Pubblicato da: max | ottobre 22, 2014

Scrivere è consegnarsi

scrivereeconsegnarsi

L’unico tipo di scrittore che potrei diventare è quello che espone interamente se stesso… Scrivere è consegnarsi, giocarsi tutto. Solo che fino ad oggi non mi è mai piaciuto il suono del mio proprio nome. Per scrivere devo amare il mio nome. Lo scrittore è innamorato di se stesso… e crea i suoi libri a partire da questo incontro e da questa violenza.

Susan Sontag

In sottofondo: “Why Does My Heart Feel So Bad?” – Moby

Pubblicato da: max | ottobre 21, 2014

Non so più quanti anni ho

nonsopiuquantianniho

A sera, qualche cosa alle mie spalle.
Trasalisco un istante, tremo,
o rimango di sasso e brucio.
Non so più che età ho.

Al mattino è diverso.
Mi sta di fronte un libro aperto,
troppo vicino per leggerlo con agio.
Ditemelo voi quanti anni ho.

Elizabeth Bishop

In sottofondo: “Don’t You Remember” – Adele

Pubblicato da: max | ottobre 20, 2014

L’arte dell’incontro

artedellincontro

La prima cosa è la coscienza dello spazio. Sapere che lontano, da un’altra parte, altrove, sta accadendo qualcosa… anzi, fuori dalle mura di casa TUTTO sta accadendo, in giro per il paese… però occorre sapere DOVE. E la seconda cosa è il TEMPO. In quel posto bisogna arrivare in tempo perché quella cosa accada a noi e non immaginare soltanto che accada. Se lo spazio poi è ampio e distante è necessario differire il tempo dall’azione da quello del desiderio perché partire quando desidereremmo essere già lì è una vana corsa verso una sala vuota. Possedere questa consapevolezza è una grande qualità che può contribuire a rendere la vita Arte dell’Incontro. Le anime si incontrano per caso, per curiosità, per determinazione. In tutti i casi l’incontro ha sempre del miracolo. Nella coincidenza, la componente magica è previdente… ma decidere, partire, muoversi a tempo fino a trovarsi nel luogo dove la cosa sta accadendo è miracoloso come la costruzione di tutte le cose immaginate….”

Vinicio Capossela

In sottofondo: “Parla piano” – Vinicio Capossela

Pubblicato da: max | ottobre 19, 2014

Se tu sei cielo

setuseicielo

Se tu sei cielo
è a te che tornerò
e sul tuo seno
le ali piegherò…
Per il mio sonno sei notte
e sole al mattino
e tiepida pioggia
sulla terra che ho.
Se tu sei vento
vento di mare…
prima tempesta
e poi riparo.
Il tuo passo leggero
mi segue sulla via,
sei tu che cammini
sulla terra che ho.
Se tu sei tempo
con me tu passerai,
bella stagione,
profumo mi darai…
e vendemmia per noi
L’autunno che verrà,
poi le foglie cadranno
sulla terra che ho.
Ma tu sei cielo
e a te io tornerò
e del tuo seno
il nido mi farò…
sei la strada accogliente
che il mio passo sa già
e sei vento, sei tempo,
sei la terra che ho.

Angelo Branduardi

Pubblicato da: max | ottobre 18, 2014

L’odore del dolore

odoredeldolore

Che odore ha il dolore?
Come il freddo, la solitudine, la paura
o la morte,
anche il dolore ha un odore.
Tante volte ho provato a decifrarlo
ma si nasconde, si diluisce,
si camuffa. Offre piste fasulle.
Ha qualcosa di canfora, di chiuso, di rancido,
qualcosa di narcotico,
potrebbe essere alcool, adrenalina o mercurio,
come potrebbe essere ammoniaca,
vertigine o nausea.
Porta stimmate di chiarezza ulcerata,
poggia senza essere visto sulle sedie
e oscilla osceno sulle grucce della tristezza.
Poiché esiste, odora; sì, il dolore odora
nelle occhiaie violacee, nei calici dell’insonnia
e nelle cicatrici paonazze dell’attesa
o dell’angoscia.
Odorano i corpi nel dolore,
odorano la febbre e l’ombra
come odorano la stanchezza, la miseria o la fame.
Odora il dolore e ci opprime
la bocca uno spago,
una spugna nella gola,
quando riconosciamo nitido, pungente,
riconoscibile e insieme indecifrabile,
il suo aroma.

