Pubblicato da: max | settembre 19, 2014

L’analogia boccheggia

analogia

Vi sono mesi in cui non nasce
un granello di poesia.
Il male scaccia le metafore,
l’analogia boccheggia.

Angelo Maria Ripellino da “Versi indediti e rari”

In sottofondo: ” Fill the need” – George Duke

Pubblicato da: max | settembre 18, 2014

All’una la mia fortuna alle due il tuo orologio

lamiafortuna

Sono stato tutta la notte in piedi davanti alla tua porta
aspettando che uscissero i tuoi sogni
all’una uscì una galleria di specchi
alle due una stanza da letto inzuppata d’acqua
alle tre uscì un albergo in fiamme
alle quattro uscimmo tu ed io facendo l’amore
alle cinque uscì un uomo con una pistola
alle sei si udì uno sparo e ti sei svegliata
alle sette lasciasti trafelata casa tua
alle otto ci trovammo all’hotel Valdivia
alle nove ci moltiplicammo negli specchi
alle dieci ci distendevamo su quel letto d’acqua
alle undici abbiamo fatto l’amore fino allo sterminio
ora sono le dodici, mezzogiorno
e ho tra le braccia il corpo di tutti i miei delitti

Óscar Hahn

In sottofondo: “It’s impossible” – Mick Hucknall

Pubblicato da: max | settembre 17, 2014

Una pietra in cerca di calore

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Guarda, non è una buona idea
prendermi troppo sul serio.
Mi si conosce per il mio caratteraccio.
Ho avuto mogli e amanti -
credimi, ne so poco di provare
a rimanere intero mentre vivo
una vita divisa. Non mi apro facilmente.
Se vieni da me, vieni da me
sapendolo. Io sono liscio e grigiastro.
Forse la mia anima è di scisto.
Se però non sei ancora dissuaso,
be’, la mia porta è socchiusa. Non mi interessa
se sei in collusione con il vento.
Entra, non c’è nient’altro qui
tranne me e la solitudine.
Non mi dispiacerebbe
esser sminuito una carezza alla volta.

Stephen Dunn traduzione Patrizio Ceccagnoli

In sottofondo: “Another Star” – Stevie Wonder

Pubblicato da: max | settembre 16, 2014

Oltre ogni illusione

oltreogniillusione

Per amare ci vuole la passione, ma anche il rispetto. Una volta qualcuno mi ha detto che il segreto di una felicità duratura sta tutto in una donna che stima e rispetta il suo uomo. Ora, però, so che si sbagliava. Conquistare la felicità è molto più difficile. È un po’ come attraversare un ponte sospeso: malsicuro, traballante, senza parapetto. Sta a te trovare l’equilibrio, ma ciò è possibile solo se l’equilibrio si basa su due centri di gravità, su tutte e due le parti in gioco.

Duong Thu Huong da “Oltre ogni illusione” – Garzanti ed.

In sottofondo: “Give me one reason” – Tracy Chapman

Pubblicato da: max | settembre 15, 2014

Lezione di seduzione

seduzione1

Sedurre è come scrivere una bella canzone, tutto tecnica e ritmo, tecnica e ritmo. Il talento dell’ironia è una freccia supplementare che non sempre potete avere al vostro arco. In questo caso ci vuole tanto ritmo. Un battito che, perlopiù, viene fornito dagli aggettivi. Spiazzanti e coinvolgenti, iperbolici e precisi. Se sono rari e poco usati nella lingua è ancora meglio e fate più bella figura. Le donne non si seducono né con i complimenti, né con i fiori, né con gli sguardi a pesce lesso. Queste sono puttanate da cofanetto Sperlari. Tutti ne parlano, tutti le vogliono, ma nessuno se le compra queste caramelle Sperlari.
Gli aggettivi seducono, i sostantivi annoiano. Questo è il grande segreto.

Paolo Sorrentino da “Hanno tutti ragione” – Feltrinelli Ed.

In sottofondo: “Tangled Up” – Caro Emerald

Pubblicato da: max | settembre 14, 2014

La rete dei miei nervi

cervello

“Uomo, è a te che sto pensando. Di tutto ciò che vive al mondo, solo tu sei nato senza un motivo, o quasi. Non sei né buono né cattivo, sei stato creato senza uno scopo meditato. Vieni dalla nebbia e tornerai nella nebbia, tanto grande è la tua imperfezione. E, uomo, se monti un destriero raro, non c’è niente che lo faccia più raro. Tienti forte perciò, lungo la strada e lungo i giorni, pian piano. (…)Proprio ora dal sottosuolo sta sorgendo in un turbine una generazione nuova e piena di speranze. È così giovane e innocente, posso leggere qualcosa su di essa, ma non conosco alcun nome, e fa lo stesso. Sono tutti come lampade di viandanti: compaiono, brillano un po’ e svaniscono. Vengono e vanno, come me”

Knut Hamsun da “Per i sentieri dove cresce l’erba” – Fazi ed.

