Pubblicato da: max | marzo 11, 2016

Teneramente

teneramente

Se mai ti chiedessero come vorresti che finisse?
Non chiederti cosa.
Tu sai già che, in quel preciso momento, si farà subito strada nella tua mente un triste pensiero e un dolore soffocherà il tuo cuore; lo costringerà rumorosamente a farsi sentire da ogni singola cellula del tuo corpo. Gli occhi per primi metteranno a nudo la tua anima, essenza di una dimensione che resta nascosta solo a chi non sa amarti.
La fine evoca direttamente una rottura, un addio, un doloroso distacco. Allora tu fai come me, rispondi semplicemente: IN NESSUN MODO.
Non è un’opera teatrale o un libro che comincia a gonfiarsi man mano ci avviciniamo all’epilogo.
Ecco, tieni a mente l’educazione sentimentale di Flaubert. Io ritengo sia il miglior finale presente in letteratura. Come finisce?
Con due “amici” che ricordano la cosa migliore che non gli è mai accaduta; ma come si ricorda qualcosa che non è mai accaduta?
TENERAMENTE … TENERAMENTE
E’ assurdo forse tutto questo, ma è la prima parola a cui ho pensato.
È difficile spiegare cosa sia la tenerezza, è un concetto astratto, privo di forma e materia.
Però se non è accaduto, non puoi chiamarlo con un nome che sia tangibile nella realtà.
Dobbiamo fare appello al nostro sogno, al nostro vissuto emotivo, a ciò che percepiamo dal di dentro.
Se ti dicessi disegnami la tenerezza, tu attingerai il pennello nei colori dei tuoi intimi pensieri, scaverai nel profondo per rappresentare la “sostanza” che alimenta il tuo cuore e, il frutto della tua lodevole opera, potrà essere chiamato con il suo stesso nome solo da chi vi si riconoscerà e rivedrà se stesso in quel tuo disegno.
E se chiedessi di fare lo stesso a 1000 altre persone so per certo che otterrei 1000 rappresentazioni diverse: questa è pura magia.
Ognuno possiede in sé un’immagine propria di un concetto che racchiude una molteplicità di sfumature che ancorano tutte a un’idea di partenza che poi indirizza ciascuno nella propria strada, a cui solo un altro possa riconoscervisi, perché ne percorre le stesse emozioni.
Ma quanto si dovrà aspettare prima di…:a questo non so cosa rispondere, o non sono io a dover rispondere. Forse la vita porterà con sé le sue risposte, bisogna solo esserci quando chiamerà i nostri nomi.
Flaubert aveva capito che la forma di piacere più pura, e anche la più attendibile, fosse l’aspettativa.
Mentre quello che ti succede finisce immancabilmente per deluderti, ciò che non ti è mai successo non muore mai, non scompare, resta lì in attesa, immobile, rimane sempre inciso nel tuo cuore proprio come una dolce malinconia.
Per questo se mai ti chiederò come vuoi che finisca: non chiedermi cosa.
Rispondimi “IN NESSUN MODO” e TENERAMENTE ricordami.
Solo così capirò che avremmo attinto i colori da un unico sentimento e ci saremmo riconosciuti in uno stesso disegno.

Avevo questo da dirti oggi, forse è stata la pioggia a suggerirmi le parole. Avevo bisogno di scrivertelo. E’ il mio modo per dimostrarti che non ho smesso di amarti e che ci sono sempre per te.
@riel 14/1/2015

“Mai cedere, rubare, ingannare o bere… ma se devi cedere fallo fra le braccia della persona che ami; se devi rubare ruba il tempo che vuoi per te; se devi ingannare, inganna la morte… e se devi bere inebriati dei momenti che ti tolgono il respiro”.
dal film “Hitch – Lui si che capisce le donne” di Andy Tennant

In sottofondo: “To be with you” – Mr. Big

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