Pubblicato da: max | luglio 3, 2011

Il poeta e la musa

Camera, conservi ancora i loro spettri ridicoli,
piena di luce sporca e di rumori di ragni?
Camera, conservi ancora le loro forme disegnate
da quelle macchie sui muri, da quelle virgole?

Al diavolo! Eppure, camera d’affitto che indietreggi
in questo arido gioco ottico accigliato
dal ricordo di troppe cose destinate,
quanto rimpiangono quelle notti, notti d’Ercoli!

Si pensi pure ciò che si vuole, non è così:
brava gente, voi non capite niente.
Vi dico che non si trattava di ciò che si pensò.

Solo tu, camera che fuggi in desolanti coni,
solo tu sai! ma certamente quante notti di nozze
avranno sverginato, da allora, le loro notti!

Paul Verlaine

In sottofondo: “Let me out” – Ben’s Brother


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