Pubblicato da: max | ottobre 12, 2012

Il valore del telefono

Giunta a quel punto dove la memoria
per troppa luce quasi si scolora,
raccoglievo in preghiera le tue forme.
Il peso immenso del tuo corpo assente
la notte mi copriva di sudore
e prolungavo ferma il mio risveglio
per accaldarmi dentro il tuo mantello.
Poi m’abbigliavo tutta in quella stoffa
che si mischiava stretta al mio respiro
e attraversavo le conversazioni
attenta a non sgualcire il mio vestito.
Qualche volta però per distrazione
cedendo alle domande dei miei ospiti
mi sì impigliava un lembo nella noia
e scivolava via con qualche strappo.
Per restaurare la trama in perfezione
poco sicura delle mie sole mani
ricorrevo al valore del telefono.

Patrizia Cavalli

In sottofondo: “A Postcard In Winter” – Phil Perry

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