Pubblicato da: max | settembre 2, 2014

Scrivere il tuo nome sopra i vetri appannnati

scrivereiltuonome

Scrivere il tuo nome sopra i vetri appannnati,
attendere in stazioni dove hai atteso per ore,
son cose che non danno né gioia né dolore.
Suono azzurro, ancestrale, altissimo profumo,
la tua voce scintilla come la lacrima angelica.
Ma il mio amore è l’amore degli Otelli.
E quando mi rinfocola e quando mi addormenta,
rabbrividisco e vedo innanzi Iago.

Mi dico: lega i giambi con lo spago.
Le poesie sono fiori molto esili,
nutriti dalla consona tristezza.
E l’ira, se li accumula, li spezza.

Nasos Vaghenàs

In sottofondo: “Ho Scritto T’Amo Sulla Sabbia” – Franco IV e Franco I

Pubblicato da: max | settembre 1, 2014

Parente della morte

parentedellamorte

Io sono parente della Morte,
Amo l’amore che svanisce,
Amo baciare,
Chi se ne va.

Amo le rose malate,
Bramose quando sfiorite, le donne,
I lucenti, i malinconici
Tempi d’autunno.

Amo delle ore tristi
Lo spettrale, monitorio richiamo,
Della grande Morte, della santa Morte
Il sosia giocoso.

Amo chi è in partenza,
Chi piange e chi si sveglia,
E nei freddi mattini brinati
I campi.

Amo la stanca rinuncia,
Il pianto senza lacrime e la pace,
Di saggi, poeti, malati
Il rifugio.

Amo chi è deluso,
Chi è invalido, chi si è fermato,
Chi non crede, chi è malinconico:
Il mondo.

Io sono parente della Morte,
Amo l’amore che svanisce,
Amo baciare,
Chi se ne va.

Ady Endre

In sottofondo: “Last Goodbye” – Jeff Buckley

Pubblicato da: max | agosto 31, 2014

Penisola

penisola

Quando non hai più niente da dire, guida
per un giorno intorno alla penisola.
Il cielo è alto come su una pista di decollo,
la terra non ha segnali: non c’è arrivo

ma un attraversamento, pur sempre raso allo strapiombo.
A sera gli orizzonti si bevono il mare e i colli,
il campo arato ingoia il timpano sbiancato a calce
e sei di nuovo al buio. Ricorda, adesso,

il litorale smaltato e il ceppo controluce,
lo scoglio dove i frangenti si sbrindellavano in stracci,
gli uccelli sospesi sui lunghi trampoli,
isole galoppanti nella nebbia verso il largo,

e guida verso casa, ancora con niente da dire,
tranne che ora puoi decifrare ogni paesaggio
con questo: cose fondate sulla propria forma e basta,
acqua e terra ai loro estremi.

Sèamus Heaney

In sottofondo: “Italia” – Suzanne Ciani

Pubblicato da: max | agosto 30, 2014

Gratia plena

gratiaplena

E Dio disse: “Siano le acque”.
E furono le acque.
E le acque piovvero
e si sparsero
sulla superficie della terra
e la terra aprì i suoi pori
e l’acqua penetrò
fino alle viscere della terra

E Dio disse: “Siano i fiori”.
E la terra grata
commosse il suo umido ventre,
si sollevò verso l’aria
e fu il fiore.

*

Sospirasti il tuo amore
sulla mia pelle bruciata
e mi s’aprirono i pori
da dove entrasti
fino in fondo a me stessa
e lì ti spargesti
come una rugiada
come una pioggia
come la benedizione di Dio

E la pelle bruciata
si rallegrò
perché era bagnata di te
e per ringraziarti
commossa
formò un fiore d’acqua
e te lo donò.

Martha Canfield

In sottofondo: “The Secret Garden” – Brian Culbertson

Pubblicato da: max | agosto 29, 2014

Il cielo

ilcileo

Da qui si doveva cominciare: il cielo.
Finestra senza davanzale, telaio, vetri.
Un’apertura e nulla più,
ma spalancata.

Non devo attendere una notte serena,
né alzare la testa,
per osservare il cielo.
L’ho dietro a me, sottomano e sulle palpebre.
Il cielo mi avvolge ermeticamente
e mi solleva dal basso.

Perfino le montagne più alte
non sono più vicine al cielo
delle valli più profonde.
In nessun luogo ce n’è più
che in un altro.
La nuvola è schiacciata dal cielo
inesorabilmente come la tomba.
La talpa è al settimo cielo
come il gufo che scuote le ali.
La cosa che cade in un abisso
cade da cielo a cielo.

Friabili, fluenti, rocciosi,
infuocati e aerei,
distese di cielo, briciole di cielo,
folate e cumuli di cielo.
Il cielo è onnipresente
perfino nel buio sotto la pelle.

Mangio cielo, evacuo cielo.
Sono una trappola in trappola,
un abitante abitato,
un abbraccio abbracciato,
una domanda in risposta a una domanda.

La divisione in cielo e terra
non è il modo appropriato
di pensare a questa totalità.
Permette solo di sopravvivere
a un indirizzo più esatto,
più facile da trovare,
se dovessero cercarmi.
Miei segni particolari:
incanto e disperazione.

Wislawa Szymborska

In sottofondo: “Sail to the Moon” – Radiohead

Pubblicato da: max | agosto 28, 2014

Benché il tempo mi cancelli da voi

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Benché il tempo mi cancelli da voi
la mia gioventù darà la morte al tempo.

E allora, senza parlarmi, senza parlarci,
così chiaramente ci capiremo,
e che bello vivere tra di voi
sognando i vostri sogni.

Passerete davanti all’albero, al fiume
bagnerete il vostro corpo
e vi riempirà un’antica e profonda grazia,
un remoto mistero,
come se l’albero o come se l’acqua
galleggiasse prima nel vostro ricordo,
come se qualcuno avesse vissuto prima
la vita che portate nei vostri corpi.

Così condivideremo i nostri mondi
nel fondo dei vostri pensieri.

José Hierro – traduzione Alessandro Ghignoli

In sottofondo: “I Saved The World Today” – Eurythmics

Pubblicato da: max | agosto 27, 2014

Il bacio

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Tacciono, e il silenzio incide ancora più a fondo il ricordo di questo bacio. Il bacio c’è stato, e potrebbe essere uno di quei baci che nella magia dell’attimo uomini e donne si sono scambiati già miliardi e miliardi di volte: un bacio, perché in fondo alla vita c’è il bacio; un bacio, perché solo così i corpi riescono a esprimere quel che cercano per tutta l’esistenza; un bacio, perché tra uomo e donna qualsiasi parola è superflua. Il bacio c’è stato, perché era giunto il momento, l’improrogabile momento del bacio, nel quale perde ogni senso tutto ciò che è accaduto e può accadere senza il bacio – un gesto indifeso e assetato, l’incontro di due epidermidi riarse, al di sopra delle abitudini, delle inclinazioni e dei riti, un morso ammansito, un comportamento da predatore ormai addomesticato che l’uomo custodisce nei nervi e nelle labbra, come il ricordo di qualcosa che all’inizio dei tempi e della vita umana era spaventoso, cruento e mortale…
Si sono baciati perché non potevano fare altro. E ora tacciono.

Sándor Márai da “Il gabbiano” – Adelphi ed.

In sottofondo: “The Kiss” – Aaron Zigman

Pubblicato da: max | agosto 26, 2014

Anima

anima

Anima
ti sembran tempi per parlar dell’anima?
Non ci sono più diavoli,
che la richiedono
preferiscono i titoli
è fuori moda l’anima.
Anima
se ti duole l’anima
non servono antibiotici
i medici si arrendono
non ci sono meccanici
non si ripara l’anima.
E ci sono paesi
di poche anime
e ci sono città
di milioni di anime
ma non si vedono
si vede solo il traffico
e le file ai semafori
è solitaria l’anima.
Anima
io l’ho vista una volta la mia anima
mi era uscita di bocca
come il fumo di un sigaro
mi ha chiesto se ero
stanco di vivere
ho detto: sì
ma vorrei insistere
e con un gemito
tornò al posto solito
è paziente l’anima.
Anima
ci sono belle anime
in corpi ridicoli
e fotomodelle
con anime orribili
e fanghiglia d’anima
dentro molti politici
è nascosta l’anima.
E ci sono villaggi
di poche anime
e ci sono paesi
di milioni di anime
e quando muoiono
e in cielo salgono
è un grande spettacolo
un ingorgo cosmico
e i giornali commentano
centomila vittime
ma erano anime inutili
di lontani popoli
mesopotamici
e si piange un attimo
poi ci si lava l’anima
e si dimentica.

Stefano Benni

In sottofondo: “The Moon Song” – Charlie Haden & Pat Metheny

Pubblicato da: max | agosto 25, 2014

A vacanza conclusa

avacanzaconclusa

A vacanza conclusa dal treno vedere

chi ancora sulla spiaggia gioca si bagna

la loro vacanza non è ancora finita:

sarà così sarà così lasciare la vita?

PS.: Siamo poeti
vogliateci bene da vivi di più
da morti di meno
che tanto non lo sapremo.

Vivian Lamarque

In sottofondo: “E lucevan le stelle” – Stefano Bollani

Pubblicato da: max | agosto 24, 2014

L’uomo e il Mare

luomoeilmare

Sempre il mare, uomo libero, amerai!
perché il mare è il tuo specchio; tu contempli
nell’infinito svolgersi dell’onda
l’anima tua, e un abisso è il tuo spirito
non meno amaro. Godi nel tuffarti
in seno alla tua immagine; l’abbracci
con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore
si distrae dal tuo suono al suon di questo
selvaggio ed indomabile lamento.
Discreti e tenebrosi ambedue siete:
uomo, nessuno ha mai sondato il fondo
dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto,
mare, le tue più intime ricchezze,
tanto gelosi siete d’ogni vostro
segreto. Ma da secoli infiniti
senza rimorso né pietà lottate
fra voi, talmente grande è il vostro amore
per la strage e la morte, o lottatori
eterni, o implacabili fratelli!

Charles Baudelaire

In sottofondo: “Mediterraneo” – I Nomadi

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