Xulio López Valcárcel

In sottofondo: “Forgiveness” – Perry Blake

Pubblicato da: max | ottobre 17, 2014

Oggi è un brutto giorno

oggieunbruttogiorno

Oggi è un brutto giorno:
dorme il coro delle cavallette
e l’ombra delle cupe rocce
è più tetra di una lapide.
Sibilare di frecce che passano
E grida di corvi profetici…
Vedo, in un brutto sogno,
l’istante inseguire l’istante.
Allontana i limiti dei fenomeni,
distruggi la gabbia terrestre,
leva un inno furioso
il rame dei segreti in rivolta!
O pendolo severo delle anime,
oscilla dritto e sordo
e, con passione, il fato bussa
alla porta proibita, per noi

Osip Emil’evič Mandel’štam

In sottofondo: “Sweet Memory” – Melody Gardot

Pubblicato da: max | ottobre 16, 2014

L’inferno è dappertutto

linfernoedappertutto

L’inferno lo conosciamo, è dappertutto
e cammina su due gambe.
Ma il paradiso?
Può darsi che il paradiso non sia
null’altro
che un sorriso
atteso per lungo tempo,
e labbra
che bisbigliano il nostro nome.
E poi quel breve vertiginoso momento
quando ci è concesso di dimenticare
velocemente
quell’inferno.

Jaroslav Seifert

In sottofondo: “Disco Inferno” – The Trammps

Pubblicato da: max | ottobre 15, 2014

Gli uomini che si voltano

gliuominichesivoltano

Probabilmente
non sei più chi sei stata
ed è giusto che sia così.
Ha raschiato a dovere la carta a vetro
e su noi ogni linea si assottiglia.
pure qualcosa fu scritto
sui fogli della nostra vita.
Metterli controluce è ingigantire quel segno,
formare un geroglifico più grande del diadema
che ti abbagliava.
Non apparirai più dal portello
dell’aliscafo o da fondali d’alghe,
sommozzatrice di fangose rapide
per dare un senso al nulla. Scenderai
sulle scale automatiche dei templi di Mercurio
tra cadaveri in maschera,
tu la sola vivente
e non mi chiederai
se fu inganno, fu scelta, fu comunicazione
e di chi di noi fosse il centro
a cui si tira con l’arco dal baraccone.
Non me lo chiedo neanch’io. Sono colui
che ha veduto un istante e tanto basta
a chi cammina incolonnato come ora
avviene a noi se siamo ancora in vita
o era inganno crederlo. Si slitta.

Eugenio Montale

In sottofondo: “Beck’s Bolero” – Jeff Beck & Jimmy Page

Pubblicato da: max | ottobre 14, 2014

Lo splendore della felicità

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Quando si è visto una volta sola lo splendore della felicità sul viso di una persona che si ama, si sa che per l’uomo non ci può essere altra vocazione che suscitare questa luce sui visi che lo circondano… e ci si strazia al pensiero dell’infelicità e della notte che gettiamo, per il solo fatto di vivere, nei cuori che incontriamo.

Albert Camus

In sottofondo: “I’m All Smiles” – Charlie Haden, Geri Allen, Paul Motian

Pubblicato da: max | ottobre 14, 2014

La tua assenza

latuaassenza

La tua assenza riempie i miei giorni di te
La tua assenza è una stella che brilla nel cielo più scuro
La tua assenza è un gabbiano che vola leggero
La tua assenza è la cosa più viva che resta di te
Tu che sai dire di no
Tu che puoi dirmi di sì
Con la voce più dolce che hai

La tua assenza è la pioggia che piange sui vetri
E’ il profumo dell’ultima estate
La tua assenza è il vento che torna dal mare
La tua assenza è una voce continua che parla di te
Tu che sai dire di no
Tu che puoi dirmi di sì
Con la voce più dolce che hai

La tua assenza è un rosario di perle e coralli
La tua assenza è soltanto speranza
La certezza che amore tra noi
Non c’è stato mai

Sergio Endrigo

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