Pubblicato da: max | agosto 13, 2017

L’amore va all’aicsevor

Quel che molta gente definisce amare consiste nello scegliere una donna e sposarla. La scelgono, te lo giuro, li ho visti. Come se si potesse scegliere in amore, come se non fosse un fulmine che ti spezza le ossa e ti lascia lungo disteso in mezzo al cortile. Tu dirai che la scelgono perché-la-amano, io invece credo che avvenga tutto alla “rovescia”. Beatrice non la si sceglie, Giulietta non la si sceglie. Tu non scegli la pioggia che t’inzupperà le ossa all’uscita di un concerto.

Julio Cortazar da “Rayuela”

In sottofondo: “I Fall In Love Too Easily” – Brad Mehldau & Rossy Trio

Pubblicato da: max | agosto 12, 2017

Confessione

Coperta di baci, incantata,
Portata nel campo dal vento,
Tutta come incatenata,
Tu prezioso mio portento!

Né allegra, né afflitta,
Come da un cupo cielo discesa,
Tu mio canto di nozze,
Tu mia stella pazzesca.

Mi chinerò sui tuoi ginocchi,
Li stringerò con frenesia,
E con le lacrime e con i versi
Ti farò ardere, amata mia.

Aprimi il tuo nordico volto,
Lasciami entrare negli occhi gravi,
Nelle tue braccia seminude,
Nelle tue nere ciglia orientali.

Ciò che si aggiungerà – non calerà,
Ciò che si avvererà – non si scorderà…
Perché piangi, mio dolce incanto?
O forse a me sembra soltanto?

Nikolaj Zabolockij – Traduzione di Paolo Statuti

In sottofondo: “Io che amo solo te” – Chiara Civello & Chico Buarque

Pubblicato da: max | agosto 11, 2017

A voi pensieri

A voi pensieri, ringrazio
che non mi abbiate tradito,
e che vi siate nascosti così in fondo
dietro la mia faccia,
che sia stato con tanta gente
nelle feste e nelle riunioni di lavoro,
e voi siete rimasti silenziosi,
senza far fuggire nessuno da me,
e non abbiate fatto rumore senza volere
lo fanno alcuni bicchieri o sedie che cadono
per una strana inquietudine…
A voi, pensieri, ringrazio
aver aspettato tanto tempo nell’ultimo pezzo profondo
della mia vita,
soprattutto perché avete fatto che alcuni mi amino
per ascoltarli senza dire nulla,
per stare li come in compagnia
di cui tanto bisogno hanno le cose
per stare lí nelle lunghe notti
in cui non eravamo nessuno, per favore, non eravamo
nessuno,
e il vento ci spazzava …

Víctor Manuel Gaviria

In sottofondo: “I will survive” – Nils Landgren

Pubblicato da: max | agosto 10, 2017

Tina Modotti

Tina Modotti, sorella, tu non dormi, no, non dormi:

forse il tuo cuore sente crescere la rosa
di ieri, l’ultima rosa di ieri, la nuova rosa.
Riposa dolcemente, sorella.

La nuova rosa è tua, la nuova terra è tua:
ti sei messa una nuova veste di semente profonda
e il tuo soave silenzio si colma di radici.
Non dormirai invano, sorella.

Puro è il tuo dolce nome, pura la tua fragile vita:
di ape, ombra, fuoco, neve, silenzio, spuma,
d’acciaio, linea, polline, si è fatta la tua ferrea,
la tua delicata struttura.

Lo sciacallo sul gioiello del tuo corpo addormentato
ancora protende la penna e l’anima insanguinata
come se tu potessi, sorella, risollevarti
e sorridere sopra il fango.

Nella mia patria ti porto perché non ti tocchino,
nella mia patria di neve perché alla tua purezza
non arrivi l’assassino, né lo sciacallo, né il venduto:
laggiù starai in pace.

Lo senti quel passo, un passo pieno di passi, qualcosa
di grandioso che viene dalla steppa, dal Don, dal freddo?
Lo senti quel passo fiero di soldato sulla neve?
Sorella, sono i tuoi passi.

Verranno un giorno sulla tua piccola tomba
prima che le rose di ieri si disperdano,
verranno a vedere quelli d’una volta, domani,
là dove sta bruciando il tuo silenzio.

Un mondo marcia verso il luogo dove tu andavi, sorella.
Avanzano ogni giorni i canti della tua bocca
nella bocca del popolo glorioso che tu amavi.
Valoroso era il tuo cuore.

