Pubblicato da: max | settembre 20, 2015

Il colloquio meravigliato

ilcolloquiomeravigliato

Pelleas: Io andavo lungo il sentiero, tu venivi, il mio amore cadde tra le tue braccia, il tuo amore tremò nelle mie.
Da allora il mio cielo di notte ebbe stelle e per raccoglierle la tua vita si fece fiume.
Per te ogni roccia che toccheranno le mie mani dev’essere sorgente, aroma, frutto e fiore.

Melisanda: Per te ogni spiga deve stringere il suo grano e in ogni spiga deve sgranarsi il mio amore.

Pelleas: M’impedirai, in cambio, di guardare la strada quando verrà la morte per lasciarla tronca.

Melisanda: Ti copriranno i miei occhi come una doppia benda.

Pelleas: Mi parlerai d’una strada che non finirà mai.
La musica che occulto per incantarti fugge lungi dalla canzone che gorgoglia e rimbalza:
come una via lattea dal mio petto fluisce.

Melisanda: Tra le tue braccia s’impigliano le stelle più alte.
Ho paura. Perdona se non son giunta prima.

Pelleas: Un tuo sorriso cancella tutto un passato:
conservino le tue dolci labbra ciò che è ormai distante.

Melisanda: In un bacio saprai tutto ciò che ho taciuto.

Pelleas: Forse non saprò allora conoscere la tua carezza perchè nelle mie vene il tuo essere si sarà fuso.

Melisanda: Quando morderò un frutto tu saprai la sua delizia.

Pelleas: Quando chiuderai gli occhi resterò addormentato.

Pablo Neruda

In sottofondo: “Homebound” – Jesse Cook

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