Pubblicato da: max | febbraio 2, 2017

Dopo la tristezza

dopolatristezza

Questo pane ha il sapore d’un ricordo,
mangiato in questa povera osteria,
dov’è più abbandonato e ingombro il porto.

E della birra mi godo l’amaro,
seduto del ritorno a mezza via,
in faccia ai monti annuvolati e al faro.

L’anima mia che una sua pena ha vinta,
con occhi nuovi nell’antica sera
guarda una pilota con la moglie incinta;

e un bastimento, di che il vecchio legno
luccica al sole, e con la ciminiera
lunga quanto i due alberi, è un disegno

fanciullesco, che ho fatto or son vent’anni.
E chi mi avrebbe detto la mia vita
così bella, con tanti dolci affanni,
e tanta beatitudine romita!

Umberto Saba

In sottofondo: “Sirius” – Alan Parson Project

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Responses

  1. […] via Dopo la tristezza — Il ricordo perduto […]

  2. Mi occupo di pane e qui ho trovato un emozione. Scusa se la prendo in prestito e me la rigiro tra le mani.

    • Prendi pure… rigirala tra le mani … ma mi raccomando impastala bene e attenta alla lievitazione e cottura.

      comunque un’avvertenza è doverosa:
      do’ spiziali nun tastari, do’ firraru nun tuccari.


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