Pubblicato da: @riel | agosto 25, 2012

Una sola volta nella vita…

“Incontrarsi e riconoscersi… una certezza che si ha solo una volta…
…ecco perché sono su questo pianeta, in questo tempo […]
Adesso lo so. Per molti più anni di quanti non ne abbia vissuti, ho continuato a precipitare dall’orlo di un luogo immenso e altissimo. E in tutti questi anni, precipitavo verso di te
… non conosco le parole per spiegarvi questo legame.
Lui ci riuscì, quando disse che avevamo smesso di essere due persone distinte, per diventarne una terza creata dal nostro amore…
…Ma dopo tutto sono un uomo.E tutte le considerazioni filosofiche non bastano a impedirmi di desiderarti, ogni giorno, ogni momento, con la testa piena dello spietato gemito del tempo, del tempo che non potrò mai vivere con te.
Ti amo, di un amore profondo e totale. E così sarà sempre.
Non siamo più due esseri distinti, ma un tutt’uno legato a doppio filo per il resto della nostra vita…
…Non sono sicuro di averti dentro di me, né di essere dentro di te, e neppure di possederti…
E, in ogni caso, non è al possesso che aspiro. Credo invece che siamo entrambi dentro un altro essere che abbiamo creato, e che si chiama ‘noi’. No, neppure: non siamo realmente dentro questo essere, lo siamo…”

Tratto da I Ponti di Madison County

Il film narra della storia d’amore fra una casalinga quarantacinquenne e un fotografo cinquantaduenne. Si tratta di un rapporto intensissimo da cui i due protagonisti vengono travolti a causa dei conflitti di coscienza di lei. Posta dinanzi alla scelta di dover lasciare la propria famiglia e una vita scontata e monotona per rifarsi una vita finalmente appagante con l’uomo che, per la prima volta, aveva saputo esaltarne interiorità e sensualità, lei ripiega sull’esistenza di sempre.
Ma il rapporto durerà – sia pure idealmente – tutta la vita, quasi a voler mostrare come solo l’ideale sopravvive al tempo, che, invece, logora persino i sentimenti più veri.

…”in quattro giorni mi regalò una vita intera, un universo, ricompose i frammenti del mio essere in un tutto…
Non ho mai smesso di pensare a lui… anche se non lo ricordavo consciamente, lo sentivo vicino a me, c’era sempre”…

Questa storia di grandi sentimenti colpisce per due ragioni. In primo luogo mostra come il caso ed il destino possono sorprenderci in qualsiasi momento della nostra vita, facendoci incontrare persone in grado di suscitare nel nostro animo sentimenti d’amore mai provati in precedenza. In secondo luogo che la durata dei sentimenti umani non può e non deve essere commisurata con l’idea e la percezione del tempo, che noi creature mortali possediamo. Infatti, dopo che sono trascorsi molti anni, Francesca, rimasta vedova nel frattempo, riceve una scatola da uno studio legale, nella quale trova delle fotografie, quelle realizzate da Robert, ed una sua lettera, bella, profonda, e commovente.
Leggendola, in preda alla emozione ed al dolore, Francesca apprende che Robert è morto; viene a sapere, rimanendone turbata, che Robert ha chiesto che il suo corpo fosse cremato e le ceneri disperse nei pressi del ponte dove si erano conosciuti. Nella lettera che le ha lasciato, Robert le confessa di non averla mai dimenticata, di avere continuato a viaggiare pur di non avere la tentazione di rivederla, di avere sempre pensato al loro amore come all’unico e vero ed importante della sua vita.
Nella sua lettera Robert riflette filosoficamente tra il tempo umano e quello eterno che appartiene all’universo, per sostenere che i sentimenti autentici non possono esaurirsi e spegnersi neanche dopo la morte. Alcuni anni più tardi, dopo che Francesca è morta, saranno i suoi figli a ritrovare in una scatola una lettera struggente e sincera, con la quale la madre gli svelerà il segreto della sua vita, la storia d’amore vissuta con Robert.
In questa lettera Francesca chiederà ai suoi figli di cremare il suo corpo e di disperderne le ceneri nello stesso luogo in cui erano state sparse quelle di Robert. Questo finale così sorprendente indica che le vere ed autentiche storie d’amore oltrepassano, al di là della loro durata temporale, il mistero della morte e sopravvivono in eterno in un luogo che la mente umana non può conoscere, che si situa misteriosamente oltre la soglia della vita.

“..Mi rendevo conto che l’amore non obbedisce alle nostre aspettative, è mistero puro e semplice…”


Responses

  1. …Non sono sicuro di averti dentro di me, né di essere dentro di te, e neppure di possederti…
    E, in ogni caso, non è al possesso che aspiro. Credo invece che siamo entrambi dentro un altro essere che abbiamo creato, e che si chiama ‘noi’. No, neppure: non siamo realmente dentro questo essere, lo siamo…”

    questa parte mi e’ piaciuta tantissimo e’ la prima volta che mi colpisce ..l’ho sentita piu’ di una volta ma non saprei mai esprimerLa cosi… grazie

    • Grazie a te della partecipazione emotiva a ciò
      che viene lasciato qui e che non è mai stonato
      ma perfettamente in sintonia con le fila di una
      storia meravigliosa che dalle nostre mani prende
      vita…questi sono versi che colpiscono la sensibilità
      delle persone a cui “una sola volta nella vita” è bastata
      a far di un amore il senso unico del loro cammino…
      Ciao, @riel…


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