Pubblicato da: max | febbraio 19, 2017

Lo specchio

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Un uomo si china su di me
come sopra l’acqua.
Nello specchio della mia acqua
desidera vedere il suo volto.
Ma la mia acqua è scura,
scura e profonda e
non gli rinvia il riflesso.
L’uomo cerca, sorpreso,
stupefatto, e temo
che salterà dentro, in me,
per frugare nel mio profondo
il suo viso morto,
morto.

Barbara Korun

In sottofondo: “True Love Waits” – Radiohead

Pubblicato da: max | febbraio 18, 2017

Giochi

giochi

Volteggiando intorno al tuo collo,
mordicchiando la base dei capelli,
leccando il tuo mento,
sorbendo, intermittente, quelle labbra pseudoschive,
depositando baci sulle spalle,
abbattendo col mio corpo il tuo
sono più libera;
e tu, propiziando che ti scali,
che ti monti,
che rida felice mentre mi stendo tutta su di te
e mi diverto,
sei più brillante nella tua bellezza.

Accettandomi così, lontana dal decoro
nel mio saltello,
mi riscopri e ti diletti.

Ovviamente, tu, ora più saggio.

Magda Zavala

In sottofondo: “Try A Little Tenderness” – David Sanborn

Pubblicato da: max | febbraio 17, 2017

Trattato di baci

trattatodibaci

Mi baciavi con tutta la bocca.
Tanto da pensare che nulla avresti lasciato per te.

Con la robusta freschezza della frutta turgida, le tue labbra.
La tua lingua, un mollusco abile
e sorridente.

Il tuo alito mi baciava nelle orecchie
e il rumore sibilante, oscuro,
dei tuoi inviti.

Talvolta mi baciasti nella distanza del corpo.

Sono stata nella tua bocca, nelle tue labbra, nella tua saliva,
nella breve pressione dei tuoi denti,
nel saggio percorso del tuo olfatto.

Mille volte sono stata nei tuoi sorsi di idromele,
fino a quando restò soltanto
un tocco di addio
sulle guance.

Magda Zavala

In sottofondo: “Seduction” – Boney James

Pubblicato da: max | febbraio 16, 2017

Iniziazione amorosa

iniziazioneamorosa

L’amaca stesa tra due manghi
dondolava in un mondo profondo.
Il giorno era caldo, senza vento.
Il sole lá in cima,
le foglie nel mezzo,
il giorno era caldo.
E io siccome io non avevo niente da fare passavo il tempo corteggiando le gambe scure della lavandaia.

Un giorno lei è venuta lá all’amaca,
si è attorcigliata alle mie braccia,
mi ha dato un abbraccio,
mi ha dato le mammelle
che erano solo mie.
L’amaca si è girata,
il mondo è affondato.

In seguito sono stato a letto
febbre 40 gradi febbre.
Una lavandaia immensa, con due tette immense, girava nello spazio verde.

Carlos Drummond de Andrade

In sottofondo: “La gloria” – Gotan Project

Pubblicato da: max | febbraio 15, 2017

Canzone dell’anniversario

canzonedellanniversario

Perché sono ormai sei anni da allora,
perché non c’è sulla terra, ancora,
nulla che sia tanto dolce quanto una stanza
per due, se è tua e mia;
perché persino il tempo, questo parente povero
che conobbe giorni migliori,
sembra oggi partigiano della felicità,
cantiamo, allegria!
E poi alziamoci più tardi,
come fosse domenica. Che la mattina intera
ci sfugga nel fare un’altra volta l’amore,
perché sia migliore; in un modo diverso
che la notte non può immaginarsi,
mentre la stanza si anima
di sole e vicinanza tranquilla, come il tempo,
e di storia serena.
L’eco dei giorni di piacere,
il desiderio, la musica accordata
dentro in fondo al cuore, e che io ho messo appena
nelle mie poesie, perché romantica;
tutto il profumo, tutto il passato infedele,
quello che fu dolce e dà nostalgia,
non vedi come si fonde nella realtà che allora
sognavi e sognavo?
La realtà – non troppo attraente –
con gli inconvenienti di essere due,
le vergognose notti d’amore senza desiderio
e di desiderio senza amore,
che nemmeno in sei secoli di sonno solitario
le sconteremmo. E con
le transizioni vaghe, dal tradimento al tedio,
dal tedio al tradimento.
La vita non è un sogno, tu sai
già che tendiamo a dimenticarlo.
Ma un poco di sogno, non di più, un assaggio
per questa volta, tacendo
il resto della storia, e un istante
– mentre tu ed io ci auguriamo
felice e lunga vita in comune –, sono sicuro
che non possa far male.

Jaime Gil de Biedma

In sottofondo: “She” – Elvis Costello

Pubblicato da: max | febbraio 14, 2017

Ho conosciuto in te le meraviglie

intemeraviglie

Ho conosciuto in te le meraviglie
meraviglie d’amore sì scoperte
che parevano a me delle conchiglie
ove odoravo il mare e le deserte
spiagge corrive e lì dentro l’amore
mi sono persa come alla bufera
sempre tenendo fermo questo cuore
che (ben sapevo) amava una chimera.

Alda Merini

In sottofondo: “Boghz” – Bijan Mortazavi

Pubblicato da: max | febbraio 13, 2017

Passatologia

passatologia

contropelo contromano
contro corrente
contropioggia
controcuore e controblio
controcolpo di quello che è stato
sopravvivendo controconiuge
controdestino e contro i governi
che sono tutto l’assurdo del destino
controlucidità e contrologica
controgeografia (perché ero
contro passaporti dittatori continenti
e contro le abitudini
che sono più peggiori* dei nostri dittatori)
contro te e i tuoi ho paura
contro io e la mia certezza al contrario
contro noi stessi
cioè controtutto

e tutto per cosa

* perché i dittatori erano già il peggio
e perché così si dice nel mio paese e non mi scuso

Jorge Enrique Adoum

In sottofondo: “Have You Ever Seen The Rain?” – Creedence Clearwater Revival

Pubblicato da: max | febbraio 12, 2017

Se la speranza è l’ultima a morire

ultimaamorire

È vero capitàno
la speranza è l’ultima a morire
però le confesso
che l’altra notte
la mia speranza
ha avuto un arresto cardiaco
di quelli pesi
l’ho presa a pugni
e a testate contro il petto
le ho urlato svegliati, ritorna!

Sono riuscito a riacchiapparla
per i capelli
mentre ormai
già camminava
nel tunnel
– sa come succede –
verso la luce.

Quando ha riaperto gli occhi
– la mia speranza, capitàno, ha occhi neri
piuttosto grandi, piuttosto scuri –
quando ha riaperto gli occhi
ho capito
che qualcosa era andato storto
aveva lo sguardo perso, vuoto
catatonico, stupito, rimbambito
ho pensato fosse la fine
l’ho anche detto ad alta voce
è la fine.

Poi, capitàno, non ci crederà
ma la speranza ha riso
ha sghignazzato
divertita dallo scherzo ignobile.

Ma stupido, mi ha detto
credi sia così facile ch’io crepi?

Le ho dato della stronza, infame, pazza
ed incosciente
sì è alzata
mi ha dato una gran pacca sulla spalla
poi mi ha portato a bere
che ne avevo bisogno.

Guido Catalano

In sottofondo: “Hopelessly Devoted to You” – Olivia Newton John

Pubblicato da: max | febbraio 11, 2017

Che sia benedetta

chesiabenedetta

Ho sbagliato tante volte nella vita
Chissà quante volte ancora sbaglierò
In questa piccola parentesi infinita quante volte ho chiesto scusa e quante no.
È una corsa che decide la sua meta quanti ricordi che si lasciano per strada
Quante volte ho rovesciato la clessidra
Questo tempo non è sabbia ma è la vita che passa che passa.
Che sia benedetta
Per quanto assurda e complessa ci sembri la vita è perfetta
Per quanto sembri incoerente e testarda se cadi ti aspetta
Siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta
Tenersela stretta
Siamo eterno siamo passi siamo storie
Siamo figli della nostra verità
E se è vero che c’è un Dio e non ci abbandona
Che sia fatta adesso la sua volontà
In questo traffico di sguardi senza meta
In quei sorrisi spenti per la strada
Quante volte condanniamo questa vita
Illudendoci d’averla già capita
Non basta non basta
Che sia benedetta
Per quanto assurda e complessa ci sembri la vita è perfetta
Per quanto sembri incoerente e testarda se cadi ti aspetta
Siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta a tenersela stretta
A chi trova se stesso nel proprio coraggio
A chi nasce ogni giorno e comincia il suo viaggio
A chi lotta da sempre e sopporta il dolore
Qui nessuno è diverso nessuno è migliore.
A chi ha perso tutto e riparte da zero perché niente finisce quando vivi davvero
A chi resta da solo abbracciato al silenzio
A chi dona l’amore che ha dentro
Che sia benedetta
Per quanto assurda e complessa ci sembri la vita è perfetta
Per quanto sembri incoerente e testarda se cadi ti aspetta
E siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta
A tenersela stretta
Che sia benedetta

Fiorella Mannoia

Pubblicato da: max | febbraio 10, 2017

Tu sei come giorno di primavera

comegiornodiprimavera

Tu sei come giorno di primavera col tempo azzurro
E del maggio nella tua anima porti i poemi,
Con la gioia i pensieri piantati in te fioriscono
Vivaci come farfalle e profumati come fiori.

Amo ricordare i tuoi sguardi amorosi
Celati nella palpebre, come pratoline nell’erba,
E la tonda risata, che ti fa brillare i denti,
Bianchi come polpa di mela in rossa cornice.

E quando verrà un mesto autunno senza di te,
Quando la tristezza colmerà il mio cuore ammutito,
Mi vengano in sogno, in bianche vesti di primavera,
I baci solari: le tue piccole efelidi.

Kazimierz Wierzynski – traduzione di Paolo Statuti

In sottofondo: “Primavera” – Marina Rei

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