Pubblicato da: max | dicembre 16, 2016

Aspettando i risultati del test di gravidanza

testdigravidanza

A quarantun anni, sono incerta su tante più cose di quel che potevo immaginare venti anni fa.
La tua esistenza o non esistenza oggi incombe su di me. Le voci
del mondo gli amici, le donne
emancipate che mi sono vicine, all’unisono gridano
abortisci abortisci abortisci.

Ma la voce dentro di me urla
No

rivela il mio egoismo nel suo specchio
l’oscura intenzione della mia anima.

Questa salamandra, questa fusione di minuscole cellule
crea un’esplosione belle comete
in collisione nel mio universo ordinato.

Mi vien da dire: sono troppo vecchia, troppo stanca
troppo occupata a provare ali che non uso da tempo,
ma la voce rifiuta di star zitta. Mi batte
nelle ossa con primitiva insistenza.

Piccola vita, a galla nella tua barchetta di cellule,
ti porterò sotto il mio cuore
sebbene l’aritmetica sia avversa a entrambe.

Oggi giro alla larga dal reparto bebè,
dalle centinaia di richiami alla mente che ora mi assediano.
Le ragazze che spingono il passeggino
per il supermercato Brandlee’s, la ragazza con la camicetta pre-maman
che proclama: “Non sono più sola”.

Voglio urlare, tutti nasciamo soli,
e il bimbo che ci batte sotto il cuore
questo non lo cambia. Vorrei adagiarmi
sulle brutte mattonelle di Bradlee’s e scalciare
battere i pugni fino a far sparire
questo intruso dalla mia vita.

Mentre aspetto in coda, il futuro mi passa davanti agli occhi:
il biberon
la poppata di mezzanotte i legos
le partite di baseball
i ricevimenti genitori

sono massi sul mio cammino, montagne
di roccia che dovrò scalare
per te. Cammino verso il sole primaverile
mentre la vita si chiude di scatto attorno a me e alla mia paura.

I miei amici hanno tutti l’età mia, i figli al liceo
come i miei. Sarò da sola con te.
Sarai nata con uno sguardo torvo sulla faccia,
le mani che ti tremano, per aver sorbito dal midollo
delle mie ossa il mio tremolio.

Insieme ci dondoleremo in questa barca che fa acqua e
io ti vorrò bene, lo so: è solo in questi primi
momenti, mentre altero il quadro della mia vita
che avevo dipinto a pennellate tanto sicure, solo in questi
momenti che vorrei tu non ci fossi.

Maria Mazziotti Gillan – traduzione di Pina Piccolo

In sottofondo: “Smokers Outside The Hospital Doors” – Editors

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: