Pubblicato da: max | maggio 5, 2016

Vastità senza ritorno

vastitasenzaritorno

Di fronte a me,
il tuo corpo
stordito dal suo stesso fulgore,
inappellabile,
così pieno
da non avere ieri.
Guardo il suo unico minuto
a capo chino, inginocchiato
osservo come la sua nudità
ancora non può essere coperta
da nessuna delle lingue
dell’uomo.
Sotto la tua pelle
c’è un battere che lavora
un durare inflessibile,
un battito, un corso d’acqua
che ti attraversa
come una lacerazione:
qualcosa che porti
da quella sete
che ci precede, remota,
e che tutto sostiene,
sistole e diastole
di una vastità
senza ritorno.

Adalber Salas Hernández

In sottofondo: “Brisa Mar” – Sabrina Malheiros

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