Pubblicato da: @riel | novembre 10, 2012

Amori

Tanti giorni, ahi tanti giorni
vedendoti sì ferma e vicina,
come lo pagherò, con che cosa?

La primavera sanguinaria
dei boschi s’è risvegliata,
escon le volpi dalle tane,
bevon le serpi la rugiada,
con te io vado tra le foglie,
tra i pini e in mezzo al silenzio
e mi chiedo se questa gioia
dovrò pagarla, come e quando.

Di tutte le cose che ho veduto
te voglio continuare a vedere,
di tutto ciò che ho toccato,
solo la tua pelle voglio toccare:
amo il tuo sorriso d’arancia,
mi piaci quando stai dormendo.

Che posso farci, amore, amata,
non so come amino gli altri,
non so come prima si amarono,
vivo vedendoti e amandoti,
naturalmente innamorato.
Mi piaci ogni sera di più.

Dove sarà? – vado chiedendo
se i tuoi occhi scompaiono.
Come tarda! – penso e mi offendo.
Mi sento povero, sciocco e triste,
e arrivi e sei una raffica
che vola giù dai peschi.

Per questo ti amo e non per questo,
per tante cose e sì poche,
così dev’esser l’amore
socchiuso e generale,
particolare e pauroso,
imbandierato e a lutto,
fiorito come le stelle
e smisurato come un bacio.

Pablo Neruda

In sottofondo: “Gli amori” da “Non ti muovere”

…Immagina due mondi solitari
sospesi tra le stelle, in mezzo ai mari
a volte si avvicinano per non sentirsi soli,
per questo sono grandi,
e li chiamano amori…

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