Pubblicato da: max | maggio 15, 2016

Perchè

perche

Una volta c’era un Perché, che stava in un vocabolario della lingua italiana nella pag. 819. Si seccò di stare sempre nello stesso posto e, approfittando della distrazione del bibliotecario, se la diede a gambe. Cominciò subito a dar fastidio alla portiera.
– Perché l’ascensore non funziona? Perché l’amministratore del condominio non lo fa riparare?
Perché non c’è la lampadina al pianerottolo del secondo piano? –
La portiera aveva altro da fare che rispondere a un Perché tanto curioso. Lo rincorse con la scopa fin sulla strada e gli ingiunse severamente di non tornare mai più.
– Perché mi cacci? domandò il Perché molto indignato:
– Perché ho detto la verità?-
Se ne andò per il mondo con quel brutto vizio di fare domande, curioso e insistente come un agente delle tasse.
– Perché la gente butta la carta per terra invece di metterla negli appositi cestini? –
– Perché gli automobilisti hanno tanto poco rispetto dei poveri pedoni?-
– Perché i pedoni sono tanto imprudenti?-
Non era un Perché: era una mitragliatrice di domande e non risparmiava nessuno.
La Questura venne a sapere che c’era un Perché così e così, alto tanto e non di più, fuggito dalla pagina 819 del dizionario. Fece stampare la sua fotografia e la distribuì a tutti gli agenti, con questo ordine. – Se lo vedete, arrestatelo e mettetelo al fresco.-
Stampano anche grandi manifesti con la sua immagine e ricoprirono ogni angolo di strada.
In calce era scritto: “100.000 mila lire e una bottiglia di birra a chi ci aiuta a catturarlo”

Perché? – si domandava il povero Perché succhiandosi il dito sotto uno di quei cartelli.
Perché mi vogliono mandare in prigione?
È tanto sbagliato fare domande?
Proibire i punti interrogativi?
Cerca che ti ricerca, ma nessuno lo avrebbe trovato mai.
Le guardie di tutto il mondo, anche se ci sono milioni di persone e parlano molte lingue, non sono riusciti a trovarlo mai più. Il nostro buon Perché si è nascosto molto bene, un po’ lì, un po’ di là. Sta in tutte le cose. In tutte le cose che vedi hanno un perché.

Gianni Rodari

In sottofondo: “Rise” – John Dreamer

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