Pubblicato da: max | maggio 7, 2018

Il silenzio

Ho compreso, colmato di carezze il silenzio,
ho trasportato il suo acume
dalla tua carità alle mie orecchie,
per non ricusare, oppormi alla tua quiete.
Mi hai portata nella tua mancanza di suono,
nel non dire, fra le pause della tua voce
e mi hai accompagnata fino all’assenza totale dei rumori.
Ho capito l’astensione del parlare,
la muta esistenza del corpo.
Mi hai dato in mano il suo accordo nell’abbandono
delle richieste, dei tuoi desideri.
Mi hai consegnato tutto nella tua privazione
e senza rimpianto e senza nostalgia da un giorno all’altro
non hai più detto, non hai proferito,
non risposto, non hai capito.
E da lì, dal tuo tempo distante, coerente luogo il tuo,
non hai cambiato silenzio, non lo hai più tradito.

Roberta Dapunt

In sottofondo: “Ballerina Girl” – Lionel Richie

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Pubblicato da: max | maggio 6, 2018

Il paese perduto

Rinuncio a te, Brasile
Le tue luride spiagge mi hanno cacciato via
I tuoi naufraghi mi hanno calunniato
I tuoi rivoluzionari mi hanno denunciato
I tuoi ricchi ti hanno servito su un piatto d’argento

Rinuncio a te, Brasile
Non per un’altra nazionalità
Sono stufo di nazioni,dopo di te
Non per un altro trattamento
Non credo più in nessuna cittadinanza

Rinuncio a te, Brasile
Sebbene sappia che sarò sempre tuo
Perché mi hai marchiato a fuoco nelle costole
Perché hai disegnato il mio gesto impuro
Perché hai reso il mio letto amaro

Rinuncio a te, Brasile
Sono stanco della superba sovranità
di schiavi travestiti da signori
Di stare sull’attenti al confine
Della forza inutile del tuo braccio

Rinuncio a te, Brasile
Paese aperto a ogni violenza
Chiuso a ogni competenza
Lontano dalla propria grandezza
come un aereo incagliato nel fango

Rinuncio a te, Brasile
Non c’è faro per gli abissi
Non c’è grido che porti aiuto
Non c’è dolore che conosca limite
Non c’è ombra che si arrenda

Rinuncio a te, Brasile
Perché io non sarei mai dovuto tornare
Sono di troppo in ogni circostanza
Busso a porte sempre chiuse
Sono stanco di chiamare nel vuoto

Rinuncio a te, Brasile
Ho deciso di liberarmi della tua culla
Sono un esiliato senza passaporto
Intrappolato dietro le tue sbarre eterne
sono stato tagliato fuori dal tuo destino

Rinucio a te, Brasile
Magari senza di me qualcosa accadrà
La vittoria finalmente mostrerà il suo volto
Il corpo perduto in guerra
sarà riscattato in alto mare

Allora sarai un altro, Brasile
Poiché libero della mia presenza
Potrai raccogliere i tuoi frutti
E seminare in pace il tuo futuro
Stufo della fame che mi ha escluso

Tutti ritorneranno da te, Brasile
Tranne me e le mie parole
Tranne la poesia e la sua carica
Tranne il desiderio che mi attanaglia
ogni volta che ti calpestano, Brasile.

Nei Duclós

In sottofondo: “The Girl from Ipanema” – Astrud Gilberto, João Gilberto and Stan Getz

Pubblicato da: max | maggio 5, 2018

Conformazioni

Lui le assegna tutte le conformazioni
Dell’Europa.

Lei gli offre un’esplosione di pappagalli.

Lui le regala lisci capelli biondi
E una bianca frenesia.

Lei gli dà lana nera. L’oscurità dei suoi frutti gemelli.

Lui le dona uranio, platino, alluminio
e concordia.

Lei le sue “natiche Bantu”.

Lui celebra la spina dorsale sotto la pelle di lei.

Lei canta il suo alabastro e glielo accarezza.
Lui fa come Colombo

Che cade sulle rive intricate del suo frutteto riccio.

