Pubblicato da: max | gennaio 18, 2017

Persi in un’allucinazione

persiinunallucinazione

La notte in cui Eliza era entrata nella camera di Tao Chi’en le cose andarono diversamente rispetto agli abbracci clandestini e frettolosi del suo primo amante in Cile. Quella notte scoprì alcune delle molteplici possibilità del piacere e fu iniziata alla profondità di un amore che sarebbe rimasto l’unico per il resto della sua vita. Con infinita pazienza Tao Chi’en la spogliò a poco a poco degli strati di timore accumulati e degli inutili ricordi, la accarezzò con infaticabile perseveranza fino a quando lei smise di tremare e aprì gli occhi, fino a quando si rilassò sotto le sue dita esperte, fino a quando la sentì fluttuare, aprirsi, illuminarsi; la sentì gemere, chiamarlo, supplicarlo; la vide arresa e umida, disposta a consegnarsi e a riceverlo con pienezza: fino a quando nessuno dei due fu più in grado di sapere dove si trovava, chi era, dove finiva uno e cominciava l’altra. Tao Chi’en la condusse oltre l’orgasmo, in una dimensione misteriosa in cui l’amore e la morte si assomigliano. Sentirono che i loro spiriti si espandevano, che i desideri e la memoria scomparivano, che si abbandonavano in un’unica immensa chiarità. Si abbracciarono in quello spazio straordinario riconoscendosi, perché forse erano già stati li insieme nelle vite precedenti e ci sarebbero tornati più e più volte nelle vite future, come aveva suggerito Tao Chi’en. Erano amanti eterni, continuare a cercarsi e ritrovarsi era il loro karma, disse emozionato; ma Eliza replicò ridendo che non si trattava di niente di tanto solenne come il karma, quanto di semplice desiderio di fornicare e che, a onor del vero, erano parecchi anni che moriva dalla voglia di farlo con lui e che sperava che da quel momento in poi a Tao non venisse meno l’entusiasmo, perché questa era diventata una priorità nella sua vita. Se la spassarono tutta la notte e buona parte del giorno dopo, fino a quando la fame e la sete non li obbligarono a uscire incespicando dalla camera, ebbri e felici, continuando a tenersi per mano per paura di risvegliarsi all’improvviso e scoprire che avevano vagato persi in un’allucinazione.

Isabel Allende da “Ritratto in seppia” – La Feltrinelli ed.

In sottofondo: “La Vigüela” – Gotan Project

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