Pubblicato da: max | dicembre 24, 2016

L’Amore

accostarmialtuocorpo

Le parole sono navi
che si perdono così, di bocca in bocca,
come di nebbia in nebbia.
Portano la loro merce per le conversazioni
senza trovare porto,
la notte che gli pesa come un’ancora.

Devono abituarsi ad invecchiare,
e vivere con la pazienza del legno
usato dalle onde,
andando a disfarsi, a danneggiarsi lentamente
finché nella cantina della routine
non arrivi il mare e le sommerga.

Perché la vita entra nelle parole
come il mare in una nave,
copre di tempo il nome delle cose
e porta alla radice di un aggettivo
il cielo di una data,
il balcone di una casa,
la luce di una città riflessa in un fiume.

Per questo, nebbia dopo nebbia,
quando l’amore invade le parole,
colpisce le sue pareti, vi marchia
i segni di una storia personale
e lascia nel passato dei vocabolari
sensazioni di freddo o di calore,
notti che sono la notte,
mari che sono il mare,
solitarie passeggiate con estensione di frase
e treni fermi e canzoni.

Se l’amore – come tutto – è questione di parole,
accostarmi al tuo corpo fu creare un idioma.

Luis Garcia Montero

In sottofondo: “I’m Yours” – Jack Savoretti

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