Lei gli consegna di nuovo le Indie tutte
Ma questa volta chiude le lunghe gambe
piano piano
facendo della testa di lui il trono d’oro del suo impero.

Grace Nichols

In sottofondo: “Scent Of A Woman” – Marion Meadows

Pubblicato da: max | maggio 4, 2018

I miei occhi guardano

I miei occhi guardano
un altro cielo

Che non è
di qui
di laggiù

Che non è
un cielo oceanico
Che non è
il cielo prenatale

Non è un cielo
di prima dello sguardo
Neanche un cielo
di prima del cielo
Ma soltanto quello
che aveva chiesto
la rondine

Quello
in cui la bontà dormiva
dove camminavano a volte
le stelle
Quello che pioveva
per il mio albero

e che prometteva
ali
per non insegnarmi
a volare

Raymond Farina

In sottofondo: “Fly me to the moon” – Jason Mraz & Colbie Caillat

Pubblicato da: max | maggio 3, 2018

L’ansia che io avevo di te

Se per l’ansia che io avevo di te
perdevo il portafogli ad ogni angolo
della strada; se per il male che mi ero procacciata
da me dalle tue braccia invisibili ad ogni angolo
della strada mi ero procacciata da me
l’infelicità di saperti lontano da me; se per la mia
scontentezza e generosità fallita io stendevo
nella notte lunghi fili di ragno alla tua porta
(portone chiuso senza speranza
salvo per una trovata che non poteva sorgere dal mio
cervello); se per il tuo pudore e la mia impazienza
perdevo tutti i rulli del controllo; se per
le mie incertezze nel mezzo di un’ironia dolce e racchiusa
io cercavo te anche nella notte
degli altri: era per meglio conoscerti nel turbamento
degli altri: cavalli sospesi in aria su
della strada che non continua.

Amelia Rosselli

In sottofondo: “Per me” – Jovanotti

Pubblicato da: max | maggio 2, 2018

Le mani vuote si congiungano

Mano, va a cercare
l’altra via.
Cedi, lascia
una a una
le cose che hai preso;
tenta la via
dove non resta nulla
nella mano.

Mano, va a cercare
l’altra via.
Dopo che hai perso
tutto ciò che hai lasciato,
oh, il vuoto!
Le mani vuote
si congiungano
in un gesto severo.

Kikuo Takano

In sottofondo: “Lady, lady, lady” – Joe Esposito

Pubblicato da: max | maggio 1, 2018

What’s up

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In sottofondo: “What’s up” – 4 Non Blondes

Pubblicato da: max | aprile 30, 2018

Francesca

Venivi innanzi uscendo dalla notte
recavi fiori in mano
ora uscirai fuori da una folla confusa,
da un tumulto di parole intorno a te.

Io che ti avevo veduta fra le cose prime
mi adirai
quando sentii dire il tuo nome
in luoghi volgari.

Avrei voluto che le onde fredde
sulla mia mente fluttuassero
e che il mondo inaridisse
come una foglia morta,

o vuota bacca di dente di leone,
e fosse spazzato via,
per poterti ritrovare,
sola.

Ezra Pound

In sottofondo: “Michelle” – The Beatles

Pubblicato da: max | aprile 29, 2018

Il tumulto del cuore

Il tumulto del cuore
insiste a far domande.
Poi smette e si accinge a rispondere
nello stesso tono di voce:
nessuno coglierà la differenza.
Conversazioni prive di innocenza
al loro avvio, coinvolgono poi i sensi,
nelle intenzioni, almeno.
E poi non c’è più scelta
e poi non c’è più senso;
finché un nome
e tutto quel che implica coincidono.

Elizabeth Bishop

In sottofondo: “Diamonds on the inside” – Ben Harper

Pubblicato da: max | aprile 28, 2018

Non era per me

Non era per me.
Già lo sapevo
ma ho saputo illudermi
così bene con le bugie
e giocare al gioco
della falsa felicità,
che talvolta mi dimentico
– vedi come sono bambina? –
che stavo giocando
che tu mi amavi.

Ernestina De Champourcin

In sottofondo: “Io per lei” – Pino Daniele

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