Pubblicato da: max | febbraio 12, 2016

Commiato

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Durante il mese che c’hai messo per lasciarmi
ho riempito il serbatoio con trentatré dollari e trentatré centesimi.
Ti dissi che era un regalo perché era
Il tuo numero favorito.

Ho messo a posto le nostre cose.
“Amore qui ci sono i maglioni”
“Qua c’è il tuo spazzolino”.
Come se il chiamare le cose “nostre”
Mi potesse far parte di quello che tu chiamavi “casa”.

Ho comprato fiori da un vagabondo.
Volevo portarteli, appassiti e brutti,
per dimostrarti che potevo restituirgli
la vita.

C’è una cicatrice con la forma delle tue dita
Proprio sopra il mio seno sinistro,
che è rimasta come segno di tutte le notti
che mi hai sostenuto
come solo si sostiene qualcosa
che scivola.

Adesso ci sono sei provincie tra noi,
tra l’ultima volta che ci siamo baciati e oggi,
conservate come fiori secchi dentro un libro.
A volte ti sento ancora come un rumore di traverso nella mia gola.

Mariella Toranzos

In sottofondo: “Via da qui” – Giovanni Caccamo e Deborah Iurato

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