I vostri figli non sono figli vostri.
Sono figli e figlie della sete che la vita ha di sé stessa.
Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi e benché vivano con voi non vi appartengono.
Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri, essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime, esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi, la vita procede e non s’attarda sul passato.
Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti. L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito, e vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
Affidatevi con gioia alla mano dell’Arciere, poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell’arco.
K.Gibran
In sottofondo: “No son of mine” – Genesis


“I figli sono come gli aquiloni,
passi la vita a cercare di farli alzare da terra.
Corri e corri con loro fino a restare tutti e due senza fiato.
Come gli aquiloni essi finiscono a terra …. e tu
rappezzi e conforti, aggiusti ed insegni.
Li vedi sollevarsi nel vento e li rassicuri che presto impareranno a volare.
Infine sono in aria: gli ci vuole più spago e tu seguiti a darne:
ad ogni metro di corda che sfugge dalla tua mano il cuore ti si riempie di gioia e di tristezza insieme.
Giorno dopo giorno l’aquilone si allontana sempre di più
e tu senti che non passerà molto tempo prima che quella bella creatura spezzi il filo che vi unisce e si innalzi,
come è giusto che sia, libera e sola.
Allora soltanto saprai di aver assolto il tuo compito”
Erma Bombeck
Da: Misha80 su agosto 19, 2010
alle 12:10 pm