Pubblicato da: max | ottobre 12, 2015

Invictus

invictus

Dal profondo della notte che mi avvolge,
buia come il pozzo piu’ profondo che va da un polo all’altro,
ringrazio gli dei chiunque essi siano
per l’indomabile anima mia.
Nella morsa delle circostanze,
non mi sono tirato indietro,
ne’ ho pianto.
Sotto i colpi d’ascia della sorte,
il mio capo sanguina, ma non si china.
Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l’orrore delle ombre
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.
Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino.
Io sono il capitano della mia anima.

William Ernest Henley

In sottofondo: “Remember” – The Roger Kellaway Trio

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