Pubblicato da: max | aprile 18, 2014

La banalità del male

labanalitadelmale photo Yara Nardi

È anzi mia opinione che il male non possa mai essere radicale, ma solo estremo; e che non possegga né una profondità, né una dimensione demoniaca. Può ricoprire il mondo intero e devastarlo, precisamente perché si diffonde come un fungo sulla sua superficie. È una sfida al pensiero, come ho scritto, perché il pensiero vuole andare in fondo, tenta di andare alle radici delle cose, e nel momento che s’interessa al male viene frustrato, perché non c’è nulla. Questa è la banalità. Solo il Bene ha profondità, e può essere radicale.

Hannah Arendt da “La banalità del male” – Feltrinelli ed.

In sottofondo: “Tutto il bene” – Nesli



Immobile, seduto,
e fuori il mondo in movimento
cambia luce, colore,
ma non cambia quello che sento.
Sono un soldato dell’amore,
per la vita, per le cose buone.
Correre è l’unico modo
per lasciarsi alle spalle il passato
e il peso dei ricordi.
Quindi corro verso il futuro
che voglio, che disegno,
spostando la linea dell’orizzonte.
Tu sei con me, sempre, ovunque.
Questo riflesso è accecante
e non si può vedere il male,
non ha contorni questo spazio.
Solo il meglio per te, per noi.
Che abbiamo visto il vuoto
e lo abbiamo riempito
con i posti migliori,
i tramonti più belli,
le stelle cadenti,
la gloria.
E’ l’aria che respiro,
l’acqua che bevo,
quello che vedo,
è splendido,
il paradiso è qui.


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