Pubblicato da: max | febbraio 21, 2012

Stanotte t’ho cercata

Stanotte t’ho cercata
tra le note d’un Fado,
nel riflesso rubino
di bicchieri di Porto.
Negli occhi distratti
d’una cameriera.

(Ma non riesco a trovarti
e non ricordo il tuo nome)

Con gioia ed orrore
ripenso a quel giorno,
a sordide carezze
scambiate nel buio,
alla tua voce,
ipnotica,
che parlava parole
di amore
e di libertà.

Ma presto il sogno
dovette finire,
mi mostrasti il tuo volto
spietato ed infame,
violasti,
senza pudori,
la mia
vergine mente.

Mi ordinasti di seguirti,

io decisi di obbedire.

Lasciai la mia casa,
abbandonai la famiglia,
sputai con rancore
sulla tomba degli avi.
Mi nutrii soltanto di vaghe parole
mi ubriacai senza tregua
del liquido agre
della tua scia di lumaca.

Tu sola esistevi,
all’infuori di te
soltanto menzogna,
follia e squallore.

Ma ora qui solo,
patetico e perso
nel peggior mezzanino,
di Rua Santa Marta,
non sono che un’ombra,
non sono più niente,
fantasie e visioni,
di un cadavere

inconsapevole.

Alvaro de Campos (eteronimo di Fernando Pessoa)

In sottofondo: “Lagrima” – Dulce Pontes


Responses

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.


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