Pubblicato da: max | giugno 17, 2012

Oltre la porta del tempo

Di nuovo insieme.
Abbiamo trascorso altri giorni d’amore insieme. Le ore sono state nostre nemiche per la brevità degli incontri. Stavolta, però, abbiamo chiuso fuori dalla porta il tempo e le distanze e abbiamo deciso di dedicarci due giorni tutti per noi.

Da tempo sognavi di passare un’altra notte con me. Lo hai voluto, lo abbiamo voluto fortemente e oggi il sogno si avvera. Ti ho atteso su quel sedile di fronte i binari della stazione di Napoli e i tuoi occhi brillavano di gioia ed emozione appena mi hai intravisto tra la folla di passeggeri che percorrevano la banchina verso le uscite. Occhi che parlano d’amore.

Ci siamo baciati, accarezzati, guardati e siamo scappati verso quel nido d’amore tra le strade di Posillipo che guarda il mare del golfo di Napoli per concederci l’un l’altra.

La camera, modernamente arredata, sembrava attenderci. Ci siamo fatti travolgere immediatamente dalla passione. Ne abbiamo bisogno e restiamo abbracciati, occhi negli occhi, pelle a pelle, bocca a bocca, lingua a lingua. Ad accarezzarci, a stupirci, a baciarci, a desiderarci con forza mentre gli indumenti scivolano per terra.

Le mie mani scorrono lentamente lungo la schiena, si soffermano sui glutei, proseguono lungo le cosce e poi risalgono per accarezzare i tuoi fianchi giunonici e i seni poderosi.

E’ la tua pelle che mi parla di te, la pelle d’oca che comunica emozioni e quel tuo irrigidirti che esprime un desiderio senza fine.

Il respiro accelera e veniamo rapiti dai sensi. So di stordirti e scalpiti. Ti volto per incastrare il mio al tuo corpo e continuo ad accarezzarti. La mia testa è accanto alla tua ti bacio sul collo e tu, infilando la lingua dentro il padiglione dell’orecchio, sussurri qualcosa che non distinguo. Siamo avvinghiati e le mani scivolano sui fianchi e si soffermano sul tuo ventre piatto. Le mani continuano a scendere fino al pube e le dita allargano le tue labbra. Due polpastrelli della mano sinistra premono su quella parte fortemente erogena ed un dito della mano destra si fa strada dentro per tormentarti mentre un gemito esce dalla tua bocca.

Il ritmo delle carezze è incalzante adesso e tu, estasiata, senti quelle dita travolgerti in un massaggio tantrico che scuote il tuo corpo e ne rapisce i sensi.

La tua parte più intima adesso risulta completamente svelata ed è un fiume in piena. Rompi gli argini ed esplorandoti con delicatezza e senza vergogna lasci che le mie dita continuino a torturarti e non vuoi che smetta. Poi tu stessa prendi la mano e porti le dita delicamente dentro la bocca per riconoscerne il tuo inebriante sapore. Poi mi implori di riportarli alla tua fonte per prepararti all’orgasmo che non tarda ad arrivare.

Mi dici che vuoi continuare a sentire le mie mani su di te e vieni ancora, poi completamente obnubilata e fradicia mi spingi e ti lasci andare nell’attesa di un nuovo viaggio che da li a poco ci travolgerà ancora.

In sottofondo: “Oltre le rive” – Zucchero


Responses

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.


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