Pubblicato da: @riel | agosto 29, 2012

Stanza 411

Non sono sola, in questa stanza. C’è un uomo. Si muove leggero al di là di questa porta chiusa che sfioro con un dito. Posso sentire il suono dei suoi passi all’interno di quel perimetro in cui i percorsi sono percorsi obbligati: dall’armadio al letto, dal letto alla scrivania, dalla scrivania alla finestra. Il frusciare delle pagine di un libro tra le sue mani. Lo scatto secco dell’accendino.
Non so niente di lui.
Di te.
Ignoro il nome di tua madre, l’odore della tua pelle sotto i vestiti, non so se sei buono o cattivo, se ti piace il mare oppure la montagna, se sai tenere le posate a tavola e conosci le regole della cavalleria – aprire e chiudere lo sportello della macchina, entrare in un ristorante prima della donna, versare il vino tenendo la bottiglia dal fondo e ruotando il polso alla fine con un gesto breve per non rovesciarne neanche una goccia -, non so neanche cosa c’è dentro il piccolo zaino nero che ti porti dietro.
Quell’uomo sei tu.
Questa frase, mi sembra, raccoglie in sé ogni altra frase possibile, qualsiasi definizione diversa si dissolverebbe davanti a questa evidenza.

Simona Vinci da “Stanza 411”

In sottofondo: “Motel” – Renato Zero

…Una stanza buia, per vivere…
Questo nostro amore, grande più di noi…


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: