Pubblicato da: @riel | febbraio 2, 2013

Solitudine

solitudine

Ormeggio innamorata ai suoi piedi
alle sue mani
ai madidi baci
a quel ricordare che io,
dimentico.

Disfo conquistata la decenza
la timidezza
la ridicola virtù
le comuni posizioni che io,
detesto.

Invento persuasa due cieli
cento piogge
quattro primavere
un tiepido inverno che io,
rammento.

Sorseggio mortale il suo sangue
ogni secrezione
il guscio notturno
i grumi mattinali che io,
possiedo.

Innalzo intimamente il suo amore
la sua flessuosità
l’elevata quiete
l’imprescindibile spazio che io,
vivo.

Rivolgo accesa a te illuminata da me
in direzione anche inversa
in resa fedele
il solitario io che io,
sono.

Maria A. Listur

In sottofondo: “Testarda io” – Iva Zanicchi

…la mia solitudine sei tu…
testarda io che ti sento più di così
e intanto porto i segni dentro me
per le tue strane follie per la mia gelosia…

Annunci

Responses

  1. Profondamente grazie!


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: