Pubblicato da: max | settembre 10, 2009

L’ultimo post

mareinverno

“… questo è l’ultimo post prima che cancellassi il blog. i precedenti post, datati, erano tra le bozze e non furono mai pubblicati……”

29/5/2009

Non esistono storie infinite, non esistono amori infiniti, non esistono vite infinite. Non esistono libri composti da illimitate pagine o blog interminabili. Tutti i libri hanno un ultimo capitolo, un’ultima pagina. Poi, scritta l’ultima pagina, che ci sia piaciuto o meno quel libro va chiuso. Forse rimarrà qualche ricordo della trama, della narrazione, della storia. Ed esattamente come per un libro, anche in un blog va scritta l’ultima pagina. Oggi, 2 anni 3 mesi e 20 giorni dopo e dopo le infinite parole di questo blog mi dico: un ricordo è qualcosa che ho perso e che non ho mai avuto. Quella spiaggia non ha mai visto le mie orme, la mia mano non ha mai sentito il tuo calore, i miei occhi non hanno mai visto il colore dei tuoi. Il mio cuore ha finito di battere per te.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

Scrivere, per esempio. “La notte è stellata,
e tremano, azzurri, gli astri in lontananza”.

E il vento della notte gira nel cielo e canta.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Io l’ho amata e a volte anche lei mi amava.

In notti come questa l’ho tenuta tra le braccia.
L’ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.

Lei mi ha amato e a volte anch’io l’amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Pensare che non l’ho più. Sentire che l’ho persa.

Sentire la notte immensa, ancor più immensa senza di lei.
E il verso scende sull’anima come la rugiada sul prato.

Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.
La notte è stellata e lei non è con me.

Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta.
Lontano.
La mia anima non si rassegna d’averla persa.

Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.

La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.
Noi, quelli d’allora, già non siamo gli stessi.

Io non l’amo più, è vero, ma quanto l’ho amata.
La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie.

D’un altro. Sarà d’un altro. Come prima dei miei baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.

Ormai non l’amo più, è vero, ma forse l’amo ancora.
E’ così breve l’amore e così lungo l’oblio.

E siccome in notti come questa l’ho tenuta tra le braccia,
la mia anima non si rassegna d’averla persa.

Benchè questo sia l’ultimo dolore che lei mi causa,
e questi gli ultimi versi che io le scrivo.

Pablo Neruda

In sottofondo: “Lasciami andare via” – Biagio Antonacci

…. non sono le gabbie che fermano i voli …..

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: