pubblicato da: @riel | maggio 30, 2020

Il sentiero

Ti riconobbi,
perché nel guardare l’impronta del tuo piede sul sentiero
provò dolore il mio cuore che avevi calpestato.
E corsi come un folle;
Tutto il giorno ti cercai come un cane abbandonato.
…Te n’eri andata!
E il tuo piede mi premeva sul cuore fuggendo,
quasi fosse la strada a rubarti per sempre.

Juan Ramón Jiménez

In sottofondo: “Where do broken hearts go” – Whitney Houston

Pubblicato da: max | maggio 29, 2020

La luce

Sì, lo so, non è nient’altro che il tuo amore
questa luce dorata che danza sulle foglie,
queste pigre nubi che veleggiano nel cielo,
questa brezza che passa lasciando
la sua freschezza sulla mia fronte.

La luce del mattino m’ha inondato gli occhi:
è questo il tuo messaggio al mio cuore.
Chini il viso, i tuoi occhi fissano i miei occhi,
e il mio cuore ha toccato i tuoi piedi.

Rabindranath Tagore

In sottofondo: “Come neve” – Giorgia & Marco Mengoni

Pubblicato da: max | maggio 28, 2020

Petali di tulipano

Petali di tulipano
ho poggiato su tuo fiore.
Volevo che fossero rosa
come la tua corolla.
Ho soffiato
ed è restato soltanto
il mio desiderio.

Cristina Tafuri

In sottofondo: “Roxanne” – George Michael

Pubblicato da: max | maggio 27, 2020

Siamo ciò che diamo

Ti offro una parola
quella che è necessaria
quando si apre una ferita
e la notte ci abbatte

Ti offro una promessa
che ci salvi
delle paure del mondo.

María Laura Decésare

In sottofondo: “When We Were Young” – Adele

Pubblicato da: max | maggio 26, 2020

Ti unisci a me soltanto nelle righe delle lettere

Quando vidi l’amore contagiato
dalla passione, allora ti nascosi
quanto dolore viene dall’amore.

Ti avevo custodito dentro la mia pupilla,
ma quando l’occhio pianse volli metterti
vicino a Dio, nel cuore del mio cuore.

Se solo mi dicessi di non bere,
io non andrei alla fonte, non desidererei
l’acqua dolce, freschissima.

Ma tu perchè mi sfuggi, mi resisti,
ti unisci a me, con tutto il desiderio
soltanto nelle righe delle lettere?

al-Ballanūbī

In sottofondo: “Smoke gets in your eyes” – Miles Davis

Pubblicato da: max | maggio 25, 2020

La colpa è del caso

Ho deciso di accettare il tuo invito
e ti aspetto all’angolo di qualche verso.
Qui, dove la poesia si fuma l’ultima sigaretta
e la notte con i tacchi alti le dà un bacio.
Il posto dove iniziano gli assalti,
rapine perpetrate contro l’anima.
L’angolo dove bruciano le tue vocali
e le mie gonne conoscono le tue risposte,
l’unico punto in tutto l’universo
dove sempre la colpa è del caso.

Aída Elena Párraga

In sottofondo: “Come in un film”- Modà feat. Emma

Pubblicato da: max | maggio 24, 2020

Mi sono vestita di giallo

Mi sono vestita di giallo e ti avrei voluto al mio fianco,
mi ero fatta bella quella sera e tu chissà dov’eri.
Sono certa che tu non sappia del mio amore
ed è questo il mio intento: che tu non lo sappia
e che io ne scriva poesie.

Giuseppina Biondo

In sottofondo: “Scenes from an italian restaurant” – Billy Joel

Pubblicato da: max | maggio 23, 2020

Cantata contro la mafia (1961)


Photo – Letizia Battaglia

La mafia non è la peste, non è la carestia
e nemmeno la guerra;
ma come la carestia, la peste
e la guerra, fa danni e semina morte.

Sicilia e mafia sunnu du’ cosi
lu stissi comu diri spini e rosi;
du’ cosi diffirenti pi natura
la mafia feti, e la Sicilia odura!
Li mafiosi un su’ siciliani
sunnu razza bastarda comu i cani
non sunnu nostri amici e nè parenti
e in comuni non avemu nenti.
L’amici di la mafia su’ certuni
all’apparenza nobili persuni
divoti di la fidi e di li santi
cu funzioni e ncarichi mpurtanti
ed hannu a Roma – evviva a capitali! –
sede fissa e quartiere generale.
Su’ seculi c’ammolanu i scagghiuna
la mafia ngrassa e vuncia li primula
si mudirnizza, allarga li so riti
diventa dirigenti di partiti.
Tutti l’appalti e li cuncissioni
la mafia l’amministra e nni disponi
la mafia arrobba, la mafia siggi
la mafia suttametti a la so liggi.
La liggi di la mafia è la lupara
e a cu non piaci, la mafia ci spara
cu vidi e sapi, si non fa lu mutu
s’accatta a fossa e s’accatta u tabbutu.
P’ amuri di la vita ognuno taci
e supporta la mafia in santa paci
non è omertà, non è vigliaccheria
si l’omu onestu un havi garanzia.
Lu mafiusu è garintutu e sapi
ca quannu ammazza currinu i so capi
i prutittura, li suttamarini
complici ed alliati a l’assassini
ca càncianu li carti e tempu un nenti
e l’assassinu diventa nnuccenti.
Sempre assolti: assolti per insufficienza di prove.
I cartellini pinali parranu!
Dici la mafia, si niscemu assolti
megghiu ammazzari e siminari morti
turnumu chiù rimuti a li paisi
viva la mafia e li corti d’Assisi!
Tornanu chiù timuti, si capisci
la fama avanza e lu prestigiu crisci
e la patente di “Coppula Torta”
comu un trofeu davanti la porta.
E nni li chiazzi – nsignu di rispettu –
passìanu cu lu sinnacu a brazzettu
e li parrini, pi fàrisi onuri
amici si ci fannu e cunfessuri
li fannu capi di lu cumitatu
e cunfunninu Cristu cu Pilatu.
Doppu tant’anni di sangu a timpesta
ora u guvernu dicisi l’Inchiesta
però sapemu li siciliani
ca è na farsa, e cani un mancia cani
e finirà ad opira di pupi!
Certu, c’avi a finiri ad opira di pupi
si nna “Commissione d’Inchiesta”
hannu a maggioranza i diputati e i sinatura mafiosi.
Ma i siciliani chi vonnu?
Vonnu ca la radica si tagghia
la radica, lu zuccu e la ramagghia
chi l’assassinu u chiamami assassinu
e u galantomu onesto citatine
e chi a mafia e i so amici putenti
si chiamassiru latri e dilinquenti.
E vonnu ajasari e setti celi
l’eroi di oggi e l’eroi d’aeri
l’eroi di la mafia ammazzati
pi dari ciatu a la libirtati
e fari da Sicilia e di stu celu
un paradisu nterra unicu e veru!

Ignazio Buttitta

In sottofondo: “L’appello” – Daniele Silvestri

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