Pubblicato da: max | aprile 14, 2010

L’immagine di te

Avverto ancora il sapore delle tue labbra sulle mie amore mio. Sono qui a pensarti e a ricordare ciò che è stato e così velocemente scivolato via ma che ora mi porto dentro me, su di me come un vestito cucito sulla propria pelle che anche se lo togli via resta tuo per tutto il tempo. Spogliartene e doverlo riporlo perchè non s’adatta più a questa stagione di primule e indossarlo in un nuovo giorno in cui la primavera arriva solo per questi due cuori in festa.
La pelle, sensazioni a pelle. E’ stato l’incontro di due corpi fusi in un solo desiderio di appartenersi, almeno in quell’attimo.
Noi sempre ai poli opposti, noi che non condividiamo una vita comune siamo stati scelti da un uguale destino, quel destino che vede il sole e la luna condividere lo stesso cielo. Loro che mentre si rincorrono per giungere al più presto verso l’altro sè vedono passare un tempo inutile eppure continuano ad amarsi. L’uno fedele all’altro, perchè in terra nessun altro amore avrebbe senso di esserci.
Ed ecco che riparte il nostro rincorrerci, il nostro cercarci nutrendo di attese, sogni e pensieri questo tempo che torna a dividerci.
Ma ogni nostra fine è una nuova meravigliosa perla che rende prezioso il nostro ricordo.
Ricordo… cosa ricordo … forse è più giusto dire cosa non dimentico e che mi dà la forza di riprendere la mia corsa verso te, verso un nuovo ricordo che scrive la nostra storia.
I miei passi seguono la loro strada e arrivano dove tu riponi la tua attesa.
Di nuovo lì su quel sedile grigio ero ferma ad aspettare te. Vederti giungere e sapere che in quel preciso istante i nostri occhi manifestassero la stessa emozione. Mi rivedevo nel tuo sguardo perso, nel tuo colorito rosso, infiammato dal desiderio di questo amore che ci fa tremare al caldo e sospirare quando fuori è gelo, stringersi e tenersi per mano e poi un bacio, un altro e un altro ancora per intingere di noi il sapore di quelle ore.
Intimamente vicini in quella stanza (328) distesi in quel letto a godere dei nostri corpi nudi.
Tu che scendi con le tue labbra nel posto mio più intimo e sentirmi vibrare ad ogni tuo procedere lento e ritmico ed io che desideravo non smettessi mai.
E poi sentirti dentro me spingerti quasi in pancia tant’è che a volte portavo la mano sul ventre con l’intento di voler toccare quella parte di te e poi nell’apice del piacere ancora acceso cercare le tue labbra le tue mani per continuare a stare bene.
La dolcezza dei tuoi movimenti. Tu che mi sposti i capelli mi afferri il viso e mi guardi come solo tu sai fare.
Leggi i miei silenzi, quelle mie paure di non essere adeguata di non saperti amare.
Stavo amando l’uomo che io amo.
Era ciò che mi ripetevo nella mente, non ce n’era bisogno che me lo ricordassi perchè tu eri e sei sempre stato quello che desideravo.
Ma non sono abituata ad avere ciò che desidero molto più incline ad accontentarmi. Per la prima volta ero avvolta completamente dall’amore ma ne pregustavo la fine purtroppo, non poteva essere per sempre. Ti chiedo scusa di questo perchè ciò forse mi ha impedito di essere totalmente presa.
Volevo costantemente averti vicino, vedevo un abbandono quando ti alzavi e svoltavi l’angolo ed allora venivo a riprendermi i tuoi occhi su di me, oppure mentre eri al telefono detestavo il tuo essere di spalle e venivo sulle tue gambe per farti sentire la mia presenza.
“Ci pensi noi due insieme” tu mi dici, ed io “non mi è dato pensarlo” e tu che mi stringi, mi baci sul viso e mi dici “ti amo” ed io lo sento tutto questo amore, nonostante il rammarico per delle parole che si sanno e che tu ed io lasciamo non dette perchè feriscono, fanno male. E’ il comune denominatore di tutti quegli amori non liberi ma che non per questo non abbiano valore per chi li prova.
Ricordo te che strofini le tue mani sulle mie braccia, che ti accovacci sul mio ventre e lo baci, che mi leggi la poesia di Neruda in modo da non vedere le mie lacrime che scendono silenziose e che so farti male. I nostri abbracci fin sù la porta prima di uscire, con gli occhi cercavo di tenere a mente la stanza, i quadri alle pareti, i suoi colori, mentre mi rivestivo vedevo ancora le nostre sagome sul letto. L’immagine di noi l’uno sull’altra reciprocamente intenti a darci passione, a dare libero sfogo agli istinti. Il tutto con estrema dolcezza e senza prevaricare.
Davvero mi sentivo “integra, completa e completata, ri-composta del mio pezzo mancante” con te dentro me.
Ora mi sento nuovamente vuota amore mio. Solo il nostro ricordo mi spinge a desiderare di passare nuovamente tra le tue dita, è lì che passerei tutta la vita ed è proprio vero quando ami qualcuno vuoi restare con lui il “resto della tua vita” e speri che questo giunga il prima possibile.
Di certo che sia poco o molto il nostro tempo di sicuro vale la pena che sia vissuto.

@riel

In sottofondo: “L’immagine di te “- Radiodervish


Responses

  1. I nostri corpi si sfiorano
    profumi si confondono
    pelle contro pelle
    senza tregua.

    Il sangue scorre
    come un fiume in piena,
    fluisce dentro di noi
    come un’onda inarrestabile.

    Scopro fra le tue mani
    sensazioni sconosciute,
    non pongo limite
    al consumarsi di noi.

    Non mi oppongo
    perché non voglio,
    ti appartengo perché lo voglio.
    Entri nella profondità

    della mia mente,
    infiltrandoti tra le parti
    della mia anima,
    facendo da padrone
    alle mie emozioni,
    ai miei desideri.

    Mi scopro per te
    perché ti amo
    perché ti voglio.

    Silvana Stremiz “Sospiri condivisi”


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