Pubblicato da: max | ottobre 7, 2016

Mi nego a tutto

minegoatutto

Mi nego alla brutta poesia,
al sublime,
alla vorace precocità del sesso,
a ciò che non trascende.

Mi nego al rumore del mare,
alla luna non vista nel mio cielo,
alle stelle del mare che non ho,
alla voci che sono nelle mie orecchie,
al pianto della Pizarnik,
alla follia di Panero
ai Fiori del male di Baudelaire,
Preferisco lo sparo di Roque Dalton,
o persino una canzone di Silvio cantata dai Café Tacuba.

Il tradizionale annoia.
Annoiano gli stessi vicoli,
i suoni.

Se fosse possibile far sparire tutto.

Che mi resta dunque?
Assumo l’idea di visitare la terra desolata di Eliot
e mi dedico a perfezionare la mia morte.
Non allo stile della Plath o Storni.
Mi nego a buttarmi in mare con due pietre nelle mani.
ad essere la matta del molo.

Mi nego a tutto a tutto.

A me stessa, ovviamente.

Karen Valladares

In sottofondo: “Eres” – Cafè Tacuba

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