“Dio aveva messo un dito nella rete dei miei nervi portando delicatamente un po’ di disordine fra tutti quei fili. Poi aveva ritirato il dito e, guarda un po’, vi erano rimaste attaccate alcune piccole fibre, pezzettini di nervi, di radici. E quel dito aveva lasciato anche il buco aperto, ed era il dito di Dio e a quel dito erano dovute anche le ferite del mio cervello. Ma dopo avermi toccato col dito Dio mi lasciò, non mi toccò più e non mi fece più alcun male; mi lasciò andare in pace col buco aperto.”

Knut Hamsun da “Fame” – Fabbri ed.

In sottofondo: “Les Nuits” – Nightmares On Wax

Pubblicato da: max | settembre 13, 2014

Silenzio

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Sferzi la mia perversità con una frusta
una rozza correggia di carne essiccata
sino a che le rosse ferite mi invogliano
a piangere
Ma non mi uccidi a colpi di silenzio

Ai morsi della mia fame
neghi il pane ed il suo lievito per la vita
Al punto che io sia disseccato come una
foglia d’autunno
Ma non mi uccidi a colpi di silenzio

Lusinghi le mie orecchie con promesse
Infiorate da una lingua esperta
Perché forse io canti come vuoi tu
Ma non mi uccidi a colpi di silenzio

Oh! I nostri occhi non guardano
coloro che colpiamo con il silenzio
Perché noi siamo sposi del tempo
che si affretta e galoppa
Giorno e notte
Mentre il nostro silenzio langue in prigione.

Sipho Sepamla

In sottofondo: “This Could Be Real” – Richard Elliot

Pubblicato da: max | settembre 12, 2014

Estremo saluto

estremosaluto

Estremo saluto è l’amore,
come una mano che prende l’ultima foglia
e la divora come fosse anima.
Estremo saluto è il tuo bacio.
Io volevo finire in te come un secondo respiro.
Ti ho scelto per la mia morte,
avevo capito in un attimo
che il tuo bacio mi avrebbe ucciso

Alda Merini

In sottofondo: “Your song” – Elton John

Pubblicato da: max | settembre 11, 2014

Ballata dell’amante insicuro

amanteinsicuro

Oggi, domani o dopo, ma in un attimo
in cui proprio nessuno se l’aspetta,
il nodo arriverà tacito al pettine,
il pettine si spezzerà d’un tratto.

Non ci proteggeranno neanche gli assi
che abbiamo a questo scopo malcelati
nella manica, o che, bene truccati,
acquietano la mano che li passa.

Ci inghiottirà con ritmo indifferente
il vortice dei giorni, per sbarcarci
sul lato posteriore del creato,

dove il suono dell’ombra non si sente
e la vertigo continua ovattata,
senza turbare ma senza lasciarci.

Nasos Vaghenàs – traduzione di Filippomaria Pontani

In sottofondo: “Vertigo” – U2

Pubblicato da: max | settembre 10, 2014

Manola

manola

“Mi fanno impressione gli addii, quando il nulla, il grigio scorcio di città, anonimi binari di ferro, s’inghiottono la familiarietà di un volto, il profumo di una persona cara.
Mi era rimasta addosso una strana malinconia. Mi sono stretta al mio corpo solitario e, passo dopo passo, diventavo sempre più triste. Sapevo il motivo il motivo di quella tristezza. Avevo voglia d’amore anch’io, di carezze furtive, di un cuore in subbuglio.
Era ormai il tramonto. Gli umani che camminavano sul mio stesso marciapiede andavano tutti di prescia. Molti di loro, forse, correvano verso un amore, verso braccia protese nella notte. Due innamorati stretti l’uno all’altro, mi sono passati accanto senza vedermi.”

“Avevano anche fatto l’amore da lontano, più di una volta. Senza dirselo, si erano ritrovati a sudare, a piegarsi in mezzo a un parco, su un autobus. Il pensiero era così forte, erano braccia che aprivano le costole. Come se l’altro stesse cercando il tuo cuore dal lato opposto della città, attraverso muri di macchine e di cemento.”

Margaret Mazzantini da “Manola” – Mondadori ed.

In sottofondo: “Don’t Leave Me Now” – Roger Hodgson

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