Pubblicato da: max | settembre 22, 2016

Elegia

elegia1

Tu hai voluto riposare
in terra morta e in oblio
Credevi di poter vivere solo
nel mare, o nei boschi.
Poi hai saputo che la vita
è solitudine tra gli uomini
e solitudine tra le valli.
Che i giorni circolanti
nel tuo petto erano solo insegne
di dolore fra il tuo pianto. Povero
amico. Non sapevi nulla né piangevi nulla

Mai me ne rido
della morte.
Semplicemente
capita che
non ho
paura di
morire
tra
uccelli ed alberi.
Non me ne rido della morte.
Ma a volte ho sete
e chiedo un po’ di vita,
a volte ho sete e domando
quotidianamente, e come sempre
capita che non trovo risposte
ma una risata profonda
e nera. Già l’ho detto, mai
soglio ridere della morte,
ma sì conosco il suo bianco
volto, il suo tetro vestito.

Non me ne rido della morte.
Tuttavia, conosco la sua
bianca casa, conosco
la sua bianca veste, conosco
la sua umidità e il suo silenzio.
E’ chiaro, la morte non
mi ha ancora fatto visita,
e vi chiederete: che ne
sai? Non ne so nulla.
Anche questo è vero.
Nondimeno, so che all’arrivo
io la starò aspettando,
la starò aspettando in piedi
o forse facendo colazione.
La guarderò soavemente
(che non si spaventi)
e siccome mai ho riso
della sua tunica, l’accompagnerò
solitario e solitario.

Javier Heraud

In sottofondo: “La morte (non esiste più)” – Baustelle

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