Nelle vecchie cucine della tua patria, nelle strade
polverose, qualcosa si mormora e passa,
qualcosa torna alla fiamma del tuo adorato popolo,
qualcosa si desta e canta.

Sono i tuoi, sorella: quelli che oggi pronunciano il tuo nome,
quelli che da tutte le parti, dall’acqua, dalla terra,
col tuo nome altri nomi tacciamo e diciamo.
Perché il fuoco non muore.

Pablo Neruda

In sottofondo: “Imparare dal vento” – Tiromancino

Pubblicato da: max | agosto 9, 2017

Adorare tua pelle

Guadarti
di morsi di saliva di baci
straziarti per gioco
cullarti

e petali sgualcire
adorare tua pelle di scherzi
di vento e di furia

riempirti di attimo folle
stupore che grida
di oro di verdi ululati

andare a calura di spasimo
di ventre
in suo contrarsi entusiasta
e “basta”
dirci
per finta.

Ezio Falcomer

In sottofondo: “Skin” – Rag’n’Bone Man

Pubblicato da: max | agosto 8, 2017

Sono quella che sono

Sono quello che sono
In questo corpo
in cui la vita bolle
ci vivo io
mente fredda, cuore caldo
dentatura completa
ed io dentro
nella libertá
sono dentro e sono innamorato
e sono giovane
decifro il mio amore con la poesia
e il risultato è piacevole
voci che annunciano: Lí arrivi tu editrice
voci allegre: il meglio deve ancora venire.
La poesia è l’unica compagna
abituati alla sua vicinanza
che è l’unica

Griselda García

In sottofondo: “Mind if I Stay” – KADEBOSTANY



Ascolta l’universo, potresti trovare una risposta
L’amore è qui e ovunque, non aver paura

Pubblicato da: max | agosto 7, 2017

Semplicemente per capriccio

Se uno di questi giorni, per capriccio, bevo
cento bottiglie gelate di birra,
non crederai mica che è per pena.

È semplicemente per capriccio, credimi.

E se un altro giorno, per capriccio, il dito
mi conficca un colpo nella testa,
non crederai mica che è per la tua assenza.

È semplicemente per capriccio, credimi.

Ileana Espinel

In sottofondo: “Capriccio” – Gianni Morandi

Pubblicato da: max | agosto 6, 2017

Il nome rimosso

Ho volutamente confuso le tue iniziali
nell’impasto di molti nomi
ma il lievito della memoria
le evidenzia in una sigla
che ancora mi abbaglia.

Dell’infanzia sopravvive uno scenario di guerra,
in un suo rifugio ho sotterrato
il mio amore per te
temendo che venisse distrutto
ma stento a riconoscerne il mascheramento.

Quando altri ti nominano in mia presenza
mostro un’indifferenza minerale
e mi fingo altrove
simile a un vaso dalla crepa girata
verso il vuoto oltre la finestra.

Al poligono d’addestramento
non miro più alla sagoma romantica
che di spalle mi ti ricorda.
Non mi è concesso di rivelare a chi appartengo
pur avendo sempre il tuo nome
sulla punta della lingua
come un colpo in canna
puntato all’altezza del cuore e
non comprendo perché mi manchi sempre
nonostante il ripetuto segnale di: “fuoco!”

Valentino Zeichen

In sottofondo: “Misty Blue” – Etta James

Pubblicato da: max | agosto 5, 2017

Il mare come materiale

Scolpire il mare…

Le sue musiche…

Lunghe,
le mobili sue cordigliere
crestate di neve…

Scolpire
– bluastre – le schegge
delle sue ire…

I frantumi
– contro murate o scogliere –
delle sue euforie…

Filarne il vetro in làmine
semiviperine…

In taglienti
nastri d’alghe…
Fissarne
– sotto le trasparenti
batterie del cielo – le bianche
catastrofi…

Lignificare
le esterrefatte allegrie
di chi vi si tuffa…
Scolpire
il mare fino a farne il volto
del dileguante…

Dire
(in calmerìa o in fortunale)
l’indicibile usando
il mare come materiale…

Il mare come costruzione…

Il mare come invenzione…

Giorgio Caproni

In sottofondo: “San Lorenzo” – Pat Metheny

Pubblicato da: max | agosto 4, 2017

Non c’è altra vita

A cercarsi i viventi, a darsi nomi,
a porre sui presenti sentimenti e onori,
a colmare distanze per incontrarsi,
voler raggiungere la certezza dei cuori.
La mente rimane ferma, con i suoi
segni millenari, non va in cerca,
sa che non c’è altra vita.

Cesare Viviani

In sottofondo: “In un’altra vita” – Claudio Baglioni

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