Pubblicato da: max | gennaio 10, 2017

Del tatto

deltatto

Avvicinati piano ai miei domini;
che le tue dita tentino lo spazio
ciecamente, l’oscurità che avvolge
il mio corpo; che costruiscano un cammino
e giungano fino a me attraverso il velo
spesso e taciturno delle ombre.
Salvami con la luce che hai fra le dita
se mi toccano, scongiura l’indolenza,
scaldami o ustionami col tatto
splendido e chiaro delle tue mani.
Come le farfalle della notte
fino alla fiamma volerò, da te evocata,
che preferisco bruciare che restare oscura.

Josefa Parra

In sottofondo: “Let’s Dance” – Benny Goodman

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