Pubblicato da: max | luglio 19, 2017

Trenta miserie d’Italia – X

L’intervista a puntate è
la miseria d’Italia numero dieci
una scia di sangue lunga vent’anni
la mafia è
agile feroce dalla memoria d’elefante
un nemico in attesa di colpire
non è il corvo la talpa non è il falcone
che s’alza alto per guardare a lungo e punire.
Essa delinque senza soste
mentre noi litighiamo
perdendo l’occasione storica
di mettere in piedi una struttura vera.
Senza coordinamento la guerra
si può considerare perduta.
Lui non ha smarrito l’amara ironia la cadenza
ma ha messo da parte il linguaggio burocratico
i grandi silenzi che
hanno scandito
la sua attività come perno del pool.
La mafia non è il frutto malato di una società sana
è una realtà con leggi severe
dotata di una struttura di vertice
piramide di mattoni compatti infiniti
si fonda sull’assenza dello Stato
è come una chiesa
ha un ordinamento simile all’ordine ecclesiale
come la chiesa sa rinnovarsi
il capo della cupola è
soprannominato il papa.
La camorra polverizzata in decine di clan
non si oppone ma vive
dei buchi neri del Palazzo ………….

Roberto Roversi

In sottofondo: “Alzando gli occhi al cielo” – Luca Carboni

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