Pubblicato da: max | febbraio 23, 2010

La risposta ?

11 dicembre 2008

” Mi ritrovai così a chiedermi
se un ricordo è qualcosa
che hai
o che hai perduto.”

Dieci mesi fa ho cominciato a scrivere su questo blog, partendo da un ricordo. Un ricordo arrivato all’improvviso, senza alcun permesso e senza un perchè. Un ricordo che fotografava l’istante di una passione infinita, un ricordo che era il fermo immagine di una felicità del poco, una felicità autentica che lottava contro banalità e forse fallimenti personali. Un ricordo che è il destino che fa incontrare due anime apparentemente diverse ma unite dallo stesso sogno. Trovare la libertà. Trovare non la libertà fisica o la libertà da vincoli personali ed affettivi, ma la libertà e la gioia di vivere la determinazione interiore condividendo un unico sogno: la bellezza che è in noi.
Oggi quel ricordo sembra svanito, spazzato via dalla tempesta dell’inutilità. Oggi quel ricordo appare così distante dai nostri pensieri da sembrare mai avere abitato in noi.

Però so una cosa, che benchè dissipato prima o poi ritornerà a farmi visita, perchè un ricordo non è la speranza già morta.

Perchè un ricordo non può essere distrutto.

In sottofondo: “Fotografie della tua assenza” – Tiziano Ferro

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Risposte

  1. Si sono d’accordo con te; tutto quello che resta nella nostra mente sta ad indicare il “peso” e quindi l’importanza di chi l’ha generato. :-)


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