Pubblicato da: max | maggio 19, 2017

La bella cavallerizza

Quando l’ebbi dischiusa nel letto, Dòride
natiche rosa, fra quelle carni mi sentii un dio.
Ella, stringendomi in mezzo il favo fra le anche tremanti,
bravamente accordava a Ciprigna la bella cavalcata.
Nel mentre volgeva a me gli occhi languenti,
che a ogni sobbalzo guizzavano
come lucide foglie al vento
finché dell’uno e dell’altra,
esausta la candida foga,
Dòride con le membra affrante,
soddisfatta, giacque, immobile.

Dioscòride

In sottofondo: “The Secret Garden” – Pamela Williams

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