Pubblicato da: @riel | gennaio 23, 2013

L’equazione

equazione

E quando fuori dalla tua finestra il cielo si fa più grigio…
quando dentro ai tuoi pensieri si insinua un senso di amarezza…
e quando avverti una crescente mancanza di energia…
e quando ti senti profondamente solo…
ecco, quello è il giorno dell’appuntamento col bilancio della tua vita.
Generalmente non è un bel giorno.
E non tanto perché il cielo si fa un po’ più grigio…
quanto perché tu ti fai un po’ più schifo.
Dunque: il lavoro. Beh, il lavoro…non manca.
Voglio dire: c’è anche chi ce l’ha. Ma, in genere, non gode.
Impegno sociale, morale, civile…mi viene da ridere.
La salute, finché uno ce l’ha non ci pensa.
Non resta che l’amore, la sfera degli affetti, dei sentimenti,
che forse dentro è la cosa che conta di più,
e poi, quella almeno, ce la scegliamo da noi…un disastro!
Ma se si fallisce sempre, ci sarà una ragione.
Dov’è che si sbaglia, eh? Colpa mia… colpa tua…
No, io a quelle cose lì non ci credo.
L’errore dev’essere ‘prima’. Non una cosa recente.
Probabilmente da bambino: un errore che ha influenzato
tutta la nostra vita affettiva; chi lo sa, forse il famoso Edipo,
forse “mamma c’è n’è una sola”. Anche troppa.
Oppure nonni, zii, fratelli… insomma, figure,
fotografie dell’infanzia che rimangono dentro di noi per tutta la vita.
Sì, un errorino, certo, impercettibile, che poi col tempo si è ripetuto,
moltiplicato, ingigantito, fino a diventare gravissimo, irreparabile.
Già, ma perché l’errore si ingigantisce?
Dev’essere un po’ come quando a scuola facevamo le equazioni algebriche.
Cioè, tu fai uno sbaglietto, una svista, un più o un meno, chi lo sa…
È che poi te lo porti dietro, e nella riga sotto
cominci già a vedere degli strani numeri. E dici: va be’,
tanto poi si semplifica. E poi numeri sempre più brutti,
più grossi, sgraziati anche. Addirittura enormi, incontenibili, schifosi.
E alla fine: x = 472.827.324 fratto, radice quadrata di 87.225.035 + c
E ora prova un po’ a semplificare! Non c’è niente da fare.
La matematica deve avere una sua estetica: x =2. Bello! La semplicità.
Forse, per fare bene un’equazione è sufficiente avere delle buone basi.
Ma per fare una storia d’amore vera e duratura è necessario
essere capaci di scrostare quella vernice indelebile
con cui abbiamo dipinto i nostri sentimenti.

Giorgio Gaber


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