Pubblicato da: max | maggio 16, 2012

Dagli angoli indefiniti dei sogni

Dagli angoli indefiniti dei sogni,
alta, di prima mattina, era assieme a me
la tua immagine diletta, come fosse un giorno
di tanto tempo fa, quasi lo volesse il cielo.

Di acqua ne è passata sotto i ponti
tante foglie ha disperso il vento
da quando i nostri spiriti hanno pacificamente
sentito dissolversi l’inquietudine nel crepuscolo.

Com’era bello quel fuoco… ma visse poco
come accade a tutte le cose belle: prima la luce, poi l’oscurità.
La notte ora è fonda e le ceneri di ciò che è stato
sono vegliate e custodite dalle stelle.

Il nostro fu un gioco appassionato, ma non vano,
quello che puntammo sul destino furono le nostre solitudini,
e le perdemmo ritrovandole, mentre i nostri corpi
rimasero nell’angosciosa terra degli uomini.

Chi dice che tutto si può dimenticare? No, non c’è oblio
se torno a scrutare nello specchio di ghiaccio
quel simulacro che si allontana
senza più, su di sé, l’aura del desiderio.

Tutto ha il suo prezzo.
E io l’ho pagato per la tua remota bellezza
mentre ora, qui, mentre mi sveglio dal sonno
trovo solo il mio letto
e fuori, freddissima, l’alba.

Luis Cernuda

In sottofondo: “Angoli di cielo” – Tiromancino


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